Cos’è la Quarta Via? Ecco cosa rispondere a chi non lo sa

In risposta alla domanda che può essere fatta da gente nuova alla Quarta Via: “A cosa si riferisce questo Lavoro?”, occorre rispondere che si tratta di un percorso destinato a quelli che cercano qualcosa, che non sono soddisfatti di ciò che hanno trovato nella vita e che sentono che ci deve essere qualcosa di più del successo o del fallimento, qualcosa di più di ciò che hanno appreso dalla cultura e dall’educazione che hanno ricevuto, in generale.

Quando una persona sente che la vita non ha un significato arbitrario, quando vede che se non si trova una spiegazione, l’esistenza è qualcosa di quasi completamente carente di significato, “un racconto riferito da un idiota”, una storia di crimini e spargimento di sangue e frustrazioni; quando una persona comincia a rendersi conto che l’esistenza del progresso è molto dubbia e che tutto comincia e finisce quasi prima di essere cominciato, è allora nella posizione di cercare un altro significato e una nuova conoscenza, con la convinzione che debba esistere.

E quando si comincia questa avventura con spirito sincero e vera profondità di sentimento, si ha la sorpresa di vedere che esistono un gran numero di testimoni nella letteratura del passato che conducono senza lasciare dubbi verso un altro tipo di conoscenza e significato. In tutta questa letteratura il tema è lo stesso e si riferisce sempre alla TRASFORMAZIONE precisa e prestabilita cui l’uomo può ambire, allo sviluppo straordinario che può sperimentare, alla vera evoluzione o ri-nascita che può prodursi in lui quando conosce e comprende gradualmente quello che deve fare.

L’uomo deve MORIRE in una forma precisa e specifica per se stesso, per certi aspetti di se stesso. E se muore in una forma corretta, nasce un’altra volta come un uomo nuovo, di un’altra classe, che nel Lavoro è chiamato UOMO COSCIENTE per distinguerlo dall’uomo meccanico. Allora conoscerà il significato della sua vita su questa terra, perché è attraverso una lotta contro ciò che la vita ha depositato in noi che si compie lo scopo o il proposito dell’esistenza dell’uomo. Se tutto fosse facile, non ci sarebbe rinascita; ma, come insegna questo Lavoro, l’uomo non può ri-nascere correttamente nè tanto meno morire correttamente – proprio così, non può vedere in se stesso le cose che devono morire – se prima non si sveglia.

In molti frammenti esoterici, si incontrano riferimenti alla ri-nascita e al morire. Nei Vangeli, per esempio, si incontrano riferimenti a questi fatti ed anche allo SVEGLIARSI. Incontriamo l’espressione essere vigili molte volte: questa deve tradursi con svegliarsi. È necessario che un uomo si svegli, prima che possa veramente morire. E se per primo si sveglia, e muore a se stesso in un modo corretto, può ri-nascere se in lui c’è qualcosa di valido e sufficientemente forte e genuino. Tutto dipende dalla qualità della persona nel suo SENTIMENTO più profondo. Nulla che sia falso, ha qui utilità.

È necessario insegnargli su che cosa deve lavorare in se stesso e cosa deve osservare con lo scopo di svegliarsi. E per questo è necessario che incontri un INSEGNAMENTO che non sia arbitrario, che non sia stato inventato da gente comune ma che provenga da gente che si è svegliata e che ha lasciato dietro di sé istruzioni per quelli che sono imprigionati nel sonno della vita, quelli che devono liberarsi e svegliarsi. Pertanto dovrà indagare, cercare, ed anche quando incontrerà qualcosa, non gli sarà per niente facile stabilire un contatto con tale mezzo.

In alcune scuole di risveglio, nel passato, una persona doveva stare in silenzio due, tre o perfino cinque anni, e svolgere i compiti più servili, o eseguire lavori che portavano sempre al fallimento prima che gli insegnassero qualcosa, o a volte veniva trattato con durezza in modo tale da essere ferito nell’orgoglio e nella vanità affinché si arrabbiasse. Nei Vangeli si dice che la gente veniva continuamente offesa e che Cristo attaccasse sempre la vanità, l’orgoglio, l’auto-stima, l’auto-compiacenza e l’auto-sufficienza di fronte al bene e al male.

Una persona deve indagare, cercare. Si può riflettere su un punto: se è scritto Cerca e Troverai, innanzi tutto è necessario perdere. Com’è possibile cercare, se non si sente di aver perso qualcosa? Per questo è necessario ritornare ad una tappa precedente, al sentimento di aver perso qualcosa, che non si è protetti da qualcosa, della mancanza di qualcosa, o forse il sentimento che la vita è inspiegabile per se stessa e che deve avere un altro senso, un’altra interpretazione.

LA CONDIZIONE DI VERITÀ PER LA QUARTA VIA

Nello sviluppo a cui ci stiamo riferendo – alla ri-nascita o evoluzione individuale possibile e prestabilita – ciò che deve crescere è l’ESSENZA. Sfortunatamente la PERSONALITÀ e l’Essenza sono sotto segni opposti. La Personalità, nel nostro mondo ordinario, è attiva e l’Essenza è passiva. Il cambiamento che eventualmente deve avvenire è un’inversione di detto stato abituale in modo che la Personalità e l’Essenza cambino di segno. Questo evidentemente comporta un considerevole squilibrio in se stessi. Senza dubbio, è un processo che avviene gradualmente, per un certo periodo, e durante questo tempo la persona giunge lentamente a conoscere se stessa e si rende conto che è completamente diversa da ciò che immaginava. Questo debilita la Personalità o lato acquisito.

Affinché si realizzi questo scopo sono necessarie varie condizioni, una delle quali è scegliere quella forma di conoscenza sia capace di servire da guida e che sia applicabile a se stessi, con tutta sincerità. In altre parole, è necessaria una forma di VERITÀ, in relazione alla quale si possa studiare se stessi. Questo è qualcosa che si può ottenere ed anche perdere molto facilmente.

Coloro che hanno creato un varco in sé per questa verità e si sentono persi, o che hanno perso qualcosa di valido, giungono eventualmente ad incontrare qualcosa e si renderanno conto quando e se la perderanno di nuovo. Man mano che il Lavoro acquista importanza, qualcosa di genuino e reale si sviluppa nella parte più interna di una persona. Questo non può avvenire se l’attitudine verso il Lavoro o la condotta sono sbagliate. Il lato interiore di una persona può crescere per mezzo della verità, mai con la falsità. Il lato esteriore, invece, può crescere molto facilmente per mezzo di ciò che è irreale e falso.

Pertanto è della maggior importanza rendersi conto della propria ATTITUDINE verso il Lavoro e di quella degli altri che stanno in relazione con lui, e anche rendersi conto dell’uso che si fa del Lavoro. Per esempio, usare il Lavoro per accrescere la Personalità e le proprie ambizioni è avere un’attitudine sbagliata. Questo è evidente per qualsiasi persona capace di essere sincera e che non cerca di giustificare tutto. Quando il Lavoro forma un punto emozionale in una persona – in realtà sviluppa una parte di un centro – allora detta persona comincia a sperimentare nuove influenze. È molto facile conoscere quando questo succede. Ma per conservare questo punto, è necessario che questa persona continui e conservi la verità del Lavoro. È necessario che lo applichi a se stessa, e se arriva a perdere questo punto, per un periodo, deve cercarlo un’altra volta.

All’inizio del Lavoro la verità sta in noi come una MONETA D’ARGENTO. Nell’antico e perduto linguaggio delle parabole, l’argento rappresenta la verità. Una persona che si lascia dominare dal sonno e sente di aver perso questo punto in se stessa, che sperimenta un vuoto, una laguna dove prima aveva sentito qualcosa di leggero, deve cercare ciò che ha perso in tutto il suo essere – in ogni abitazione, in ogni centro, in ogni piano della casa di tre piani chiamata se stessi. Con che cosa ci siamo identificati? Che cosa stiamo considerando interiormente? Su che cosa mentiamo? Che acquisto pretendiamo fare? Dove giustifichiamo noi stessi? Quando è stata l’ultima volta che ci siamo ricordati di noi stessi? Quando abbiamo fatto l’ultimo sforzo? Che cosa è successo con il nostro scopo? Quante cose abbiamo messo prima del Lavoro? Quando ci siamo osservati attentamente l’ultima volta ed abbiamo esaminato la nostra mente? Quando abbiamo contemplato noi stessi quest’ultimo giorno? Quando abbiamo pensato chiaramente a quest’insegnamento e abbiamo trovato dei nuovi significati?

Quando abbiamo ostacolato il passaggio su un’importante scala o corridoio della nostra casa anteponendo una quantità di cose che avremmo dovuto ordinare e guardare? Oppure quando abbiamo dato un forte colpo alla porta perché era serrata o eravamo irritati e ci siamo dimenticati di ritornare e aprire la porta un’altra volta? Tutti vediamo in quale disordine si può lasciare la propria casa comportandosi per un minuto nello stato di sonno e con quale facilità si può perdere tutto. (1)


(1) Tratto da M. Nicoll, Commentari, L’unione degli opposti, cap. 73, V.II.

Nota: L’articolo qui esposto – insieme a tutti gli altri presenti nella categoria dedicata – rappresenta un tentativo di ricomporre alcuni dei Frammenti dell’insegnamento di Gurdjieff con le sue stesse parole e con i numerosi contributi di chi ne ha seguito la Via. I riferimenti sono tutti rintracciabili nelle note a fondo articolo. Le eventuali modifiche apportate sono solo di natura stilistica, mai concettuale. L’associazione Per-Ankh, pur trovandosi in sintonia con la maggior parte degli insegnamenti della Quarta Via, non è da considerarsi tuttavia un gruppo Gurdjieffiano.

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2 risposte a "Cos’è la Quarta Via? Ecco cosa rispondere a chi non lo sa"

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  1. Buonasera,ho letto l’articolo sulla Quarta Via,quello che posso dirvi è che mi sento molto attratta da questi insegnamenti apprezzo anche molto il fatto che non chiedete soldi,penso che tutte le persone che sentono la necessità di provare a cominciare questi insegnamenti possano farlo indipendentemente dalla loro situazione economica. Per quanto riguarda me sicuramente non posso dire ne a voi ne a me stessa che provandoci ci riuscirò l’unica cosa che penso di sapere (chiamiamolo scopo) è che vorrei trovare quello che non conosco di me (nonostante la mia età ho 66 anni tanti vero?) Perché è quello che sento,non mi conosco spesso non mi piace niente di me come mi comporto,come penso e molto altro. Mi farebbe piacere parlare con qualcuno di voi se un giorno sarete disponibili anche voi potremo farlo. Intanto vi ringrazio per quello che già state facendo. Un caro saluto.

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