Per conquistare qualcosa di reale, รจ necessaria una lunga pratica. Allโinizio tenta di realizzare cose molto piccole. G.I. Gurdjieff [1]
Esiste un principio importantissimo nel lavoro: non dobbiamo mai lavorare secondo la nostra forza, ma sempre piรน della nostra forza. Questo รจ un principio permanente.

Nel lavoro dobbiamo sempre fare piรน di quanto possiamo; soltanto allora cambieremo. Se facciamo soltanto quanto ci รจ possibile rimarremo dove siamo. (โฆ) Questo รจ diverso nella vita: nella vita facciamo soltanto ciรฒ che รจ possibile. ร necessario mettere maggiore energia nelle cose: nello studio di sรฉ, nellโosservazione di sรฉ, nel ricordare se stessi, ecc. E, allo scopo di mettere maggiore energia nel nostro lavoro, รจ necessario scoprire come questa viene spesa.
Ci svegliamo ogni mattino con un certo ammontare di energia. Questa puรฒ essere spesa in parecchie maniere diverse. Una certa quantitร di energia รจ necessaria per ricordare se stessi, per lo studio del sistema e cosรฌ di seguito. [2]
Deve dedicare un tempo speciale per il lavoro ogni giorno. Non tutto il tempo, il lavoro รจ una cosa molto seria. Non puรฒ lavorare interiormente tutto il giorno. Deve ritagliarsi un tempo speciale e aumentarlo mano a mano. Per questo lavoro dedichi mezzora delle sue ventiquattrโore. In questa mezzora dimentichi tutto il resto, metta tutto il resto da parte. ร una piccola cosa. Sacrifichi a questo tempo tutte le sue occupazioni, tutto il lavoro delle sue funzioni esteriori. Sacrifichi tutto per il suo lavoro interiore e in seguito potrร metterlo da parte per le cose della vita quotidiana. Non puรฒ fare questo lavoro tutto il giorno. [3]
Ma se spendiamo questa energia in altre cose, non rimane nulla per quello. Questo รจ realmente il punto principale. Cerchiamo di calcolare ogni mattino quanta energia intendiamo impiegare nel lavoro in confronto alle altre cose. Vedremo che persino nelle cose elementari, semplicemente in relazione al tempo, diamo pochissimo al lavoro, seppure diamo qualcosa, e tutto il resto รจ dato a cose completamente inutili. Ciรฒ รจ bene se queste sono cose piacevoli, ma nella maggior parte dei casi non sono nemmeno piacevoli. Mancanza di calcolo, mancanza di queste statistiche elementari: ecco la ragione del nostro non comprendere perchรฉ, con tutte le nostre migliori intenzioni e migliori decisioni, alla fine non facciamo nulla. Come possiamo fare qualcosa se non diamo alcuna energia o tempo ad esso?
Se vogliamo imparare una lingua, dobbiamo apprendere un certo numero di parole ogni giorno e dedicare un poโ di tempo allo studio della grammatica (โฆ). Tutto dipende da statistiche elementari. In ogni tipo di lavoro o studio cโรจ un certo standard. Se gli dedichiamo una certa quantitร di energia e tempo, ma non abbastanza, non avremo risultati. Continueremo a girare in tondo e rimarremo allโincirca allo stesso posto.[4]
Piรน tardi, a casa dei Welch, vi fu una lettura di appunti del gruppo parigino di Gurdjieff. La lettura era molto essenziale e assai pratica. Parlava della necessitร di combattere con se stessi nella pratica, non solo in teoria. Consigliava agli allievi di stabilire un orario preciso e decidere di lavorare in quel momento. Se non รจ possibile lavorare, bisogna leggere, o parlare del lavoro. E se non si fa proprio nulla in relazione con il lavoro, non si deve fare nientโaltro ma restare fermi e basta. Il lavoro va collegato ad unโabitudine forte.[5]
DISCIPLINA E CAMBIAMENTO
Senza comprensione della disciplina di scuola non si puรฒ avere disciplina interiore. Esistono persone che potrebbero fare un buon lavoro e che non ci riescono perchรฉ mancano di disciplina. Eppure il cambiamento di essere รจ possibile solamente col lavoro-scuola e con la disciplina di scuola.
Per un certo periodo di tempo uno deve averla, in seguito uno puรฒ lavorare da sรฉ. La disciplina รจ collegata alle regole. Le regole sono le condizioni in cui gli individui vengono accettati e gli vien data la conoscenza nella scuola. Rispettare queste regole o condizioni รจ il primo pagamento, รจ la prima prova. [6]
Da solo lโuomo รจ incapace di mantenere il controllo di tutto se stesso, cioรจ sulle sue differenti parti; solo le scuole offrono questa possibilitร , e cosรฌ i metodi di scuola ed una disciplina di scuola. Lโuomo รจ veramente troppo pigro. Farร quasi tutto senza lโintensitร necessaria, o non farร nulla, immaginando di far qualcosa; lavorerร con intensitร a qualche cosa che non ne richiede, e lascerร passare i momenti in cui lโintensitร si impone. Proprio in quei momenti si risparmia, teme di fare qualche cosa di poco piacevole. Mai da solo riuscirร a raggiungere lโintensitร voluta. Se vi siete osservati nel modo giusto, sarete dโaccordo su quel che sto dicendo. Se un uomo si impone un compito qualsiasi, molto presto comincia ad essere indulgente verso se stesso. Egli cerca di portare a termine il suo compito con i minori sforzi possibili: questo non รจ lavoro. Nel lavoro, contano solo i super-sforzi, al di lร del normale, al di lร del necessario. Gli sforzi ordinari non contano.[7]
Tutte le strade richiedono disciplina. Ciรฒ spiega perchรฉ uno non puรฒ lavorare da solo. Uno non puรฒ creare disciplina da solo. Se si comprende questo lavoro, allora la disciplina assume la forma che uno non decide da sรฉ, ma lavora in base alle istruzioni. Occorre molto tempo per acquisire volontร , perchรฉ prima va vinta lโostinazione. Frattanto รจ necessaria unโaltra volontร , la volontร della scuola, dellโorganizzazione. [8]
Il nostro lavoro ha bisogno di essere organizzato. Gli sforzi accidentali e anarchici non conducono a nulla. I miei sforzi devono essere disciplinati e soggetti a regole, a leggi di un altro ordine, al di sopra di quello ordinario. Fino a che non sento la necessitร imperativa di sottomettermi a questโordine, credo nel mio io ordinario e non lavoro realmente, non avanzo verso uno scopo. Devo riconoscere questa necessitร . Devo mettermi alla prova (mettere alla prova lโio ordinario) in un cerchio di vita dove lโinteresse principale sia il risveglio. (โฆ) Ma ognuno vuole essere diretto e dirigere a proprio piacimento, giudicare e criticare ancor prima di provare a comprendere. Questo atteggiamento รจ fondamentalmente falso. Quello che dobbiamo cercare di fare รจ non imporre un ordine ma entrare in un ordine, un ordine che esisteva molto prima di noi. [9]
Il risultato del lavoro su noi stessi non รจ creazione di nuove leggi ma liberazione da leggi inutili. La disciplina, necessaria durante il periodo di studio, รจ soltanto un mezzo, non un fine. Nello studio di sรฉ รจ necessario comprendere ed essere consapevoli. Non si puรฒ evadere con le parole. Questo รจ esattamente quello che รจ impossibile.[10]
Lโostinazione รจ lโostacolo principale allโentrata in una scuola, perchรฉ una scuola significa non soltanto apprendimento ma anche disciplina. E alcune persone possono trovare la disciplina noiosa o inutile. [11]
Ascolta l’articolo in formato podcast:
[1] In K. Walker, Lโinsegnamento di Gurdjieff (164).
[2] P.D. Ouspensky, La Quarta Via (296-7).
[3] Incontri con Gurdjieff (142).
[4] P.D. Ouspensky, La Quarta Via (296-7).
[5] R. Ravindra, Un cuore senza limiti (72).
[6] P.D. Ouspensky, La Quarta Via (337-8).
[7] G.I. Gurdjieff in P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto (383).
[8] P.D. Ouspensky, La Quarta Via (340).
[9] J. de Salzmann, La realtร dellโessere (86-7).
[10] P.D. Ouspensky, La Quarta Via (242).
[11] P.D. Ouspensky, La Quarta Via (117).
Tutti i capitoli della Quarta Via: https://associazioneperankh.com/category/quarta-via/
Nota: Lโarticolo qui esposto rappresenta un tentativo di ricomporre alcuni dei Frammenti dellโinsegnamento di Gurdjieff con le sue stesse parole e con i numerosi contributi di chi ne ha seguito la Via. I riferimenti sono tutti rintracciabili nelle note a fondo articolo. Le eventuali modifiche apportate sono solo di natura stilistica, mai concettuale. LโAssociazione Per-Ankh, pur trovandosi in sintonia con la maggior parte degli insegnamenti della Quarta Via, non si considera tuttavia un gruppo Gurdjieffiano.


