
Un gruppo, di solito, รจ un patto stabilito fra gli Io reali di un certo numero di persone che si impegnano insieme nella lotta contro le loro false personalitร . LโIo Reale di ognuno di loro รจ senza forza davanti alla loro personalitร , o piuttosto dorme, e la personalitร รจ padrona della situazione. Se invece venti Io si alleano per lottare contro ciascuna delle personalitร , possono diventare piรน forti di loro; in ogni caso possono disturbare il loro dominio ed impedire agli altri Io di dormire cosรฌ tranquillamente.
In Frammenti di un insegnamento sconosciuto, Ouspensky scrive le parole di Gurdjieff in proposito:
(โฆ) Un gruppo รจ il principio di tutto. Un uomo solo non puรฒ fare niente, non puรฒ raggiungere niente, un gruppo veramente guidato puรฒ fare molto. Perlomeno ha una possibilitร di arrivare a risultati che un uomo solo non sarebbe mai in grado di ottenere.
Voi non vi rendete conto della vostra situazione. Voi siete in prigione e tutto ciรฒ che potete desiderare, se avete del buon senso, รจ di evadere. Ma come evadere? Occorre perforare un muro, scavare una galleria. Un uomo solo non puรฒ fare niente, ma supponete che siano dieci o venti che lavorino a turno; assistendosi lโun lโaltro, possono finire la galleria ed evadere. (1)
Per svegliarsi occorre fare un insieme di sforzi coordinati. ร necessario qualcuno che risvegli lโuomo; รจ necessario qualcuno che svegli colui che ha lโincarico di svegliare; รจ necessario avere delle sveglie ed รจ pure necessario inventarne costantemente delle nuove.
Per condurre a termine tutto questo ed ottenere dei risultati, un certo numero di persone deve lavorare assieme. Un uomo solo non puรฒ fare niente. Innanzitutto, egli ha bisogno di aiuto. Ma un solo uomo non potrebbe contare su un aiuto. Quelli che sono capaci di aiutare valutano il loro tempo ad un prezzo molto alto. (2)
Un gruppo di persone le quali decidano di lavorare da sole non arriverร da nessuna parte perchรฉ esse non sanno dove andare e cosa fare. (3)
D. Perchรฉ un uomo puรฒ fare di piรน in un gruppo che da solo?
R. Per parecchie ragioni. La prima, come ho spiegato, รจ perchรฉ egli non puรฒ avere un maestro tutto per sรฉ. La seconda รจ perchรฉ nelle scuole alcuni angoli acuti possono essere smussati. Le persone devono adattarsi una allโaltra e ciรฒ รจ generalmente utilissimo. La terza รจ che uno รจ circondato da specchi; egli puรฒ vedersi in ogni persona. (4)
Inoltre un uomo puรฒ illudere se stesso riguardo al suo risveglio, prendendo per risveglio ciรฒ che รจ semplicemente un nuovo sonno. Se diverse persone decidono di lottare insieme contro il sonno, esse si sveglieranno lโun lโaltra. Potrร accadere sovente che venti di loro dormano, ma la ventunesima si sveglierร e sveglierร tutti gli altri. La stessa cosa accadrร con le sveglie. Un uomo ne inventerร una, un secondo unโaltra, dopo di che potranno scambiarsele. Tutti insieme potranno essere gli uni per gli altri di grande aiuto, e senza questo aiuto scambievole nessuno di essi potrร arrivare a qualcosa. (5)
Allโinizio il ricercatore lavora per sรฉ e su di sรฉ: osservazione e studio di sรฉ, tentativi di sopprimere o almeno attenuare le manifestazioni piรน meccaniche della vita. (โฆ) Ma se il ricercatore non lavora contemporaneamente su una seconda direttrice, cioรจ con altri e per altri, รจ impossibile che ottenga risultati concreti. In questa seconda linea di lavoro, le difficoltร provate dalle reazioni altrui e la frizione che ne risulta provoca forti shock senza i quali il ricercatore non potrebbe superare certe barriere. In questo caso, egli non soltanto riceve ma dร , contribuisce con la propria comprensione delle idee, aiuta concretamente lโorganizzazione, serve da esempio, e lo scambio necessario incomincia. (6)
Un uomo, dunque, che voglia svegliarsi, deve cercare altre persone che anchโesse vogliano svegliarsi, al fine di lavorare con loro. Ciรฒ, tuttavia, รจ piรน facile a dirsi che a farsi, perchรฉ lโavvio di un lavoro di tal genere e la sua organizzazione richiede una conoscenza che lโuomo ordinario non possiede. Il lavoro deve essere organizzato e deve avere un responsabile. Senza queste due condizioni non puรฒ dare i risultati attesi e tutti gli sforzi sono vani. Le persone potrebbero torturarsi, ma queste torture non le farebbero svegliare. Per certe persone nulla sembra essere piรน difficile da comprendere. Di per se stesse e di propria iniziativa possono essere capaci di grandi sforzi e di grandi sacrifici. Ma nulla al mondo le persuaderร che i loro primi sforzi, i loro primi sacrifici, devono consistere nellโobbedire ad un altro. E non vogliono ammettere che i loro sforzi e tutti i loro sacrifici saranno perciรฒ inutili.

II lavoro deve essere organizzato. E non puรฒ esserlo che da un uomo che ne conosca i problemi, gli scopi e i metodi, essendo lui stesso passato a suo tempo attraverso un tale lavoro organizzato.
Il lavoro comincia di solito con un piccolo gruppo. Questo gruppo รจ generalmente in rapporto con tutta una serie di gruppi analoghi di differenti livelli che costituiscono, presi nel loro insieme, ciรฒ che puรฒ essere chiamato una scuola preparatoria. (7)
Ognuno deve lavorare per se stesso, ma molto pochi, se del caso, sono in grado di fare ciรฒ da soli. Quindi i gruppi e gli insegnanti dei gruppi sono una necessitร pratica per le creazioni delle giuste condizioni, non per dare lโaiuto che ognuno deve trovare dentro di sรฉ. (8)
Il primo scopo di un uomo che comincia il lavoro in un gruppo deve dunque essere lo studio di sรฉ. Lo studio di sรฉ puรฒ procedere solamente nei gruppi convenientemente organizzati. Un uomo solo non puรฒ vedere se stesso. Ma un certo numero di persone riunite con questo intento si aiuteranno, anche senza volerlo, reciprocamente. Uno dei tratti caratteristici della natura umana รจ che lโuomo vede piรน facilmente i difetti degli altri che i propri. Sulla via dello studio di sรฉ, lโuomo apprende nello stesso tempo che anche lui possiede tutti i difetti che trova negli altri.
Ora, vi sono molte cose che egli non vede in se stesso, mentre comincia a vederle negli altri. Ma, come ho appena detto, egli ora sa che questi tratti sono anche i suoi. Cosรฌ, gli altri membri del gruppo gli servono da specchio nel quale egli vede se stesso. Ma bene inteso, per vedere se stesso nei difetti dei suoi compagni, e non semplicemente vedere i loro difetti, deve senza sosta tenersi in guardia ed essere molto sincero con se stesso. (9)
Ben presto mi resi conto che mi era del tutto impossibile proporre loro qualcosa senza che io stesso ne fossi attivamente partecipe. ร una legge e non poteva che essere cosรฌ. Non potevo parlare loro dellโidentificazione senza cogliere in me, nello stesso istante, la mia identificazione, o suggerire loro di ascoltare il corpo, il respiro, la voce, senza che io stesso prendessi contatto con il corpo, il mio respiro, la mia voce.
Avevo scoperto una nuova forma di avvicinamento al lavoro, nei rapporti con il prossimo: anzichรฉ cercare la giusta attitudine per dire qualcosa, dissi a me stesso, avrei dovuto dire qualcosa affinchรฉ una corretta condizione sโinstaurasse in me. Era una rivoluzione. Loro, i giovani, conducevano me a una corretta attitudine e grande era la reciproca gratitudine che scaturiva da queste esperienze. (10)
Se si รจ negativi verso le altre persone, non importa quale sia la motivazione esterna, dal punto di vista del Lavoro il fatto di essere negativi รจ colpa nostra. ร necessario che le emozioni negative siano eliminate in noi stessi come lo fa lโacqua nello strizzare la biancheria che si sta lavando. (11)
I nostri propri occhi non possono mai essere liberi dal conflitto tra amore di sรฉ e odio di sรฉ, e dobbiamo prendere in prestito altri occhi se desideriamo guardare a noi stessi con imparzialitร . (12)
UNA PARTICOLARE CONDIZIONE DI SCAMBIO
I nostri sforzi indipendenti, ognuno per conto suo, sono insufficienti. Un gruppo รจ lโinizio di tutto, un gruppo di persone che cercano di vivere in modo piรน consapevole. Un gruppo ha piรน probabilitร di mantenere lo sforzo. Alcuni di noi sono piรน vigili, piรน responsabili: ci si aiuta lโuno con lโaltro. Ma lโapparire di questa forma deve essere riconosciuto, non imposto.
Occorre sentire il bisogno di incontrarsi, di essere presenti con gli altri per condividere una relazione di reciproca attenzione. Come base di una relazione cosciente, ogni membro deve conoscere e accettare se stesso. Ognuno deve sentire il bisogno del gruppo, di un mondo attraversato da una certa corrente di pensiero e sentimento. Deve sapere che ne ha bisogno e non deve dimenticarlo.
Stiamo naturalmente parlando di un gruppo formato per lavorare su di sรฉ, che non sta al livello della vita ordinaria. ร animato da pensieri diversi da quelli della vita ordinaria e anche da sentimenti diversi, e la sua esistenza deve essere segnata da eventi essenzialmente diversi da quelli ordinari.
Il primo evento รจ la ricerca attiva e impegnata di un centro di gravitร della vigilanza al proprio interno. Unโattenzione centrata puรฒ essere portata in diverse direzioni, ma torna sempre al centro. Quando ci disperdiamo non possiamo imparare nulla di nuovo. (โฆ)
Si fa parte di un gruppo perchรฉ si ha bisogno di aiuto per trovare una certa qualitร in se stessi, uno stato in cui poter sperimentare qualcosa di nuovo. Cโรจ bisogno di influenze superiori, che sono inaccessibili quando si lavora da soli con mezzi ordinari. Senza il gruppo non si puรฒ arrivare allโintensitร necessaria. (13)
Ricordo che la gente suole dire allโinizio del Lavoro: โSe soltanto trovassimo gente piรน gradevole nel Gruppoโ. Ma il Gruppo qualunque fosse qui, รจ semplicemente un maestro generale di vita e questa รจ esattamente la sfera in cui tutti noi dobbiamo lavorare in connessione con gli altri. Conviene comprendere in profonditร perchรฉ alleggerisce il lavoro con lโaccettazione.
Il gruppo รจ dunque una condizione particolare di scambio e una sorta di canale per accedere a influenze piรน alte, idee provenienti da un piรน alto livello di vita. Ma occorre essere pienamente presenti. Si ricevono queste idee esattamente nella misura in cui si รจ presenti. (14)
Diventando consapevoli di noi come gruppo sperimentiamo la veritร del lavoro. Non va bene che si faccia solo quello che si vuole a modo proprio, indipendentemente, rifiutandosi di essere messi alla prova: questo dimostra che siamo incapaci di confrontarci e di relazionarci con il lavoro degli altri, significa che il proprio lavoro si รจ fermato.
(โฆ) Il gruppo, il fatto di essere insieme, crea una possibilitร di coscienza. Ciรฒ che intraprendiamo, ciรฒ che diamo, รจ piรน importante di quello che desideriamo prendere. Ogni volta che la possibilitร si rinnova, abbiamo lโopportunitร di impegnare la nostra attenzione e di servire. Questa possibilitร รจ qualcosa di grande che dobbiamo sforzarci di mantenere. Dobbiamo valutarla come preziosa, sacra.
Non si รจ soli nel proprio lavoro. Quando si decide qualcosa per se stessi bisogna sentire di appartenere al gruppo. La sua vita รจ piรน grande di quella personale e rappresenta qualcosa di piรน sulla scala dellโEssere superiore. (15)
La sensazione di vuoto interno nelle condizioni adatte puรฒ darci un impulso verso lโunitร e la completezza non solo entro noi stessi, ma anche con gli altri. Ricerchiamo la sensazione di una comune appartenenza. (16)
Ascolta l’articolo in formato podcast:
(1) P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto (37).
(2) P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto (246-7).
(3) P.D. Ouspensky, La Quarta Via (116).
(4) P.D. Ouspensky, La Quarta Via (324).
(5) P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto (246-7).
(6) H. Thomasson, Battaglia per il presente (75).
[7] P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto (246-7).
(8) J. G. Bennet, Witness (336).
(9) P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto (246-7).
(10) A. Orefice, Un Cammino nellโInsegnamento di Gurdjieff (159).
(11) M. Nicoll, Commentari, Vol. III, cap. 14.
(12) J. G. Bennet, Witness (190).
(13) J. de Salzmann, La Realtร dellโEssere (89-90).
(14) M. Nicoll, Commentari, Vol. III, cap. 14.
(15) J. de Salzmann, La Realtร dellโEssere (89-90).
(16) J.G. Bennet, Lโuomo superiore (80-1).
Nota: Lโarticolo qui esposto rappresenta un tentativo di ricomporre alcuni dei Frammenti dellโinsegnamento di Gurdjieff con le sue stesse parole e con i numerosi contributi di chi ne ha seguito la Via. I riferimenti sono tutti rintracciabili nelle note a fondo articolo. Le eventuali modifiche apportate sono solo di natura stilistica, mai concettuale. Lโassociazione Per-Ankh, pur trovandosi in sintonia con la maggior parte degli insegnamenti della Quarta Via, non si considera tuttavia un gruppo Gurdjieffiano.
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BELLISSIMO LAVORO MA NON TROVO IL CAPITOLO 32
Buonasera, trova ora il capitolo 32 diviso in due parti nella categoria Quarta Via. Erroneamente, si trovavano nella categoria Antiche Tradizioni. Grazie, un saluto cordiale.