Troppo spesso ci dimentichiamo che non esiste una corrente spirituale più evoluta o migliore di un’altra. Il filo d’oro che le attraversa e le collega è sempre lo stesso, pur assumendo forme, linguaggi e simbolismi differenti.
Ecco perchè abbiamo pensato di pubblicare uno spunto di riflessione introduttivo a quello che viene considerato forse il più antico testo sacro scritto dall’umanità, risalente a circa 4500 anni or sono.
I geroglifici che lo compongono – come ogni vero testo cabalistico – consentono differenti interpretazioni e quindi differenti letture. Stiamo parlando degli Insegnamenti di Ptahhotep, un Vangelo Gnostico dell’epoca, equiparabile al Tao Te Ching cinese così come al Pirkè Avot ebraico.
Le massime contenute in questo prezioso scritto sono state a lungo presenti nella storia dell’Antico Egitto, sopravvivendo fino ai giorni nostri grazie alla protezione dei monaci copti, i quali hanno cercato di mantenere viva la Gnosi Egizia camuffandone il messaggio per mezzo di un simbolismo cristiano. Continua a leggere “L’Insegnamento di Ptahhotep”

Chi ha mai detto che il nostro mondo attuale non possa offrire i suoi spunti di riflessione per una seria meditazione su se stessi?
Coraggio, non nascondiamocelo: dentro ciascuno di noi si annida il desiderio di poter arrivare un giorno a padroneggiare qualche potere spirituale. A fin di bene, si intende, ma il sol pensiero è così elettrizzante che ci rende capaci di accettare anche molti compromessi pur di poter arrivare a quel giorno.
Secondo la tradizione ebraica – e non solo – la Torah, ossia il Pentateuco, corrispondente ai primi cinque libri della Bibbia cristiana, è considerata come la rivelazione diretta di Dio. Diversamente, tutti gli altri scritti sacri sono considerati frutto di un’ispirazione divina.
Traendo spunto dal libro “Il Cammino di Maat”, ne riprendiamo alcuni brani inerenti all’interpretazione dell’antica scrittura egizia:
Mentre alcune tradizioni spirituali sono abbastanza note e rispettate, altre sono ancora ricoperte da una coltre di mistero, divenendo quindi con facilità un terreno fertile per tutti coloro che maturano la discutibile idea di proporsi come “portavoce ufficiale”.
Fin dai tempi più antichi l’umanità sembra essersi mossa verso la conoscenza di se stessa e del mondo manifesto, secondo cicli regolari e scanditi dal susseguirsi di ere apparentemente molto differenti tra loro.
“Fin dai tempi più antichi, il filo d’oro è il simbolo di un sapere che nasce dall’esperienza personale e che è libero dai condizionamenti istituzionali.
