Obbedienza e libertà

Chi può dire di non essersi mai trovato faccia a faccia con uno dei più grandi dilemmi da affrontare per un serio e sincero cercatore: obbedire alla propria tradizione di riferimento (chiesa, scuola, ordine iniziatico, religione, ecc.) o tradirne il giuramento di fedeltà, sia esso esplicitato apertamente o comunque vissuto visceralmente?

Già, perché è fuor di dubbio che ciascuno di noi riconosce come una sorta di mediatrice divina quell’entità o organizzazione cui decide di affidare il proprio spirito. Inoltre, volontariamente o meno, i portavoce di ogni dottrina alimentano le idealizzazioni in merito all’autenticità del proprio ruolo. D’altronde, se così non fosse, un cammino definito spirituale perderebbe velocemente valore ai nostri occhi e non riuscirebbe più a spingerci oltre i limiti sedimentati ed abitudinari di noi stessi.

Ma ecco allora che presto o tardi la vita pone difronte ad una delle prove più difficili da affrontare, esattamente nell’attimo in cui da quella “voce” a cui abbiamo donato tutto il nostro consenso e la nostra gratitudine, proviene una richiesta o un messaggio in forte disaccordo con il nostro più profondo sentire. Continua a leggere “Obbedienza e libertà”

Semplici o sempliciotti?

C’è una bellissima storia yiddish che narra della vita di un certo Bontsha, soprannominato “il Silenzioso”.

Bontsha era un uomo semplice che viveva senza ambizioni, dedito al suo umile lavoro senza altre pretese. Per tutta la vita subì angherie, ingiustizie e prepotenze di ogni sorta, ma non ebbe mai contese con nessuno, mai neppure un mormorio di protesta verso chi gli fece del torto.

Umile e senza eredi, visse e morì senza la considerazione di nessuno, e venne sepolto come i più poveri dei poveri, senza neppure una lapide che segnali il suo passaggio su questa terra.

Quando però salì in cielo, tra gli abitanti del Paradiso l’eccitazione fu grandissima: mai avevano ricevuto un’anima tanto nobile, e accorsero tutti al tribunale celeste per dare il benvenuto a quello spirito eletto.

Il Creatore volle presiedere di persona al processo, e l’angelo accusatore, furibondo, capì subito che quella causa era già persa in partenza.

Bontsha attese con tranquillità la sentenza alla presenza degli angeli, del Creatore e dell’angelo accusatore, che quando giunse il suo turno si rifiutò di parlare, non avendo proprio nessun evento da riportare contro di lui. Continua a leggere “Semplici o sempliciotti?”

La crisi bisogna meritarsela!

ovvero:  L’inganno di Madre Cultura

[Il seguente articolo è disponibile anche in versione pdf]

Il titolo di questa dissertazione potrebbe sembrare un tantino esagerato e provocatorio. Probabilmente lo è per chi non si prende la pena di leggere quanto seguirà. Ma a tutti coloro che hanno intenzione di proseguire la lettura, chiediamo di rimandare alla fine ogni giudizio.

Partiamo dunque dal principio, da una dichiarazione che abbiamo letto circa una decina di anni fa e che in quest’ultimo periodo ci è ritornata alla memoria più attuale che mai:

Soltanto gli esseri umani sono giunti a un punto in cui non sanno più perché esistono. Non usano i propri cervelli e hanno dimenticato la conoscenza segreta dei loro corpi, dei loro sensi, dei loro sogni. Non usano la conoscenza che lo Spirito ha messo in ciascuno di loro; non sono nemmeno consapevoli di questo, e avanzano ciecamente barcollando sulla strada che non porta in nessun luogo – un’autostrada lastricata, che loro stessi costruiscono e spianano in modo da giungere più velocemente al grande buco vuoto che troveranno alla fine, pronto a divorarli. Una superstrada comoda e veloce, ma so dove conduce.  L’ho visto.  Ci sono stato nella mia visione e pensarci mi fa rabbrividire.” Continua a leggere “La crisi bisogna meritarsela!”

La nuova religione

Ci sarebbe molto da dire in merito a ciò che si intende effettivamente per politeismo e monoteismo, dato che non sempre quest’ultimo può essere considerato più “evoluto” del primo, e non sempre le due concezioni sono così diverse di come potrebbe sembrare (basti pensare all’adorazione dei santi nella tradizione cristiana).

Continua a leggere “La nuova religione”

Cerchiamo o scappiamo?

La domanda è molto delicata, ma non possiamo fare a meno di continuare a porcela. È troppo importante. Anche il noto psicoterapeuta James Hillman (il prosecutore del pensiero Jung) ha cercato di indagare la questione con grande profondità e umanità.

James Hillman - Associazione Per-Ankh

Il rischio, infatti, è che sia le psicoterapie che i percorsi spirituali finiscano per far concentrare la persona unicamente nel suo personale mondo interiore, come se la sua relazione con tutto ciò che la circonda sia secondaria o priva di valore; come se le due cose non fossero in realtà le facce di una stessa medaglia.

Continua a leggere “Cerchiamo o scappiamo?”

Saggezza 3.0

Chi ha mai detto che il nostro mondo attuale non possa offrire i suoi spunti di riflessione per una seria meditazione su se stessi?

Generalmente infatti, quando si pensa ad aneddoti di saggi che impartiscono insegnamenti, la mente tende a vagare in luoghi lontani e tempi che furono. Le storielle Zen e Sufi ne rappresentano un meraviglioso esempio.

Ma è bene non dimenticare che esistono anche tradizioni occidentali altrettanto ricche di stimoli spirituali, per quanto forse meno conosciute (o forse, più semplicemente, meno considerate dato che l’erba del vicino è sempre la più verde…).

La storia che segue è una delle tante “perle” offerte dalla tradizione ebraica e, come vedrete, non occorre tentare di immedesimarsi in un’epoca troppo lontana per coglierne gli insegnamenti. Continua a leggere “Saggezza 3.0”

Il pubblicano e il fariseo (non prendiamoci in giro)

Un uomo entra nei bagni pubblici. Comincia a orinare. A un tratto, all’altezza degli occhi, legge una breve frase che dice: “Guarda un po’ più in su!” L’uomo solleva lo sguardo e vede scritto: “Guarda ancora più su!” Rovescia un poco la testa all’indietro per riuscire a leggere: “Guarda ancora più su! Sul soffitto!” L’uomo, con la testa completamente piegata all’indietro, legge sul soffitto: “Cretino, ti stai pisciando sulle scarpe”.

Fino a quando cercheremo rifugio in una sorta di aspirazione al divino, non per guardarci con coraggio allo specchio, ma per scappare da questa tanto temuta visione, allora continueremo a girare intorno al vero nocciolo del problema.  

Troppo spesso e con troppa facilità ci dimentichiamo del processo che viene messo in gioco all’interno di un reale processo spirituale. Fortunatamente, ogni tanto ci si imbatte in qualche incontro o in qualche lettura che tenta di ricordarcelo.

È questo il caso di un’interessante riflessione estrapolata dal libro “Trattato di Psicologia Rivoluzionaria” di Samael Aun Weor, un maestro gnostico del ‘900.

Riflettendo un poco sulle diverse circostanze della vita, vale la pena di comprendere seriamente le basi su cui poggiamo. Continua a leggere “Il pubblicano e il fariseo (non prendiamoci in giro)”

La Luce del Cammino sorretta da Isha Schwaller de Lubicz

Non aprire questo libro, lettore, se ti accontenti delle soddisfazioni di questo mondo terreno: non leggere quest’opera che potrebbe provocare in te il desiderio di superarle.

Non leggere se ami le catene dei tuoi attuali limiti, se hai paura di trovare le chiavi del tuo destino sovrumano… perché è questo l’obiettivo di tale cammino.

Così inizia lo splendido romanzo di Isha Schwaller de Lubicz, La Lumiére du chemin, scritto a Plan de Grasse nel 1960, pochi anni prima di morire. Già dalle “avvertenze”, Isha sottolinea con forza un grande cambiamento dei tempi (quel cambiamento che ancora molti dotti e religiosi sembrano non avvertire), una svolta epocale che richiede al cercatore innanzi tutto praticità, osservazione interiore e azione. Continua a leggere “La Luce del Cammino sorretta da Isha Schwaller de Lubicz”

Il Potere più grande di tutti

Coraggio, non nascondiamocelo: dentro ciascuno di noi si annida il desiderio di poter arrivare un giorno a padroneggiare qualche potere spirituale. A fin di bene, si intende, ma il sol pensiero è così elettrizzante che ci rende capaci di accettare anche molti compromessi pur di poter arrivare a quel giorno.

Molte organizzazioni “umanamente” spirituali ben conoscono questo bencelato meccanismo interiore, e riescono a sopravvivere proprio grazie ad esso. Le promesse aleatorie di un indefinito giorno lontano in cui potremo finalmente svelare quel segreto che abbiamo tanto atteso ed immaginato, sono i pilastri più sicuri per mantenere in piedi una struttura di carattere religioso.

Spesso e volentieri queste promesse sono solo frutto di voci che nascono e si autoalimentano tra i corridoi per poter mantenere alta la motivazione anche a fronte di palesi contraddizioni o delusioni. Il vero atto liberatorio è sicuramente quello di perseguire un Cammino che risuona dentro di sè senza dover fare affidamento alla promessa di un premio che, tra l’altro, nessuno conosce veramente.

Ma supponiamo per un attimo che si possa realmente accedere ad un Potere spirituale: saremmo veramente in grado di gestirlo? Continua a leggere “Il Potere più grande di tutti”

Oggi so che Questo è la Vita!

È proprio vero che lo Spirito – quello puro e sincero – non può essere circoscritto con esclusiva dentro nessun ambito religioso.

Lo Spirito attraversa il tempo e lo spazio rimanendo sempre lì, immutabile, pronto ad essere colto e percepito da chiunque rivolga il proprio sguardo dentro di sé con aspirazione ed onestà. Poco importa se quel “chiunque” provenga da un campo religioso, scientifico o artistico.

Per tale ragione abbiamo pensato di rendere omaggio alle parole di Charlie Chaplin*, con quello che possiamo definire un vero e proprio Inno alla Vita:

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono reso conto che la sofferenza e il dolore emozionali
sono solo un avvertimento che mi dice di non vivere contro la mia verità.
Oggi so che questo si chiama
AUTENTICITÀ. Continua a leggere “Oggi so che Questo è la Vita!”

Oltre il 2012

Che Sai Baba sia considerato quasi Dio da alcuni o grande impostore da altri, a noi proprio non interessa.

Abbiamo però trovato una conversazione intercorsa (pare) tra lui e un giornalista nel 2010 in merito alla ipotetica fine del mondo prevista per il 2012. Anche in questo caso, alcuni considerano questo documento come particolarmente prezioso in quanto Sai Baba non rilasciò quasi mai interviste nel corso della sua vita, altri invece sono certi che si tratta di parole di altri maestri che qualche simpatizzante ha associato ingiustamente a Sai Baba.

Ebbene, vi riportiamo qui di seguito l’opinione dell’intervistato – chiunque esso sia – in merito a ciò che sta già avvenendo e ciò che (forse) avverrà. Reputiamo queste parole ricche di spunti di riflessione particolarmente costruttivi, indipendenti a nostro avviso dalla reale fonte di provenienza, e che potranno forse bilanciare un po’ il disfattismo generale che naviga sul web in merito alle imminenti catastrofi e calamità naturali e sociali.

La crisi che stiamo vivendo, per quanto amara e difficile da affrontare, potrebbe infatti avere altri risvolti tutt’altro che negativi.

“Ha mai sentito parlare del 2012 come l’anno nel quale accadrà qualcosa?” Continua a leggere “Oltre il 2012”

C’è crisi: apertura di 3 chakra al prezzo di 2

Sarà forse per colpa della crisi, ma il commercio spirituale diventa sempre più concorrenziale. Scendono i prezzi e salgono le promesse. Ormai il contatto diretto con Dio lo si può ottenere già dopo pochi giorni ed anche a buon mercato, ed è diventato quasi demodé.

Se qualcuno vi apre il settimo chakra state pur certi che qualcun altro vi aprirà l’ottavo, e poi il nono, e così via. Se qualcuno si proclama il portavoce del messaggio di Krishnamurti, l’altro ci aggiunge Osho, o anche Gesù, e se non basta pure Buddha. L’importante è presentarsi più spirituali possibili per non perdere terreno e credibilità in questo Olimpo di offerte.

La chiarezza e il senso di realtà non pagano più. Riuscite ad immaginarvi il successo che si potrebbe ottenere pubblicizzando in questo modo un corso: “non sappiamo i risultati che ognuno di voi potrà ottenere, vi proponiamo semplicemente dei mezzi per affrontare in modo diverso la vita, e tutto questo non vuol dire che entrerete in un piano di esistenza divina”? È facile immaginare che il numero degli iscritti assomiglierà tanto ad un umilissimo zero. Continua a leggere “C’è crisi: apertura di 3 chakra al prezzo di 2”

A proposito, ricordiamoci che dobbiamo morire

Indipendentemente dall’estrazione sociale cui apparteniamo, dalla nazione, dalla cultura, dal conto in banca, dai familiari, dalle amicizie, dai legami sentimentali, dalle proprietà… insomma, indipendentemente da tutto, condivideremo un giorno la stessa sorte: la morte. Questa è l’unica certezza.

Ma la sola parola ha un qualcosa di macabro, un po’ orticante, e richiama un viscerale “istinto di sopravvivenza”, quello di toccare ferro!  Eppure è proprio attraverso il suo principio che la vita che ci circonda può manifestarsi e continuare ad esistere. Dunque, il temere la morte coincide con il temere anche la vita, e il temere la vita coincide con il non riuscire a comprenderne il significato.

Molti saggi del passato (sia occidentali che orientali) venivano spesso raffigurati con a fianco un teschio umano, non certo per un funesto augurio o per una patologica propensione al suicidio, ma a simboleggiare il fatto che proprio la consapevolezza della morte permette di vivere con più profondità ed intensità la vita.

Il problema è che ogni nostra cellula sembra voler rifuggire il semplice faccia a faccia con questa evidentissima realtà, rimandando di giorno in giorno la questione. E quando il fatidico momento si avvicina, il terrore ci paralizza. Riprendiamo allora un raro scritto di Georges Ivanovič Gurdjieff e lasciamoci guidare dalle sue parole: Continua a leggere “A proposito, ricordiamoci che dobbiamo morire”

Piccola riflessione sulla salvezza

Tutti parlano di salvezza, tutti affermano di ricercarla, tutti sono certi di conoscere la strada per raggiungerla. In altre parole, sembra che tutti sappiano benissimo di cosa si tratta.

La domanda che però noi ci poniamo è: cosa significa realmente questa parola? salvezza da cosa? o da chi? e quando arriverà? e come?

Che Zeus e tutti gli dei dell’Olimpo ci possano fulminare se azzardiamo a dare una risposta filosofica con elaborate terminologie divine.

Nel tentativo di non interrompere quindi il flusso della domanda, riportiamo qui di seguito un simpatico e significativo aneddoto della vita di Ramana Maharshi:

Un pomeriggio una signora dal Kumbhakonam sedette vicino a Bhagavan ed esclamò: “Come sono felice di avervi incontrato, Swami. Da tanto tempo desideravo moltissimo incontrarvi. Non che voglia qualcosa, Swami. Solo, per favore, siate gentile e concedetemi la salvezza, Swami.” Continua a leggere “Piccola riflessione sulla salvezza”

Quella mente religiosa al di là di ogni credo

Un noto detto orientale afferma che il dito che indica la Luna non è la Luna.

In tali parole viene sintetizzato un principio vitale di portata inimmaginabile. Ogni mattina dovremmo alzarci, guardarci allo specchio, e chiederci: cosa sto realmente cercando? Quante certezze sono disposto a sacrificare per trovarlo? Sarei pronta o pronto a riconoscere il fatto di aver guardato il “dito” per comodità, piuttosto di cercare attivamente il mistero e l’ignoto, verso la totalità della vita?

A nostro avviso, l’unico strumento che ognuno di noi possiede (potenzialmente) per affrontare una ricerca del genere, risiede nella volontà di lasciare spazio alla propria mente religiosa, come la chiamava Jiddu Krishnamurti, di fronte alla quale ogni adesione spirituale, filosofica, scientifica, intellettuale o artistica, perde il suo illusorio e compiacente valore.

Ma proviamo a seguire Krishnamurti nella sua riflessione, con le sue parole:

Quali sono le cose che ci importano maggiormente? Se siamo abbastanza ricchi, ci interessiamo della cosiddetta spiritualità, ci divertiamo a impegnarci intellettualmente, ci interessiamo di arte o ci mettiamo a dipingere per esprimere noi stessi. Se invece non abbiamo molti soldi, dobbiamo andare a guadagnarceli e in questo impieghiamo il nostro tempo, giorno dopo giorno. Continua a leggere “Quella mente religiosa al di là di ogni credo”

Il mondo degli adulti attraverso gli occhi di un “estraneo”

Fin da piccoli siamo stati “vittime” di fugaci tentativi da parte degli adulti di imprimerci desolanti e malinconiche piccole perle di saggezza del tipo: “divertiti finché sei giovane, perché poi le cose cambiano [ovviamente in peggio]” o “goditi la vita finché sei ancora in tempo [minaccia?]”.

Possibile che siano i principi della vita a cambiare intorno a noi in relazione all’età biologica? O forse siamo noi che li forziamo ad adeguarsi a rigidi schemi di significati personali? Proviamo per un attimo a dare voce al pensiero spigoloso e magnificamente schietto della protagonista dodicenne del libro “L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery:

A quanto pare, ogni tanto gli adulti si prendono una pausa per sedersi a contemplare il disastro della loro vita. Allora si lamentano senza capire e, come mosche che sbattono sempre contro lo stesso vetro, si agitano, soffrono, deperiscono, si deprimono e si chiedono quale meccanismo li abbia portati dove non volevano andare. Per i più intelligenti diventa perfino una religione: ah, spregevole vacuità dell’esistenza borghese! Alcuni cinici di questo tipo cenano alla tavola di papà: “Cosa ne è stato dei nostri sogni di gioventù?” si domandano con aria disincantata e soddisfatta. “Sono volati via, e la vita è proprio bastarda”. Non sopporto questa finta lucidità dell’età matura. La verità è che sono come tutti gli altri, ragazzini che non capiscono cosa sia successo e che giocano a fare i duri mentre avrebbero voglia di piangere. Continua a leggere “Il mondo degli adulti attraverso gli occhi di un “estraneo””

Il vero dominio di sé, tutto il resto è illusione

Cosa cerchiamo realmente da una pratica cosiddetta spirituale? Dio, si potrebbe rispondere. Già, il problema è che questa parola rimanda spesso a concetti estremamente elevati e comodamente lontani dalle nostre semplici esperienze di tutti i giorni. Conclusione: è facilissimo illudersi di compiere una “carriere spirituale” senza accorgersi di perseguire magari una strada completamente opposta.

Per provare a districare la matassa, riportiamo qui di seguito un estratto estremamente interessante per la sua semplicità e praticità, che lascia poco spazio a misticheggianti interpretazioni:

Una potente pratica spirituale è quella di permettere consapevolmente che l’ego resti sminuito senza cercare di ripararlo. Vi raccomando di praticare questo di quando in quando. Per esempio, se qualcuno vi critica, vi accusa, vi offende, invece di aggredirlo di rimando o di difendervi, non fate nulla. Permettete alla vostra immagine di rimanere sminuita e state all’erta, osservando come vi sentite profondamente dentro di voi. Per qualche momento potete provare disagio, come se vi foste ristretti. Ma poi percepirete una spaziosità interiore che vi farà sentire intensamente vitali. Non vi siete per nulla diminuiti, anzi vi siete espansi. E allora avrete una stupefacente comprensione: quando vi sembra di essere in un certo modo sminuiti, e quando rimanete in uno stato assolutamente non reattivo, non solo esteriormente ma anche interiormente, vi rendete conto che niente di reale è stato sminuito, che diventando “meno” siete diventati di più. Continua a leggere “Il vero dominio di sé, tutto il resto è illusione”

Se ognuno di noi potesse realizzare i suoi desideri…

pioggia

Piove. Semplicemente, piove. È quasi notte.

Mario fa il contadino, è affacciato alla finestra e spera in cuor suo che continui a piovere per almeno altri due giorni, l’ideale per irrigare bene i suoi campi.

A pochi chilometri da lui, in quelle case sopra le colline, Lucia è nella sua stanza che prega il Signore di far smettere al più presto quella dannata pioggia. Il ricordo di quello che accadde l’anno scorso è ben vivo in lei, quando il susseguirsi di diversi giorni di pioggia creò smottamenti nel terreno a tal punto da farle rischiare di perdere la casa.

Anche Stefano, nella lontana città, si augura che la pioggia possa finire quanto prima; niente è più velenoso dell’umidità per le sue ossa, e già inizia ad avvertire quel fastidioso dolore di fondo. Continua a leggere “Se ognuno di noi potesse realizzare i suoi desideri…”

Pazzia, normalità e Via

Riportiamo qui di seguito la splendida testimonianza di una persona passata attraverso l’esperienza della cosiddetta pazzia, e con profonda lucidità ne esamina il processo:

Sono convinto di essere io stesso la causa della mia malattia. Nel cercare di penetrare nell’altro mondo incontrai i suoi guardiani naturali, le personificazioni delle mie debolezze e delle mie colpe.  Sulle prime credetti che questi demoni fossero degli umili abitanti dell’altro mondo che avrebbero potuto giocare con me come una palla, dato che ero arrivato in quelle regioni impreparato, ed avevo perduto la strada.

Continua a leggere “Pazzia, normalità e Via”

Entità angeliche, spiriti guida e voci divine… che caos!

“Dio lo vuole!”, e dietro questa affermazione noi esseri umani abbiamo compiuto nel corso della storia i più spregevoli crimini contro i nostri simili. Non che oggigiorno le cose siano migliorate, forse siamo solo riusciti a camuffare più elegantemente i moventi che muovono verso atti analoghi. Che si tratti poi di guerre tra popoli o litigi nella piccola cerchia di parenti e amici, non fa molta differenza.

V’è da tempo una gran moda nel parlare di entità soprannaturali nelle vesti di messaggeri del volere divino per noi poveri mortali. La bibliografia in merito è sterminata, e continua a crescere. Il mercato offre un’ampia gamma di tecniche da applicare per entrare in contatto con il proprio spirito guida, e non mettiamo certo in dubbio la loro validità.

Ma vorremmo porre l’attenzione – e il beneficio del dubbio – sulla reale profondità e purezza dei messaggi che possono scaturire da questa serie di percezioni extrasensoriali. È troppo facile per la nostra fragilità interiore considerare “divina” qualsiasi cosa possa affascinare o sorprendere, in quanto fuori dal comune. Continua a leggere “Entità angeliche, spiriti guida e voci divine… che caos!”

Quel fanatismo che è in noi

Cari amici, vorremmo proporvi con questo post (pubblicato in gemellaggio con il blog http://spaziomente.wordpress.com/) un piccolo ma serissimo gioco. Qui di seguito troverete una più o meno nota lettera lasciata in testamento da una madre al figlio; in essa sono stati da noi volutamente cancellati alcuni nomi che la renderebbero facilmente riconoscibile. 

« Mio figlio adorato! Siamo nel […] già da sei giorni – papà, i tuoi sei fratellini e sorelline ed io – nell’intento di dare alle nostre vite […] l’unica possibile onorevole conclusione… sappi che sono rimasta qui contro la volontà di papà, e che anche domenica scorsa il […] voleva aiutarmi ad andarmene. Tu conosci tua madre – abbiamo lo stesso sangue – non ho avuto alcuna esitazione. Il nostro glorioso ideale è andato in rovina e con esso tutto ciò che di bello e meraviglioso ho conosciuto nella mia vita. Continua a leggere “Quel fanatismo che è in noi”

Cagliostro: la verità nascosta

Intorno a molti noti personaggi della storia esiste da sempre una certa confusione, alimentata costantemente da detrattori o da idealizzatori, ma spesso e volentieri in entrambi i casi poco “conoscitori” della vita e del pensiero di colui (o colei) intorno al quale vengono spese tante parole.

Abbiamo a tal proposito avuto modo di presentare poco tempo fa un video e una conferenza in merito alla figura di Giordano Bruno; oggi vorremmo compiere un altro passo pubblicando uno scritto in merito alla figura del misterioso conte di Cagliostro, gentilmente messa a disposizione per tutti da Joannes Yrpekh.

Il presente lavoro è una piccola opera teatrale che cerca di sintetizzare in 5 atti gli aspetti più significativi della vita e degli insegnamenti del conte di Cagliostro, osservati da una prospettiva decisamente non comune ma estremamente interessante per la profondità di indagine interiore cui essa rimanda.

Senza arrogarsi la presunzione di veridicità storica, l’opera è comunque ispirata da una serie di fatti e scritti incontestabili anche se comunemente poco considerati (superficialità? comodità? paura?). Ad ogni modo, il Cagliostro che emerge da questo scritto è quello che più di ogni altro riesce a scuotere gli animi. Buona lettura!

CAGLIOSTRO download

“Essi vivono”… ma anche noi

Vorremmo condividere con voi un clip tratto dal film “Essi vivono”, diretto nel 1988 John Carpenter.

La sequenza ci sembra particolarmente illuminante: simboli subliminali, “zombie” viventi, azioni meccaniche, consumismo… insomma, sembrerebbe non mancare proprio nulla alla critica della società attuale. Eppure, la nostra impressione è che continuare a credere che sia qualcun altro, là fuori, ad imporre uno stile di vita o un “sonno” forzato, non potrà portare a nulla.

Nessun cambiamento potrà mai avvenire esercitando una forza analoga e contraria. I fatti storici lo dimostrano ampiamente: non è mai stato così. Combattere una guerra costruendo schieramenti identici a quelli del presunto “nemico”, deresponsabilizzandosi ed esercitando costrizioni di intensità esattamente identica a quella che vorremmo eliminare, continua a farci girare intorno al problema.

Il grosso interrogativo è dunque questo: chi possono mai essere gli “zombie” se non le parti di noi stessi che non conosciamo? E come potremmo accorgerci degli stimoli che ci circondano se non impariamo a riconoscerli? Osservando con onestà i nostri piccoli gesti quotidiani, possiamo forse sentirci migliori di coloro che deploriamo alle alte cariche di potere politico ed economico?

Forse la vera rivoluzione deve partire da una sincera analisi di sé, riconoscendo che il mondo che oggi buona parte di noi critica e trova ingiusto, è comunque costantemente sorretto ed alimentato proprio da noi stessi.

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