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Posts Tagged ‘Gurdjieff’

Quando siamo completamente sotto il potere delle influenze inferiori, ciò che è in alto non può raggiungerci.

J. de Salzmann 1

Secondo il Sistema teorizzato da Gurdjieff, tutto ciò che esiste nell’Universo è formato da vibrazioni più o meno dense. Maggiore è la densità di vibrazione e minore è la densità della materia, più la materia è sottile e rarefatta più sarà alta la densità di vibrazioni. Un pensiero, ad esempio, ha un’alta densità di vibrazioni; un pezzo di ferro avrà al contrario una densità di vibrazioni molto basse.

Nella più densa delle materie concepibili, le vibrazioni rallentano e arrivano pressoché ad un punto morto. La materia più sottile corrisponde, di conseguenza, alla più alta densità di vibrazioni.

Il massimo di densità di vibrazioni – e quindi il minimo di densità di materia – è rappresentato come forza attiva nell’Assoluto dal primo Carbonio (C) indicato con il numero 1. (altro…)

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Fuoco Sacro - di Silvia SaleseCari amici, siamo lieti di annunciare la pubblicazione del nuovo romanzo di Silvia Salese, autrice di Gaia e la scienza della vita.

Fuoco Sacro” racconta la storia di Giovanni, affermato psicoterapeuta torinese, che in un periodo di riesame della sua esistenza incontra Irene, una misteriosa donna depositaria di un’antica tradizione iniziatica. L’incontro scuote le convinzioni di Giovanni fino alle sue fondamenta, mettendo in crisi la sua conquistata ed effimera stabilità. Attraverso momenti di vita quotidiana e grazie allo studio di filosofie esoteriche, Irene gli mostrerà in modo pratico, realistico e mai scontato, il significato e i principali elementi della ricerca interiore.

Grazie alla frequentazione del gruppo di persone che seguono gli insegnamenti di Irene, all’amicizia e alla forte determinazione di Giovanni, il protagonista verrà condotto sull’orlo dell’Abisso, dove incontrerà sia le molteplici forme delle sue illusioni, sia l’espressione più luminosa della sua Essenza.
Ponendosi faccia a faccia con le ipocrisie della nostra società, con le più comuni menzogne e debolezze degli esseri umani, Giovanni si incamminerà lungo la via stretta della verità. Ad illuminarlo, sarà la lampada di un sentimento travolgente, mistico e trasformatore, in cui si immergerà con tutto il suo essere.
Per il link alla casa editrice e per recensioni, clicca qui.

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Cos’hanno in comune il messaggio esoterico del Vangelo con la Quarta Via del maestro armeno Gurdjieff? A prima vista, le tradizioni di provenienza sembrano evocare scenari e filosofie molto diverse, ma ad un esame approfondito ci rendiamo conto che non è così. Ecco che la croce, simbolo universale usato da sempre nella storia dell’uomo, diventato per i cristiani il simbolo principe della sofferenza, nasconde al suo interno un significato diverso rispetto a quello comunemente adottato.

La croce diventa così nel Vangelo il crocevia tra due scelte di vita, quella orizzontale relativa alla nostra personalità e quella verticale relativa alla nostra essenza, la parte divina da riscoprire in noi stessi.

La domanda sorge così spontanea: “Come facciamo noi uomini dell’asse orizzontale ad alzare i nostri occhi e cominciare il cammino di risalita verso l’asse verticale, verso la casa del Padre?”

Possiamo così ritrovare un filo comune tra il Vangelo e l’insegnamento di Gurdjieff e che richiama l’uomo ad un cammino di conoscenza interiore.

Nella parabola del ricco:

Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!. (Mc. 10, 17-30) (Lc. 18,22) (Mt.19,21)

locandinIn questa parabola riceviamo un primo shock: Gesù chiede al ricco di lasciare tutto quello che ha, possiamo presupporre non solo a livello materiale ma anche a livello mentale come conoscenze, dogmi, sicurezze sociali. Lasciare che la personalità faccia spazio all’essenza, che può crescere solamente se diminuisce il consenso verso la personalità, come diceva anche Gurdjieff: “L’uomo deve rendersi conto che egli non esiste; che non può perdere nulla, perché non ha niente da perdere; deve realizzare la sua nullità nel senso più forte di questo termine”. (altro…)

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Il Sistema sostiene sempre la parte della terza forza tra desiderio di cambiare e inerzia. Se avete un rifornimento sufficiente di terza forza, riuscite.

Nel lavoro la prima forza è desiderio di imparare e decisione di lavorare, la seconda è resistenza. Più lavoriamo, più cresce la resistenza. Solamente con l’ausilio del Sistema possiamo vincere la resistenza. È una questione di consapevolezza e volontà.

P.D. Ouspensky 1

Secondo la legge del Tre, o legge dei Tre Principi o delle Tre Forze, ogni fenomeno su qualsiasi scala e in qualsiasi mondo esso abbia luogo, dal piano molecolare al piano cosmico, è il risultato della combinazione o dell’incontro di tre forze differenti e opposte. Il pensiero contemporaneo riconosce l’esistenza di due forze e la necessità di queste per la produzione di un fenomeno: forza e resistenza, magnetismo positivo e negativo, elettricità positiva e negativa, cellule maschili e femminili, e così di seguito; e neppure constata sempre e ovunque l’esistenza di queste due forze. Per quanto riguarda la terza forza, il pensiero moderno non se n’è mai preoccupato, o se gli è capitato per caso di sollevare questa questione, nessuno se ne è accorto. (altro…)

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LOCANDIN (altro…)

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Il motivo per cui è necessario comprendere la Legge del Sette è che essa ha una parte importantissima in tutti gli eventi. Se non ci fosse la Legge del Sette ogni cosa nel mondo andrebbe alla sua conclusione finale, mentre per effetto di questa legge, ogni cosa devia. Per esempio, se cominciasse la pioggia essa proseguirebbe senza fermarsi, se cominciassero le alluvioni esse sommergerebbero tutto, se cominciasse un terremoto esso proseguirebbe indefinitamente. Invece essi si fermano per effetto della Legge del Sette, perché in ciascun semitono mancante le cose deviano, non vanno avanti in linee rette. La Legge del Sette spiega anche perché non esistono linee rette in natura. Ogni cosa nella nostra vita e nella nostra macchina è anch’essa basata su questa legge.

Contemporaneamente, la Legge del Sette spiega che, se si sa come farlo e in quale momento, si può dare uno shock addizionale a un’ottava e mantenere retta la linea. Possiamo osservare nell’attività umana come la gente cominci col fare una cosa e dopo un po’ ne faccia un’altra completamente diversa, pur continuando a darle lo stesso nome, senza notare che le cose sono completamente cambiate.

Ma nel lavoro personale, particolarmente nel lavoro connesso con questo sistema, dobbiamo apprendere come impedire che queste ottave deviino, come mantenere una linea retta. Altrimenti non troveremo nulla. 1

Digital Shodan Blend 2In ogni ottava infatti – vale a dire un periodo tra un certo numero di vibrazioni e o il doppio o metà di quel numero – esistono due posti in cui le vibrazioni o, per essere più esatti, le manifestazioni di energia che procedono nello spazio o tempo, o in entrambi, subiscono un certo cambiamento, rallentano, e poi ricominciano di nuovo. (altro…)

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La Legge del Sette esiste ed esisterà sulla Terra sempre e dovunque. Per esempio, in virtù di questa legge il raggio bianco si compone di sette colori distinti, ogni suono specifico determinato è costituito da sette toni differenti, qualsiasi stato umano comporta sette sensazioni indipendenti; d’altra parte, qualsiasi forma determinata non può avere più di sette dimensioni diverse, e qualsiasi peso può rimanere statico sulla Terra solo se è sottomesso a sette spinte reciproche; e così via…

G. I. Gurdjieff 1

Per comprendere il significato della Legge del Sette o Legge dell’Ottava occorre considerare che l’universo consiste di vibrazioni. Queste vibrazioni agiscono in ogni tipo di materia, quale che sia il suo aspetto e la sua densità, dalla più sottile alla più grossolana; esse hanno diverse origini e vanno in tutte le direzioni, incrociandosi; urtandosi, diventando più forti, più deboli, arrestandosi l’una con l’altra e così via.

Secondo le concezioni abituali dell’Occidente, le vibrazioni sono continue. Ciò significa che le vibrazioni sono generalmente considerate come procedenti in modo ininterrotto, ascendendo o discendendo per tutto il tempo in cui continua ad agire la forza del loro impulso originario, vincendo la resistenza dell’ambiente nel quale si sviluppano. Non appena si esaurisce la forza d’impulso e la resistenza dell’ambiente prevale, le vibrazioni naturalmente ricadono e si interrompono.

A questo proposito, il punto di vista dell’antica conoscenza si oppone a quello della scienza contemporanea, perché essa pone alla base della sua comprensione delle vibrazioni il principio della loro discontinuità. II principio della discontinuità delle vibrazioni significa che la necessaria e ben determinata caratteristica di tutte le vibrazioni della natura, siano esse ascendenti o discendenti, è di svilupparsi in modo non uniforme, ma con periodi di accelerazione e di rallentamento. (altro…)

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