
Quando si intraprende un cammino di trasformazione interiore uno degli ostacoli maggiori che si incontrano è rendersi conto di quanto siamo meccanici, di come adottiamo, sin dalla prima infanzia, atteggiamenti dei quali non siamo realmente consapevoli, proprio come macchine; agiamo e pensiamo condizionati da fattori esterni, coltivando l’illusione di compiere liberamente delle scelte, con una nostra volontà, assecondando i nostri desideri. Di fatto non è così.
In questo articolo vogliamo focalizzarci proprio sulla meccanicità dell’uomo, osservandola dal punto di vista della Quarta Via e dello Sciamanesimo Tolteco, due tradizioni distanti in termini spazio-temporali ma che, tuttavia, descrivono l’essere umano e le sue caratteristiche interiori con le medesime finalità.
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Molte volte viviamo situazioni nella vita al limite del paradosso… sopportiamo con impavido coraggio persone al nostro fianco che ci torturano emotivamente sprezzanti della sofferenza che ci recano, poi quando si allontanano le rincorriamo per paura di perderle. Teniamo in piedi situazioni lavorative (e non solo) ai limiti del masochismo, tanto che chi ci vede dal di fuori può legittimamente pensare alla pazzia!
“Un nemico visibile è sempre preferibile a un nemico invisibile. Io non riesco proprio a vedere quali vantaggi rechi, in questo caso, seguire la politica dello struzzo. Non può costituire un ideale che gli uomini restino eternamente fanciulli, che vivano nell’assoluta cecità per quanto riguarda se stessi, che imputino al vicino tutto ciò che torna loro sgradito, che lo tormentino coi loro pregiudizi e con le loro proiezioni. Quanti sono i matrimoni infelici, che durano per anni, e talvolta anche per sempre, perché l’uomo vede in sua moglie la madre e la donna il padre in suo marito, senza che mai riconoscano la realtà dell’altro! La vita è già tanto difficile che potremmo risparmiarci almeno le difficoltà più stupide. Ma senza un confronto approfondito con chi ci sta di fronte, il distacco delle proiezioni infantili è spesso semplicemente impossibile.”
Tutti parlano di salvezza, tutti affermano di ricercarla, tutti sono certi di conoscere la strada per raggiungerla. In altre parole, sembra che tutti sappiano benissimo di cosa si tratta.




Mentre alcune tradizioni spirituali sono abbastanza note e rispettate, altre sono ancora ricoperte da una coltre di mistero, divenendo quindi con facilità un terreno fertile per tutti coloro che maturano la discutibile idea di proporsi come “portavoce ufficiale”.
