Il considerare – La Quarta Via (cap. 15)

Ci contempliamo come fossimo il centro dell’Universo. Come Copernico, dobbiamo comprendere che non lo siamo.

M. Nicoll 1

CONSIDERAZIONE INTERIORE

Gurdjieff chiamava considerazione l’attitudine che crea una schiavitù interiore, una dipendenza interiore. 2

Noi abbiamo due vite, una vita esteriore e una vita interiore, e di conseguenza abbiamo due tipi di considerazione. Noi “consideriamo” costantemente.

Quella signora mi guarda, dentro sento per lei dell’antipatia, ne sono infastidito, ma fuori sono gentile. Sono costretto ad essere gentile perché ho bisogno di lei. Interiormente, sono quel che sono, ma all’esterno mi atteggio diversamente. Questa è la considerazione esteriore. Ora, la stessa signora mi dice che sono un imbecille. Questo insulto mi fa andare su tutte le furie. Il fatto che io mi arrabbi è un risultato, ma ciò che scatta dentro di me è la considerazione interiore. La considerazione interiore e quella esteriore sono diverse. Dobbiamo imparare a poterle controllare separatamente. (…)

slave

Internamente, dovremmo essere liberi dalla considerazione. (…) Esternamente, dovremmo interpretare una parte in tutte le situazioni; esternamente l’uomo deve essere un attore, altrimenti non risponde alle esigenze della vita. A un uomo piace una cosa, a un altro un’altra; se volete essere amici di entrambi (…) dovreste comportarvi nella maniera personalmente gradita a ciascuno dei due. Allora la vita sarà più facile. 3

Vi sono parecchi tipi di considerazione. Nella maggior parte dei casi l’uomo si identifica con ciò che gli altri pensano di lui, con il modo in cui lo trattano, con il loro atteggiamento nei suoi confronti. L’uomo pensa sempre che la gente non l’apprezzi abbastanza, che non sia abbastanza cortese o educata. Tutto questo lo tormenta, lo preoccupa, lo rende sospettoso; egli disperde in congetture o supposizioni una enorme quantità di energie, sviluppando in sé un atteggiamento diffidente ed ostile verso gli altri. Come lo si guarda, ciò che si pensa di lui, ciò che si dice di lui, tutto questo assume ai suoi occhi un’importanza enorme.

Ed egli considera non soltanto le persone, ma la società e le condizioni storiche. Tutto ciò che non gli piace gli pare ingiusto, illegittimo, falso e illogico. E il punto di partenza del suo giudizio è sempre che le cose possono e devono essere cambiate. L’ingiustizia è una di quelle parole che servono spesso a mascherare la considerazione. Quando un uomo si è convinto che è un’ingiustizia che lo disgusta, smettere di considerare equivarrebbe per lui a riconciliarsi con l’ingiustizia.

Vi sono persone capaci di considerare non soltanto l’ingiustizia o il poco conto in cui sono tenute dalla gente, ma di considerare perfino il tempo che fa. Sembra strano, ma è un fatto: le persone sono capaci di considerare il clima, il calore, il freddo, la neve, la pioggia; possono infuriarsi e indignarsi per il cattivo tempo. L’uomo prende tutto in modo personale, come se tutto nel mondo fosse stato specialmente predisposto per fargli piacere, o al contrario per causargli delle noie e dei fastidi.

Questo genere di considerazione si fonda interamente sulle esigenze. L’uomo, dentro di sé, esige che tutti lo prendano per qualcuno di notevole, al quale ognuno dovrebbe testimoniare rispetto, stima e ammirazione, per la sua intelligenza, la sua bellezza, la sua abilità, il suo senso dell’umorismo, la sua presenza di spirito, la sua originalità e tutte le sue altre qualità.

Queste esigenze si fondano a loro volta sulla nozione completamente fantastica che le persone hanno di se stesse, cosa che accade spesso, anche con persone di apparenza molto modesta.

Vi è ancora un’altra forma di considerazione che può sottrarre ad un uomo gran parte della sua energia. Essa parte dall’atteggiamento secondo il quale egli crede di non considerare abbastanza un’altra persona e che quest’ultima ne sia offesa. Egli comincia a dirsi che forse non pensa abbastanza a quest’altra persona, non le presta sufficiente attenzione e non le fa un posto abbastanza grande. Tutto ciò non è che debolezza. Gli uomini hanno paura gli uni degli altri. E ciò può condurre molto lontano.

L’uomo non può impedirsi di identificarsi e di considerare interiormente, non può esimersi dall’esprimere le emozioni sgradevoli, per l’unica ragione che è debole. L’identificazione, la considerazione, l’espressione delle emozioni sgradevoli sono manifestazioni della sua debolezza, della sua impotenza, della sua incapacità di dominarsi. Ma, non volendo confessare a se stesso questa sua debolezza, la chiama sincerità o onestà e dice a se stesso che non desidera lottare contro la sua sincerità, mentre in realtà è incapace di lottare contro le sue debolezze.

La sincerità, l’onestà sono in realtà qualche cosa di differente. Ciò che in questo caso un uomo chiama sincerità è semplicemente non avere voglia di controllarsi. E nel suo intimo ogni uomo lo sa bene. Quindi egli mente a se stesso ogni volta che pretende di non voler perdere la sua sincerità. 4

Per l’uomo esiste la possibilità di non considerare interiormente. (…) Ricordatevi l’immagine della carrozza, del cavallo e del cocchiere. La nostra essenza è il cavallo. Ed è appunto il cavallo che non dovrebbe considerare. Ma anche se voi lo sapete, da parte sua, l’ignora, perché non capisce il vostro linguaggio. Non potete dargli degli ordini in proposito, né insegnargli a non considerare, a non reagire, a non rispondere.

Secondo quanto vi suggerisce la ragione, vorreste non considerare, ma prima di poter comunicare col cavallo, dovete imparare il suo linguaggio, la sua psicologia. Soltanto allora potrete fare ciò che desiderano la vostra ragione e la vostra logica.

Ma se cercate di educarlo adesso, nemmeno in cent’anni riuscirete a insegnargli o a cambiare qualcosa, e il vostro tentativo resterà un pio desiderio. Per il momento, avete a disposizione due parole: “destra” e “sinistra”. 5

Il modo migliore di pensare al considerare interno è cercare di avere il pensiero giusto su di esso nei momenti liberi. Quando stiamo considerando è già troppo tardi. Dobbiamo pensare a casi tipici di considerare, a ciò che esso produce, e poi avere un giusto punto di vista su di esso, renderci conto di come sia inutile e ridicolo. 6

D. Più cerco di lavorare, più mi sembra di considerare internamente. Mi pare la cosa più difficile con cui avere a che fare.

R. Il considerare non può crescere se voi lavorate, esso diviene soltanto più visibile. E ciò significa che diminuisce in quanto non può esser visto senza che diminuisca. Il fatto che voi lo notiate dimostra che è divenuto meno forte. Questa è un’illusione naturale, la stessa di quando uno sente di non comprendere mentre prima comprendeva. Significa che egli comincia a comprendere. Il primo dubbio sulla propria comprensione mostra già una certa comprensione. 7

CONSIDERAZIONE ESTERIORE

Il considerare esterno (…) significa prendere in considerazione le debolezze degli altri, mettersi nei loro panni. Nella vita spesso ciò è descritto con la parola tatto; soltanto che il tatto può essere educato o accidentale. Il considerare esterno significa controllo. 8

Il contrario della considerazione interiore, la considerazione esteriore, costituisce in parte un mezzo per lottare contro di essa. La considerazione esteriore si basa su una forma di relazione verso le persone, totalmente diversa dalla considerazione interiore. È la capacità di adattarsi agli altri, alla loro comprensione e alle loro esigenze.

Considerando esteriormente, un uomo fa ciò che è necessario per rendere la vita più facile a se stesso e agli altri. La considerazione esteriore richiede una conoscenza degli altri, una comprensione dei loro gusti, delle loro abitudini e dei loro pregiudizi. Al tempo stesso, la considerazione esteriore esige un grande potere su di sé, una grande padronanza di sé.

(…) Se un uomo si ricorda realmente di sé, comprende che anche l’altro uomo è una macchina, nello stesso modo in cui egli lo è. Allora si metterà al posto dell’altro, diventerà capace di comprendere e sentire ciò che un altro uomo pensa e sente. Se può far questo, il suo lavoro diverrà molto più facile per lui. Ma se avvicina un altro uomo con le proprie esigenze non ne trarrà altro se non una nuova considerazione interiore.

Una giusta considerazione esteriore è molto importante nel lavoro. Sovente accade che degli uomini che comprendono molto bene la necessità della considerazione esteriore nella vita, non comprendano la necessità della considerazione esteriore nel lavoro; essi decidono che, proprio perché lavorano su se stessi, hanno il diritto di non considerare. Mentre invece nel lavoro, affinché esso sia efficace, occorre una considerazione esteriore dieci volte maggiore che nella vita ordinaria,

poiché solo la considerazione esteriore da parte dell’allievo può mostrare il suo apprezzamento e la sua comprensione del lavoro; e in effetti il risultato nel lavoro è sempre proporzionale al valore che gli si attribuisce e alla comprensione che se ne ha.

Occorre ricordare che il lavoro non può proseguire su un livello inferiore a quello dell’uomo della strada, cioè su un livello inferiore a quello della vita ordinaria. Questo è un principio dei più importanti, che viene molto facilmente dimenticato. 9

Il considerare esterno è una forma di ricordare se stesso in relazione alla gente. Voi prendete in considerazione altre persone e fate non ciò che è piacevole per voi, ma ciò che è piacevole per loro. Il che significa che dovete sacrificare voi stessi, ma ciò non significa autosacrificio.

Significa che in relazione agli altri non dovete agire senza pensare. Prima dovete pensare e poi agire. Il vostro pensare vi mostrerà che, più spesso che no, se questa persona preferisce che voi agiste in una maniera e non in un’altra, ciò è esattamente lo stesso per voi, quindi perché non fare ciò che essa preferisce? Perciò l’idea del sacrificio non entra in ciò. Ma se questo non è lo stesso per voi, la faccenda è completamente diversa (…). Dovete decidere il vostro corso di azione. Ciò significa non camminare sulla gente senza vederla. E il considerare interno significa camminare sulle persone senza notarle. 10

CONSIDERAZIONE E LIBERTÀ

Il considerare interno non richiede alcuna giustificazione. Uno deve avere una ragione per giustificare, ma se egli sta nel considerare interno, egli la giustifica sempre. Il considerare interno significa identificazione; il considerare esterno significa lotta con l’identificazione. Il considerare interno è meccanico; il considerare esterno significa perlomeno attenzione.

Quindi, praticando la non identificazione, cercando di controllare l’attenzione, scopriamo varie opportunità di studiare il considerare esterno e, se troviamo esempi, forse scopriremo sistemi per lottare contro il considerare interno e trasformarlo nella pratica del considerare esterno. 11

Perché dovrei essere infastidito o ferito da chi mi guarda di traverso o non mi guarda affatto? Magari è lui stesso schiavo delle opinioni altrui, è un automa, un pappagallo che ripete le parole degli altri. Probabilmente qualcuno gli ha pestato i calli. Domani forse può cambiare. Se è un debole, e io sono infastidito da lui, sono ancora più debole di lui. E poiché “considero”, facendo di una mosca un elefante, ed entro in uno stato di risentimento, rischio di compromettere le mie relazioni con gli altri.

Deve essere compreso molto chiaramente, facendone una regola inderogabile, che non dovete permettervi di diventare schiavi delle opinioni altrui; dovete essere liberi dalla gente che vi circonda. Quando diventerete liberi interiormente, sarete veramente liberi da loro. 12

LAVORARE SULLA CONSIDERAZIONE

Il Lavoro, il Lavoro in comunione con gli altri, produce la necessità della considerazione esterna, di mettere noi stessi al posto degli altri, di capire le difficoltà delle altre persone. Nella pratica della considerazione esterna è necessario capire che le altre persone sono gli specchi di noi stessi. Se si è riempito un album con buone fotografie di se stesso attraverso una lunga auto-osservazione, allora non ci vorrà molto a vedere in se stessi ciò che tanto si detesta nell’altra persona e si sarà capaci di mettersi nella situazione di questa persona, di comprendere che anch’essa ha quello che ha osservato in se stessi, che ha le sue difficoltà interiori, nello stesso modo in cui le ha lui stesso, ecc.

Si può praticare la considerazione esterna quando si è soli. Ad esempio si può esaminare accuratamente ciò che si dice a qualcuno e poi mettersi al suo posto e visualizzare questa persona dicendole la stessa cosa e usando la stessa intonazione.

La considerazione esterna è così ampia e così varia nella sua importanza nello stesso modo della considerazione interna. Non si può avere un corretto sviluppo del Centro Emozionale senza la pratica della considerazione esterna; la valutazione di questo Lavoro, e la pratica della considerazione esterna sviluppano il Centro Emozionale. Quanto più si valuta questo Lavoro, meno si è governati dalla falsa personalità, meno si è vanitosi, e tanto maggiore è la considerazione esterna e meno uno si crede importante.

Nel Lavoro non si pretende assolutamente di fare del bene quando in realtà si vuole il male. È inutile pretendere di mostrarsi gradevole agli altri quando li si detesta nel cuore. Tutto il Lavoro dipende dalla sincerità interiore. La considerazione esterna non è ipocrisia, non è “un’opera buona”, ma una questione di disposizione interiore. Ricordarsi che nell’incontrare in se stesso la stessa cosa che si censura nell’altra persona produce l’effetto magico di mettere fine a tutta la situazione. Questo è il vero perdono.

La considerazione interiore si adagia sul sentimento di essere stato ingannato dalla vita, di non essere in una situazione migliore, tuttavia il Lavoro pone molta enfasi nell’affermare che ognuno inizia dal posto in cui si trova. Dice che le condizioni nelle quali s’incontra il Lavoro sono le corrette condizioni per noi. Niente è più assurdo che credere che in questo Lavoro si perda la vita. Le opinioni strane della gente su come dovrebbe essere la vita sorprendono. Credono di avere una o due ricette per la vita e se la vita di una persona non corrisponde a queste ricette, la giudicano vana o inutile, e con tale prospettiva una persona può arrendersi alla considerazione interiore e sentire che ogni cosa è contro di lui, persino Dio e l’Universo intero, e ciò succede semplicemente perché non sa prendere la propria vita in modo corretto. Ha esigenze che non possono essere soddisfatte. Assomiglia ad una persona che va in un magazzino di generi alimentari e chiede un sombrero di stoffa o una macchina per cucire invece di prendere ciò che si vende. 13

La considerazione esteriore richiede uno sforzo cosciente, mentre la considerazione interna è meccanica, cioè non richiede sforzi bensì prosegue e cresce da sola nello stesso modo delle emozioni negative. Nel Lavoro la considerazione esterna non nasce motivata della vita. È per questa ragione che richiede uno sforzo cosciente. È necessario prendere in considerazione delle persone che, nella vita, mai si sarebbe pensato di averne alcuna considerazione. È questo tipo di considerazione esterna che può cambiare il livello d’essere. 14

Vi suggerisco come lavoro pratico che ognuno di voi decida di considerare esternamente una persona nella prossima settimana. Osservate le vostre reazioni meccaniche verso questa persona. Osservate le vostre critiche meccaniche. Osservate in quali momenti vi sentite superiori. Cercate di vedere in voi stessi le stesse cose che sono motivo di lamentele nell’altra persona. Cercate di non identificarvi. Osservate il vostro parlare interiore e a cosa si riferisce. Mantenetevi svegli in ciò che state facendo, che sarà il vostro scopo per una settimana. Ricordatelo ogni giorno quando vi alzate. Durante la notte pensate a questo, dove avete fallito, perché avete fallito, quando avete cominciato a considerare interiormente invece di considerare esteriormente. Allora capirete meglio il significato della considerazione esterna e in che modo può cambiare l’essere. 15

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1 M. Nicoll, Commentari Psicologici, vol I, 1941 (pg. 213)

2 P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto, Astrolabio, 1976 (pg. 29)

3 G.I. Gurdjieff, Vedute sul mondo del reale, Neri Pozza, 2000 (pg. 99-100)

4 P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto, Astrolabio, 1976 (pg. 168-170)

5 G.I. Gurdjieff, Vedute sul mondo del reale, Neri Pozza, 2000 (pg. 147)

6 P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto, Astrolabio, 1976 (pg. 159)

7 P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto, Astrolabio, 1976 (pg. 159)

8 P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto, Astrolabio, 1976 (pg. 147)

9 P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto, Astrolabio, 1976 (pg. 170-1)

10 P.D. Ouspensky, La Quarta Via, Astrolabio, 1974 (pg. 157)

11 P.D. Ouspensky, La Quarta Via, Astrolabio, 1974 (pg. 159)

12 G.I. Gurdjieff, Vedute sul mondo del reale, Neri Pozza, 2000 (pg. 62)

13 M. Nicoll, Commentari Psicologici, vol I, 1941 (pg. 214)

14 M. Nicoll, Commentari Psicologici, vol I, 1941 (pg. 216)

15 M. Nicoll, Commentari Psicologici, vol I, 1941 (pg. 217)

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Nota: L’articolo qui esposto rappresenta un tentativo di ricomporre alcuni dei Frammenti dell’insegnamento di Gurdjieff con le sue stesse parole e con i numerosi contributi di chi ne ha seguito la Via. I riferimenti sono tutti rintracciabili nelle note a fondo articolo. Le eventuali modifiche apportate sono solo di natura stilistica, mai concettuale. L’associazione Per-Ankh, pur trovandosi in sintonia con la maggior parte degli insegnamenti della Quarta Via, non si considera tuttavia un gruppo Gurdjieffiano.

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2 risposte a "Il considerare – La Quarta Via (cap. 15)"

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  1. Ecco il nocciolo della questione
    Scava scava,
    Si può circumnavigare l’isola che non c’è,solo facendo questo tipo di attenzione , questo Lavoro si può iniziare a vedere una strada, la via . ecco la risposta, considero interiormente (un pochino di meno di prima e già la mia vita è migliorata così come la mia salute)
    La vita è piena di occasioni per Lavorare, devo /voglio coglierle
    GRAZIE,se sono giunta qui, è per tutto quello che voi avete messo a disposizione come conoscenza, spero un giorno di poter ricambiare questo aiuta che mi avete dato ❤️

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