Storitualità

Sono sicuro che vi starete chiedendo “che cavolo significa il titolo di questo post?”. Domanda più che lecita, dunque arrivo subito al nocciolo della questione.

Si tratta infatti di un neologismo da me follemente coniato: storia + spiritualità. Mi sono accorto, dopo numerosi confronti e riflessioni in merito, che molte organizzazioni religiose hanno un’insana e paradossale tendenza a trascurare i loro stessi insegnamenti ponendo molta più cura ed attenzione alla storia del gruppo di cui fanno parte.

Il problema di per sé potrebbe non avere molta importanza, d’altronde siamo tutti umani ed è certo molto più semplice ricadere nello studio della materia “storia” piuttosto che nella materia “se stessi”. È normale e comprensibilissimo, la ricerca interiore richiede perseveranza ma anche molta pazienza. Continua a leggere “Storitualità”

Saggezza 3.0

Chi ha mai detto che il nostro mondo attuale non possa offrire i suoi spunti di riflessione per una seria meditazione su se stessi?

Generalmente infatti, quando si pensa ad aneddoti di saggi che impartiscono insegnamenti, la mente tende a vagare in luoghi lontani e tempi che furono. Le storielle Zen e Sufi ne rappresentano un meraviglioso esempio.

Ma è bene non dimenticare che esistono anche tradizioni occidentali altrettanto ricche di stimoli spirituali, per quanto forse meno conosciute (o forse, più semplicemente, meno considerate dato che l’erba del vicino è sempre la più verde…).

La storia che segue è una delle tante “perle” offerte dalla tradizione ebraica e, come vedrete, non occorre tentare di immedesimarsi in un’epoca troppo lontana per coglierne gli insegnamenti. Continua a leggere “Saggezza 3.0”

Il pubblicano e il fariseo (non prendiamoci in giro)

Un uomo entra nei bagni pubblici. Comincia a orinare. A un tratto, all’altezza degli occhi, legge una breve frase che dice: “Guarda un po’ più in su!” L’uomo solleva lo sguardo e vede scritto: “Guarda ancora più su!” Rovescia un poco la testa all’indietro per riuscire a leggere: “Guarda ancora più su! Sul soffitto!” L’uomo, con la testa completamente piegata all’indietro, legge sul soffitto: “Cretino, ti stai pisciando sulle scarpe”.

Fino a quando cercheremo rifugio in una sorta di aspirazione al divino, non per guardarci con coraggio allo specchio, ma per scappare da questa tanto temuta visione, allora continueremo a girare intorno al vero nocciolo del problema.  

Troppo spesso e con troppa facilità ci dimentichiamo del processo che viene messo in gioco all’interno di un reale processo spirituale. Fortunatamente, ogni tanto ci si imbatte in qualche incontro o in qualche lettura che tenta di ricordarcelo.

È questo il caso di un’interessante riflessione estrapolata dal libro “Trattato di Psicologia Rivoluzionaria” di Samael Aun Weor, un maestro gnostico del ‘900.

Riflettendo un poco sulle diverse circostanze della vita, vale la pena di comprendere seriamente le basi su cui poggiamo. Continua a leggere “Il pubblicano e il fariseo (non prendiamoci in giro)”

La Luce del Cammino sorretta da Isha Schwaller de Lubicz

Non aprire questo libro, lettore, se ti accontenti delle soddisfazioni di questo mondo terreno: non leggere quest’opera che potrebbe provocare in te il desiderio di superarle.

Non leggere se ami le catene dei tuoi attuali limiti, se hai paura di trovare le chiavi del tuo destino sovrumano… perché è questo l’obiettivo di tale cammino.

Così inizia lo splendido romanzo di Isha Schwaller de Lubicz, La Lumiére du chemin, scritto a Plan de Grasse nel 1960, pochi anni prima di morire. Già dalle “avvertenze”, Isha sottolinea con forza un grande cambiamento dei tempi (quel cambiamento che ancora molti dotti e religiosi sembrano non avvertire), una svolta epocale che richiede al cercatore innanzi tutto praticità, osservazione interiore e azione. Continua a leggere “La Luce del Cammino sorretta da Isha Schwaller de Lubicz”

Il Potere più grande di tutti

Coraggio, non nascondiamocelo: dentro ciascuno di noi si annida il desiderio di poter arrivare un giorno a padroneggiare qualche potere spirituale. A fin di bene, si intende, ma il sol pensiero è così elettrizzante che ci rende capaci di accettare anche molti compromessi pur di poter arrivare a quel giorno.

Molte organizzazioni “umanamente” spirituali ben conoscono questo bencelato meccanismo interiore, e riescono a sopravvivere proprio grazie ad esso. Le promesse aleatorie di un indefinito giorno lontano in cui potremo finalmente svelare quel segreto che abbiamo tanto atteso ed immaginato, sono i pilastri più sicuri per mantenere in piedi una struttura di carattere religioso.

Spesso e volentieri queste promesse sono solo frutto di voci che nascono e si autoalimentano tra i corridoi per poter mantenere alta la motivazione anche a fronte di palesi contraddizioni o delusioni. Il vero atto liberatorio è sicuramente quello di perseguire un Cammino che risuona dentro di sè senza dover fare affidamento alla promessa di un premio che, tra l’altro, nessuno conosce veramente.

Ma supponiamo per un attimo che si possa realmente accedere ad un Potere spirituale: saremmo veramente in grado di gestirlo? Continua a leggere “Il Potere più grande di tutti”

Oggi so che Questo è la Vita!

È proprio vero che lo Spirito – quello puro e sincero – non può essere circoscritto con esclusiva dentro nessun ambito religioso.

Lo Spirito attraversa il tempo e lo spazio rimanendo sempre lì, immutabile, pronto ad essere colto e percepito da chiunque rivolga il proprio sguardo dentro di sé con aspirazione ed onestà. Poco importa se quel “chiunque” provenga da un campo religioso, scientifico o artistico.

Per tale ragione abbiamo pensato di rendere omaggio alle parole di Charlie Chaplin*, con quello che possiamo definire un vero e proprio Inno alla Vita:

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono reso conto che la sofferenza e il dolore emozionali
sono solo un avvertimento che mi dice di non vivere contro la mia verità.
Oggi so che questo si chiama
AUTENTICITÀ. Continua a leggere “Oggi so che Questo è la Vita!”

Il giorno della memoria… di sé

Non so voi ma io sono un po’ stanco delle solite ricorrenze. Vi prego, non fraintendetemi subito, non è certamente mia intenzione screditare il significato di certe commemorazioni nate con l’intento di ricordare all’uomo di quali bestialità sia capace. Il problema è che reputo illusoria la convinzione che possano servire per prevenirne delle altre.

Quando una pentola a pressione improvvisamente ed inaspettatamente scoppia, non è certamente tutta colpa del caso, né della pentola, né di chi l’ha costruita, né del vapore, né del fuoco, né di chi l’ha acceso. Certo, sarebbe molto più facile identificare ed isolare un unico elemento per condannarlo e scagionare così tutto il resto, primo fra tutti la propria responsabilità in gioco. In effetti è quello che generalmente accade.

Ma la banalità a me non interessa, e sono più propenso a pensare che le vere cause scatenanti di uno scandalo siano da ricercarsi nella somma di tante piccole cose, che vedono ciascuno di noi partecipe in prima persona. Continua a leggere “Il giorno della memoria… di sé”

Oltre il 2012

Che Sai Baba sia considerato quasi Dio da alcuni o grande impostore da altri, a noi proprio non interessa.

Abbiamo però trovato una conversazione intercorsa (pare) tra lui e un giornalista nel 2010 in merito alla ipotetica fine del mondo prevista per il 2012. Anche in questo caso, alcuni considerano questo documento come particolarmente prezioso in quanto Sai Baba non rilasciò quasi mai interviste nel corso della sua vita, altri invece sono certi che si tratta di parole di altri maestri che qualche simpatizzante ha associato ingiustamente a Sai Baba.

Ebbene, vi riportiamo qui di seguito l’opinione dell’intervistato – chiunque esso sia – in merito a ciò che sta già avvenendo e ciò che (forse) avverrà. Reputiamo queste parole ricche di spunti di riflessione particolarmente costruttivi, indipendenti a nostro avviso dalla reale fonte di provenienza, e che potranno forse bilanciare un po’ il disfattismo generale che naviga sul web in merito alle imminenti catastrofi e calamità naturali e sociali.

La crisi che stiamo vivendo, per quanto amara e difficile da affrontare, potrebbe infatti avere altri risvolti tutt’altro che negativi.

“Ha mai sentito parlare del 2012 come l’anno nel quale accadrà qualcosa?” Continua a leggere “Oltre il 2012”

C’è crisi: apertura di 3 chakra al prezzo di 2

Sarà forse per colpa della crisi, ma il commercio spirituale diventa sempre più concorrenziale. Scendono i prezzi e salgono le promesse. Ormai il contatto diretto con Dio lo si può ottenere già dopo pochi giorni ed anche a buon mercato, ed è diventato quasi demodé.

Se qualcuno vi apre il settimo chakra state pur certi che qualcun altro vi aprirà l’ottavo, e poi il nono, e così via. Se qualcuno si proclama il portavoce del messaggio di Krishnamurti, l’altro ci aggiunge Osho, o anche Gesù, e se non basta pure Buddha. L’importante è presentarsi più spirituali possibili per non perdere terreno e credibilità in questo Olimpo di offerte.

La chiarezza e il senso di realtà non pagano più. Riuscite ad immaginarvi il successo che si potrebbe ottenere pubblicizzando in questo modo un corso: “non sappiamo i risultati che ognuno di voi potrà ottenere, vi proponiamo semplicemente dei mezzi per affrontare in modo diverso la vita, e tutto questo non vuol dire che entrerete in un piano di esistenza divina”? È facile immaginare che il numero degli iscritti assomiglierà tanto ad un umilissimo zero. Continua a leggere “C’è crisi: apertura di 3 chakra al prezzo di 2”

Un insolito approccio alla Torah

Secondo la tradizione ebraica – e non solo – la Torah, ossia il Pentateuco, corrispondente ai primi cinque libri della Bibbia cristiana, è considerata come la rivelazione diretta di Dio. Diversamente, tutti gli altri scritti sacri sono considerati frutto di un’ispirazione divina.

La Torah parla esclusivamente dell’uomo e della sua relazione con Dio, descrivendo nei minimi particolari il processo iniziatico che ciascuno di noi è chiamato a compiere per riconoscere e liberare la sua natura divina. Pertanto, nel linguaggio biblico l’aspirazione verso il Creatore è chiamata Israele, mentre l’aspirazione a ricevere i piaceri del mondo è chiamata le nazioni del mondo.

I primi ostacoli in cui generalmente ci si imbatte nel voler affrontare con serietà e profondità lo studio della Torah, sono di carattere religioso-culturale. Non di rado, infatti, il Vecchio Testamento viene considerato come un libro sacro di seconda categoria se confrontato con il Nuovo Testamento; a volte viene addirittura considerato come un manuale dogmatico da seguire scrupolosamente per assicurarsi la protezione di un Dio geloso e vendicativo. Continua a leggere “Un insolito approccio alla Torah”

A proposito, ricordiamoci che dobbiamo morire

Indipendentemente dall’estrazione sociale cui apparteniamo, dalla nazione, dalla cultura, dal conto in banca, dai familiari, dalle amicizie, dai legami sentimentali, dalle proprietà… insomma, indipendentemente da tutto, condivideremo un giorno la stessa sorte: la morte. Questa è l’unica certezza.

Ma la sola parola ha un qualcosa di macabro, un po’ orticante, e richiama un viscerale “istinto di sopravvivenza”, quello di toccare ferro!  Eppure è proprio attraverso il suo principio che la vita che ci circonda può manifestarsi e continuare ad esistere. Dunque, il temere la morte coincide con il temere anche la vita, e il temere la vita coincide con il non riuscire a comprenderne il significato.

Molti saggi del passato (sia occidentali che orientali) venivano spesso raffigurati con a fianco un teschio umano, non certo per un funesto augurio o per una patologica propensione al suicidio, ma a simboleggiare il fatto che proprio la consapevolezza della morte permette di vivere con più profondità ed intensità la vita.

Il problema è che ogni nostra cellula sembra voler rifuggire il semplice faccia a faccia con questa evidentissima realtà, rimandando di giorno in giorno la questione. E quando il fatidico momento si avvicina, il terrore ci paralizza. Riprendiamo allora un raro scritto di Georges Ivanovič Gurdjieff e lasciamoci guidare dalle sue parole: Continua a leggere “A proposito, ricordiamoci che dobbiamo morire”

Piccola riflessione sulla salvezza

Tutti parlano di salvezza, tutti affermano di ricercarla, tutti sono certi di conoscere la strada per raggiungerla. In altre parole, sembra che tutti sappiano benissimo di cosa si tratta.

La domanda che però noi ci poniamo è: cosa significa realmente questa parola? salvezza da cosa? o da chi? e quando arriverà? e come?

Che Zeus e tutti gli dei dell’Olimpo ci possano fulminare se azzardiamo a dare una risposta filosofica con elaborate terminologie divine.

Nel tentativo di non interrompere quindi il flusso della domanda, riportiamo qui di seguito un simpatico e significativo aneddoto della vita di Ramana Maharshi:

Un pomeriggio una signora dal Kumbhakonam sedette vicino a Bhagavan ed esclamò: “Come sono felice di avervi incontrato, Swami. Da tanto tempo desideravo moltissimo incontrarvi. Non che voglia qualcosa, Swami. Solo, per favore, siate gentile e concedetemi la salvezza, Swami.” Continua a leggere “Piccola riflessione sulla salvezza”

Spiritualità S.p.A. (Senza possibili Alternative)

Un tocco di eleganza nel delineare la natura dell’essere umano, una buona preparazione nozionistica in merito a certe conoscenze di carattere esoterico, il tutto condito con un pizzico di scienza moderna, quel giusto sguardo misterioso di chi la sa più lunga, quella velata ironia di sufficienza nei confronti di altre dottrine o filosofie, la totale mancanza di auto-critica (non certo per carenza di umiltà, ma per chiara visione della vita), e poi la calma… il silenzio… il pieno autocontrollo dato da un sicuro contatto col divino nel profondo, e il gioco è fatto: nasce il “maestrino spirituale”, messaggero della vera verità (rafforzativo d’obbligo). Poco importa se va oggi di moda proclamarsi anti-guru per evidenziarsi come spirito libero e rivoluzionario, nei fatti la conclusione è la stessa.

Oggi mi sento particolarmente generoso, insolitamente ispirato, ed ho pensato di regalare alcune semplici istruzioni estremamente umane per percorrere un cammino estremamente divino e di sicuro successo, in grado di rendervi agli occhi altrui spiritualmente migliori, portatori sani di un insegnamento universale: Continua a leggere “Spiritualità S.p.A. (Senza possibili Alternative)”

Intervista ad uno gnostico contemporaneo: Henk Leene

 [Il seguente articolo è disponibile anche in versione pdf]

Henk Leene è uno gnostico del nostro tempo, figlio biologico e spirituale di Jan Leene, noto con il nome di Jan van Rijckenborgh, fondatore del Lectorium Rosicrucianum, la scuola internazionale della Rosacroce d’Oro. Lo abbiamo incontrato nella sua abitazione ad Oze, un paesino francese nell’Alta Provenza, a poche ore di distanza dall’Italia.

Ma procediamo con ordine. Da circa tre anni siamo entrati in contatto con una delle scuole sorte intorno all’insegnamento gnostico, il Lectorium Rosicrucianum appunto, che abbiamo frequentato assiduamente per comprenderne i principi ma, ancor di più, per osservare come gli stessi venissero messi in pratica. Grazie a questa esperienza abbiamo conosciuto alcune persone dalle caratteristiche assai rare, sorprendenti per l’onestà interiore e lo spirito di condivisione.

Tuttavia, una sete di ricerca ancora inappagata ed alcune dissonanze riscontrate nel come vedevamo strutturare l’insegnamento dall’organizzazione in generale, ci hanno spinto ad avventurarci in un “viaggio” di risalita verso la sorgente più vicina possibile alla fonte originaria di questa scuola, per cercare di farci chiarezza in merito al fatto di come un insegnamento possa effettivamente evolversi o meno a partire dalle radici poste dai suoi iniziali portavoce. Continua a leggere “Intervista ad uno gnostico contemporaneo: Henk Leene”

Quella mente religiosa al di là di ogni credo

Un noto detto orientale afferma che il dito che indica la Luna non è la Luna.

In tali parole viene sintetizzato un principio vitale di portata inimmaginabile. Ogni mattina dovremmo alzarci, guardarci allo specchio, e chiederci: cosa sto realmente cercando? Quante certezze sono disposto a sacrificare per trovarlo? Sarei pronta o pronto a riconoscere il fatto di aver guardato il “dito” per comodità, piuttosto di cercare attivamente il mistero e l’ignoto, verso la totalità della vita?

A nostro avviso, l’unico strumento che ognuno di noi possiede (potenzialmente) per affrontare una ricerca del genere, risiede nella volontà di lasciare spazio alla propria mente religiosa, come la chiamava Jiddu Krishnamurti, di fronte alla quale ogni adesione spirituale, filosofica, scientifica, intellettuale o artistica, perde il suo illusorio e compiacente valore.

Ma proviamo a seguire Krishnamurti nella sua riflessione, con le sue parole:

Quali sono le cose che ci importano maggiormente? Se siamo abbastanza ricchi, ci interessiamo della cosiddetta spiritualità, ci divertiamo a impegnarci intellettualmente, ci interessiamo di arte o ci mettiamo a dipingere per esprimere noi stessi. Se invece non abbiamo molti soldi, dobbiamo andare a guadagnarceli e in questo impieghiamo il nostro tempo, giorno dopo giorno. Continua a leggere “Quella mente religiosa al di là di ogni credo”

Il mondo degli adulti attraverso gli occhi di un “estraneo”

Fin da piccoli siamo stati “vittime” di fugaci tentativi da parte degli adulti di imprimerci desolanti e malinconiche piccole perle di saggezza del tipo: “divertiti finché sei giovane, perché poi le cose cambiano [ovviamente in peggio]” o “goditi la vita finché sei ancora in tempo [minaccia?]”.

Possibile che siano i principi della vita a cambiare intorno a noi in relazione all’età biologica? O forse siamo noi che li forziamo ad adeguarsi a rigidi schemi di significati personali? Proviamo per un attimo a dare voce al pensiero spigoloso e magnificamente schietto della protagonista dodicenne del libro “L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery:

A quanto pare, ogni tanto gli adulti si prendono una pausa per sedersi a contemplare il disastro della loro vita. Allora si lamentano senza capire e, come mosche che sbattono sempre contro lo stesso vetro, si agitano, soffrono, deperiscono, si deprimono e si chiedono quale meccanismo li abbia portati dove non volevano andare. Per i più intelligenti diventa perfino una religione: ah, spregevole vacuità dell’esistenza borghese! Alcuni cinici di questo tipo cenano alla tavola di papà: “Cosa ne è stato dei nostri sogni di gioventù?” si domandano con aria disincantata e soddisfatta. “Sono volati via, e la vita è proprio bastarda”. Non sopporto questa finta lucidità dell’età matura. La verità è che sono come tutti gli altri, ragazzini che non capiscono cosa sia successo e che giocano a fare i duri mentre avrebbero voglia di piangere. Continua a leggere “Il mondo degli adulti attraverso gli occhi di un “estraneo””

Il popolo eletto (ma non dalla maggioranza)

Quale bizzarro motivo mi porta a considerare la religione cui appartengo indubbiamente la migliore fra le tante? E non sto qui parlando di un ragionamento ponderato, dato che certamente non affermerei mai consapevolmente o apertamente una cosa del genere (almeno lo spero…), ma parlo di una sorta di predisposizione viscerale.

Già, nel momento in cui mi immergo in un sistema filosofico o spirituale, dedicando ad esso molto del mio tempo e delle mie preziose energie, rivoluzionando la mia intera visione della vita grazie ad esso, ecco che di pari passo si fortifica in me la convinzione che non esiste nulla di meglio al mondo, non solo per me stesso, ma oggettivamente per tutti quanti.

Ogni altro luogo o sistema diventa automaticamente più limitato, situato ad un livello di sviluppo sicuramente inferiore, se non addirittura esplicitamente menzognero. La cosa buffa in tutto questo, è che non ho certo vissuto tutti gli altri percorsi spirituali; forse mi sono in passato imbattuto in qualche gruppetto qua e là, magari anche senza approfondirne troppo la filosofia, ed ora mi faccio forte dei pochissimi rudimenti di cui dispongo per innalzare il mio credo ed abbassare quello altrui. Continua a leggere “Il popolo eletto (ma non dalla maggioranza)”

Se ti senti spirituale, qualcosa non va…

Nel momento in cui penso a me stesso come una persona spirituale, già mi considero di qualità superiore a buona parte delle persone che mi circondano. Ancor più forte sarà questa sensazione se all’interno di qualche organizzazione, religione o scuola, ricopro un grado o una funzione abbastanza alta nella gerarchia condivisa.

Ciò mi pone subito nelle condizioni di sentirmi ad un livello di coscienza indubbiamente più profondo di tutti coloro che si trovano sotto di me, primi fra tutti gli ultimi arrivati. Queste verginelle dello spirito possono infatti lasciarsi facilmente affascinare dalle splendide parole con cui impersonalmente presento il tipo di lavoro interiore.

D’altronde, nel momento in cui la lode cade sull’organizzazione che rappresento, cade pari pari anche su di me, ufficiale portavoce. Che magnifica sensazione sentirsi apprezzato e considerato, finalmente riconosciuto dopo tanti sforzi. E più persone aderiscono all’organizzazione, più conferme ottengo su me stesso e sull’eccezionalità di quello che sto compiendo. Sono insaziabile di consensi. Continua a leggere “Se ti senti spirituale, qualcosa non va…”

Come sono diventato folle: l’inizio

E guardando la luna mi chiedo, questa notte, che cosa ci sto a fare qua? Ma cosa ancora più tremenda, mi chiedo chi si pone questa domanda, quale parte di me si sente sopraffatta da questo struggente senso di vuoto?

Sotto queste stelle ogni mio ricordo, per quanto intenso possa essere, si dissolve come polvere nell’immensità, e tutto ciò che ha sempre riempito la mia vita perde valore e intensità. Ogni dolce emozione o dolorosa amarezza, le vedo ora come piccoli mattoni con i quali ho a poco a poco costruito una fortezza invisibile intorno a me.

Sì, mi sono segregato in me stesso, ed ora non so come uscirne. Forse ho paura di uscirne. Ma non ho più intenzione di nascondermi. Non posso più farlo. Continua a leggere “Come sono diventato folle: l’inizio”

Il vero dominio di sé, tutto il resto è illusione

Cosa cerchiamo realmente da una pratica cosiddetta spirituale? Dio, si potrebbe rispondere. Già, il problema è che questa parola rimanda spesso a concetti estremamente elevati e comodamente lontani dalle nostre semplici esperienze di tutti i giorni. Conclusione: è facilissimo illudersi di compiere una “carriere spirituale” senza accorgersi di perseguire magari una strada completamente opposta.

Per provare a districare la matassa, riportiamo qui di seguito un estratto estremamente interessante per la sua semplicità e praticità, che lascia poco spazio a misticheggianti interpretazioni:

Una potente pratica spirituale è quella di permettere consapevolmente che l’ego resti sminuito senza cercare di ripararlo. Vi raccomando di praticare questo di quando in quando. Per esempio, se qualcuno vi critica, vi accusa, vi offende, invece di aggredirlo di rimando o di difendervi, non fate nulla. Permettete alla vostra immagine di rimanere sminuita e state all’erta, osservando come vi sentite profondamente dentro di voi. Per qualche momento potete provare disagio, come se vi foste ristretti. Ma poi percepirete una spaziosità interiore che vi farà sentire intensamente vitali. Non vi siete per nulla diminuiti, anzi vi siete espansi. E allora avrete una stupefacente comprensione: quando vi sembra di essere in un certo modo sminuiti, e quando rimanete in uno stato assolutamente non reattivo, non solo esteriormente ma anche interiormente, vi rendete conto che niente di reale è stato sminuito, che diventando “meno” siete diventati di più. Continua a leggere “Il vero dominio di sé, tutto il resto è illusione”

Se ognuno di noi potesse realizzare i suoi desideri…

pioggia

Piove. Semplicemente, piove. È quasi notte.

Mario fa il contadino, è affacciato alla finestra e spera in cuor suo che continui a piovere per almeno altri due giorni, l’ideale per irrigare bene i suoi campi.

A pochi chilometri da lui, in quelle case sopra le colline, Lucia è nella sua stanza che prega il Signore di far smettere al più presto quella dannata pioggia. Il ricordo di quello che accadde l’anno scorso è ben vivo in lei, quando il susseguirsi di diversi giorni di pioggia creò smottamenti nel terreno a tal punto da farle rischiare di perdere la casa.

Anche Stefano, nella lontana città, si augura che la pioggia possa finire quanto prima; niente è più velenoso dell’umidità per le sue ossa, e già inizia ad avvertire quel fastidioso dolore di fondo. Continua a leggere “Se ognuno di noi potesse realizzare i suoi desideri…”

Una lettura non comune dei geroglifici egizi

Traendo spunto dal libro “Il Cammino di Maat”, ne riprendiamo alcuni brani inerenti all’interpretazione dell’antica scrittura egizia:

[…] Procediamo allora per gradi, iniziando ad analizzare il termine neter, che contraddistingue il concetto di Dio, in geroglifico

il cui significato letterale è FUNZIONE o PRINCIPIO.

Per quale motivo utilizzare una bandiera per esprimere il concetto di divinità?

Noi possiamo osservare che la bandiera contraddistingue un punto di riferimento, una direzione da seguire, così sono infatti gli dei per gli uomini; ma ancor più in profondità essa simboleggia lo strumento per mezzo del quale una forza che non è direttamente visibile si manifesta (sventolando lo stendardo), rivelando così la propria esistenza attraverso la constatazione e la verifica dei suoi effetti. Difficile scindere in una definizione del genere gli aspetti religiosi da quelli scientifici.

Consideriamo per esempio la legge di gravità: nessuno obietterebbe sulla sua esistenza, sugli effetti estremamente fisici e tangibili della sua forza. Eppure non la si può vedere, toccare, fissare, ed inoltre – cosa ancora più importante – non la si può eludere. Ecco perché Carl Gustav Jung incise sulla porta di ingresso della sua casa la massima: invocati o meno, gli dei sono presenti. Continua a leggere “Una lettura non comune dei geroglifici egizi”

Pazzia, normalità e Via

Riportiamo qui di seguito la splendida testimonianza di una persona passata attraverso l’esperienza della cosiddetta pazzia, e con profonda lucidità ne esamina il processo:

Sono convinto di essere io stesso la causa della mia malattia. Nel cercare di penetrare nell’altro mondo incontrai i suoi guardiani naturali, le personificazioni delle mie debolezze e delle mie colpe.  Sulle prime credetti che questi demoni fossero degli umili abitanti dell’altro mondo che avrebbero potuto giocare con me come una palla, dato che ero arrivato in quelle regioni impreparato, ed avevo perduto la strada.

Continua a leggere “Pazzia, normalità e Via”

Entità angeliche, spiriti guida e voci divine… che caos!

“Dio lo vuole!”, e dietro questa affermazione noi esseri umani abbiamo compiuto nel corso della storia i più spregevoli crimini contro i nostri simili. Non che oggigiorno le cose siano migliorate, forse siamo solo riusciti a camuffare più elegantemente i moventi che muovono verso atti analoghi. Che si tratti poi di guerre tra popoli o litigi nella piccola cerchia di parenti e amici, non fa molta differenza.

V’è da tempo una gran moda nel parlare di entità soprannaturali nelle vesti di messaggeri del volere divino per noi poveri mortali. La bibliografia in merito è sterminata, e continua a crescere. Il mercato offre un’ampia gamma di tecniche da applicare per entrare in contatto con il proprio spirito guida, e non mettiamo certo in dubbio la loro validità.

Ma vorremmo porre l’attenzione – e il beneficio del dubbio – sulla reale profondità e purezza dei messaggi che possono scaturire da questa serie di percezioni extrasensoriali. È troppo facile per la nostra fragilità interiore considerare “divina” qualsiasi cosa possa affascinare o sorprendere, in quanto fuori dal comune. Continua a leggere “Entità angeliche, spiriti guida e voci divine… che caos!”

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