Il centro di gravità permanente – La Quarta Via (cap. 11)

Non permettete in voi la compagnia di gente inopportuna.

M. Nicoll (1)

L’idea del centro di gravità può essere interpretata in parecchie maniere diverse. Uno scopo più o meno permanente e la percezione dell’importanza relativa delle cose è in rapporto a questo scopo. Ciò significa che quando determinati interessi divengono più importanti di qualsiasi altra cosa si acquisisce una direzione permanente, non si va un giorno in una direzione e un altro giorno in un’altra. Si va in una sola direzione e si conosce la direzione. (2)

Finora il centro di gravità attorno a cui ha ruotato la nostra vita (che lo accettiamo o no) è stato l’io ordinario. Ed è ancora questo io che spera, valuta, giudica… e tutto questo perfino nel nome del Lavoro. Fino a che tutta la mia psiche ruota attorno all’io, tutto ciò che è manifesto (che io lo voglia o no) sarà il riflesso dell’autorità di questo io. Il nostro scopo, in una scuola di Quarta Via, è diventare diversi, cambiare il nostro essere dal livello dell’uomo numero uno, due, tre, al livello dell’uomo numero quattro, che possiede un nuovo centro di gravità, e poi dal livello dell’uomo quattro a quello dell’uomo numero cinque, che ha un io indivisibile. (3)

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L’illusione di poter fare – La Quarta Via (cap. 10)

La suprema illusione dell’uomo è la sua convinzione di poter fare. Tutti pensano di poter fare, vogliono fare, e la loro prima domanda riguarda sempre ciò che dovranno fare ma a dire il vero, nessuno fa qualcosa e nessuno può fare qualcosa. Questa è la prima cosa che bisogna capire. Tutto accade. (1)

Make-gudjieffQuando nella Quarta Via viene detto che le cose accadono a tutti e che la gente non può fare nulla, ciò si riferisce alle condizioni ordinarie nella vita ordinaria: quella che è chiamata vita normale. Ma nel nostro lavoro si cerca di uscire da questa vita normale, perciò dobbiamo già fare qualcosa. Solamente che dobbiamo prima imparare ciò che possiamo fare, perché nelle nostre presenti condizioni parecchie cose continueranno a succedere (…).

Al principio la differenza non è tra fare e non fare ma tra cercare di fare e cercare di comprendere, e attualmente tutta la nostra energia deve essere concentrata nel cercare di comprendere. Inizialmente si cerca di trovare le cose che possiamo controllare in noi stessi, e se lavoriamo su esse, acquisteremo controllo. Questo è tutto il fare possibile per il momento. Continua a leggere “L’illusione di poter fare – La Quarta Via (cap. 10)”

D’io lo vuole!

Angolo_Folle_InizioNon lo sapevate? Siamo già tutti santi, chi più chi meno. Tutti in grado di abbandonarci con apertura di mente e cuore alle esperienze che la vita ci riserva dietro ogni angolo dell’esistenza.

Già, perchè la vita non ci chiede di scegliere e di prendere delle decisioni di cui farci responsabilmente carico, ci chiede piuttosto di subire/patire in silenzio tutto quello che ci capita, di farci trasportare dal vento degli eventi, e più sono caotici meglio è.

Questo dev’essere senza ombra di dubbio il profondo significato dell’abbandonarsi alla vita di cui parlano tutti i grandi saggi della storia.

Un parente mi offre una raccomandazione coi fiocchi per un concorso ambitissimo, anche se io ho sempre criticato il fatto che le persone meritevoli non possano fare strada con le loro forze? Questa volta è diverso, è certamente un regalo di D’io, probabilmente meritato karmicamente in qualche vita precedente… accetto.

Un conoscente mi invita ad una festa che proprio non mi interessa, trovandola inutile e riprovevole, ma non oso dirgli di no perchè potrebbe offendersi e quindi non apprezzarmi più come prima? Sarà D’io che ha posto questa festa sul mio cammino… ci vado fingendo di essere contento. Continua a leggere “D’io lo vuole!”

Le influenze A, B e C e il Centro Magnetico – La Quarta Via (cap. 9)

Quando la personalità è già formata e un uomo ha assaporato la vita, ha visto come sono le cose e si sente insoddisfatto e comincia a cercare qualcosa di più, qualcosa gli farà comprendere meglio, lo aiuterà e lo condurrà ed eventualmente lo completerà.1

419848_3368507138403_1440930680_3351609_1016099552_nConsiderando che soltanto pochissimi si possono sviluppare e trovare in se stessi nascoste possibilità, sorge naturalmente la domanda: cos’è che determina la differenza? Perché alcune persone hanno una possibilità e altre non l’hanno? (…) Tra tutta questa gente soltanto pochissimi saranno mai capaci di fare persino il primo passo sulla via dello sviluppo. Come e perché le cose stanno così? Continua a leggere “Le influenze A, B e C e il Centro Magnetico – La Quarta Via (cap. 9)”

I tipi di uomo – La Quarta Via (cap. 8)

L’uomo, in relazione alle funzioni e agli stati di consapevolezza e dal punto di vista della sua possibile evoluzione, è diviso in sette categorie. Le persone nascono soltanto in una delle prime tre categorie.

P.D. Ouspensky. (1)

derviscioLa divisione dell’uomo in 7 categorie permette di spiegare molte cose che non potrebbero essere comprese altrimenti. Questa divisione è una prima applicazione all’uomo del concetto della relatività. Cose apparentemente identiche, possono essere del tutto differenti, secondo la categoria di uomini da cui dipendono o in relazione alla quale si considerano.

Secondo questa concezione tutte le manifestazioni interiori ed esteriori dell’uomo, tutto ciò che gli è proprio, tutte le sue creazioni, sono ugualmente divise in sette categorie: il sapere, l’arte, la religione.

Uomo n. 1

L’uomo n. 1 ha il centro di gravità della sua vita psichica nel suo centro motore. È l’uomo del corpo fisico, in cui le funzioni dell’istinto e del movimento predominano sempre sulle funzioni del sentimento e del pensiero.

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La legge dell’accidente – La Quarta Via (cap. 7)

Il vostro essere attrae la vostra vita. (1)

Maurice Nicoll

La vita dell’uomo-macchina, dell’uomo che non può fare, che non ha volontà o scelta, è controllata dall’accidente, perché le cose nella vita ordinaria accadono meccanicamente, accidentalmente; in esse non c’è ragione. E, proprio come la vita esterna dell’uomo è controllata da influenze esterne accidentali, così la sua vita interiore è anch’essa controllata da influenze sia interne che esterne che sono ugualmente accidentali.

DadiLa gente crede che gli accidenti siano rari, ma in realtà la maggior parte delle cose che le accade è accidentale. Cosa significa accidente? Significa una combinazione di circostanze che non è dipendente dalla volontà dell’uomo stesso né dalla volontà di un’altra persona, né dal fato (come invece per esempio è il caso della nascita e dell’educazione), né dalle azioni precedenti dell’uomo stesso.

Nella vita umana le cose accadono in base a tre leggi: Continua a leggere “La legge dell’accidente – La Quarta Via (cap. 7)”

Homo Evolution?

SCINEP19Inutile negarlo. Anche quando ostentiamo un po’ di umiltà culturale, sotto sotto lo sappiamo di far parte della più elevata forma di civiltà mai raggiunta prima dall’essere umano.

Non c’è ambito in cui non eccelliamo: tecnologia, scienza, economia, filosofia, spiritualità. Siamo proprio fieri di appartenere a questa specie evoluta, e siamo dispiaciuti che non tutte le persone al mondo si siano ancora adeguate a questo bellissimo sogno realizzato.

Poi però, ogni tanto, appare qualche troglodita che se ne va in giro mezzo nudo e (soprattutto) senza un conto in banca, e con irriverente semplicità ci spara in faccia il suo punto di vista sulla nostra maestosa civiltà.

È questo il caso del capo Tuiavi di Tiavea delle isole Samoa che agli inizi del 1920 – quando i missionari e i coloni cercarono di fargli comprendere quanto fosse involuta e misera la sua cultura – prese per buone le loro parole ma decise di recarsi in Europa per osservare di persona tutta questa magnificenza.

Al termine del suo viaggio però, stilò un resoconto dettagliato al suo popolo su quello che aveva visto, su come il Papalagi (l’Uomo Bianco) trascorre la sua splendida esistenza. Qui di seguito ne riportiamo alcuni estratti:

Il Papalagi si preoccupa costantemente di ricoprire bene la sua carne. […] Una ragazza, per quanto bella, anche quanto la più bella delle vergini delle Samoa, ricopre il suo corpo, in modo che nessuno lo possa vedere o possa trarre piacere alla sua vista. La carne è peccato. […] Così dichiarano le sacre leggi morali dell’uomo bianco. […]
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La Bibbia non è quello che crediamo

Torah_BibbiaAnche se non è certo piacevole sentirselo dire, è ri-giunto il momento di farlo: in realtà noi (figli della cultura cristiana), della Bibbia non sappiamo niente!

Tutta la nostra fede in questo libro, oppure il nostro astio, la nostra indifferenza, le nostre interpretazioni religiose o storiche, si basano semplicemente – per essere ottimisti – su oneste menzogne.

Ci concediamo continuamente di spargere opinioni e conclusioni senza però conoscere in profondità quello di cui parliamo. Spesso poi, certi argomenti non li conosciamo nemmeno superficialmente. Quanti sedicenti cristiani hanno letto almeno una volta la Bibbia, o anche solo il Vangelo (forse il libro religioso più semplice e breve che sia mai stato scritto)?

Siamo fatti così. Ci sentiamo grandi esperti su argomenti di cui non conosciamo praticamente nulla. Lo facciamo su tutto, figuriamoci poi quando si entra nel delicato mondo dei testi sacri. Ecco che si scatenano le più banalizzanti critiche o interpretazioni da bar esoterico.

Le prove della loro sacralità non le avremo mai a priori, per tale ragione non è possibile sminuirne la portata senza prima indagarne in profondità le diverse e sottili sfumature in essi contenute. Continua a leggere “La Bibbia non è quello che crediamo”

L’importanza di uno scopo – La Quarta Via (cap. 6)

La maggior parte degli addormentati diranno naturalmente di avere uno scopo e di seguire una direzione definita. Se un uomo si rende conto che non ha uno scopo e che non va da nessuna parte, è segno che si avvicina ad un risveglio; è segno che il risveglio diventa realmente possibile per lui. Il risveglio di un uomo ha inizio dall’istante in cui si rende conto che non va da nessuna parte e che non sa dove andare.

P. D. Ouspensky (1)

Uno dei primi passi che il lavoro richiede è comprendere ciò che vogliamo. La comprensione è la forza più grande a nostra disposizione che ci può cambiare. Più abbiamo comprensione, migliori saranno risultati dei nostri sforzi.

Possiamo immaginare di andare in un gran negozio con parecchi reparti diversi: dobbiamo sapere ciò che vogliamo comprare. Ma prima di tutto dobbiamo sapere cosa c’è nel negozio, altrimenti ci potrà capitare di chiedere delle cose che non ci vengono vendute.

È necessario ricordare sempre perché abbiamo cominciato. Vogliamo avere cose che possiamo ottenere dalla vita ordinaria o cose diverse? Vale la pena tentare? La nostra capacità di immaginare, generalmente usata in maniera tanto sbagliata, ci può aiutare in questo caso. Nello specifico, ci può aiutare a vedere se veramente vogliamo ciò che diciamo di volere oppure no, perché molto spesso vogliamo qualcosa di diverso o non ci rendiamo conto che una cosa ne porta con sé un’altra.

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L’identificazione – La Quarta Via (cap. 5)

Ouspensky sottolineò vigorosamente il fatto che l’identificazione era un nemico formidabile ed estremamente sottile. Esso permeava le nostre vite in tale misura che si poteva dire che si passava da un’identificazione all’altra quasi senza soluzione di continuità. Ciò che rendeva particolarmente difficoltosa la lotta era la tendenza all’identificazione ad assumere vesti onorevoli, lasciandoci credere di essere nostra amica e qualcosa di cui non potevamo fare a meno.

K. Walker 1

Parlando in generale, si può affermare con certezza che per una cosa che l’uomo ricorda, ve ne sono sempre dieci, ben più importanti, che dimentica. Per questo, le sue opinioni e i suoi punti di vista sono privi di qualsiasi stabilità e precisione. L’uomo non ricorda ciò che ha pensato o detto, e non ricorda come ha pensato o come ha parlato.

Gurdjieff-Whell-of-Imagination-bannerCiò è, a sua volta, in rapporto con una delle caratteristiche fondamentali dell’atteggiamento dell’uomo verso se stesso e verso gli altri, vale a dire: la sua costante identificazione a tutto ciò che prende la sua attenzione, i suoi pensieri o i suoi desideri, e la sua immaginazione.2

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Le emozioni negative – La Quarta Via (cap. 4)

La nostra reazione alle cose svela la nostra schiavitù.

A.R. Orage 1

Quando una qualsiasi nostra espressione, che sia un’emozione o un pensiero, viene da sola – ovvero non è controllabile da parte nostra – significa che siamo in suo potere: è questa espressione a controllare noi, e non viceversa.

Considerando che la direzione del lavoro interiore è quella di diventare padroni di se stessi, diventa di fondamentale importanza iniziare a familiarizzare con tutti gli elementi che al momento muovono i fili della nostra marionetta, ogni giorno, in ogni momento.

Emozioni NegativeControllare le emozioni è una cosa difficilissima, impossibile fino a che non comprendiamo abbastanza della loro manifestazione e del loro innesco in noi stessi. Per questo motivo, fin dal principio dell’osservazione della funzione emozionale, ciò che possiamo fare è cercare di arrestare una particolare manifestazione di emozioni in noi stessi: quella delle emozioni sgradevoli.

Per molta gente questa è una delle cose più difficili perché le emozioni spiacevoli vengono espresse così rapidamente e così facilmente da non poterle afferrare. Eppure, se non ci proviamo, non possiamo veramente osservare noi stessi. Continua a leggere “Le emozioni negative – La Quarta Via (cap. 4)”

Siamo solo concime (per il momento…)

ghianda_gurdjieff_associazione_per_ankhNel libro La mia fanciullezza con Gurdjieff, Fritz Peters condivide con il lettore i suoi ricordi più preziosi. Uno di questi è particolarmente interessante perchè mette il dito nel nervo scoperto della nostra cultura religiosa:

[Gurdjieff] mi chiese di guardare fuori dalla finestra e di dirgli quello che vedevo. Risposi che l’unica cosa che vedevo era una quercia. E cosa c’era su quella quercia?

Glielo dissi: “ghiande”.

“Quante ghiande?”

[…] Dissi che pensavo che ce ne fossero parecchie migliaia.

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In Lode dell’Asino

Giordano_BrunoO sant’asinità, sant’ignoranza,
santa stoltezza e pia devozione,
qual sola puoi far l’anime si buone
che umano ingegno e studio non l’avanza.
Non giunge faticosa vigilanza
d’arte qualunque sia o invenzione,
né dei sapienti contemplazione,
al ciel dove ti edifichi la stanza.
Che vi val (curiosi) lo studiare,
voler sapere quel che fa la natura,
se gli astri son pur terra, fuoco e mare?
La santa asinità di ciò non cura,
ma con man giunte e in ginocchio vuol stare
aspettando da Dio la sua ventura.
Nessuna cosa dura
eccetto il frutto dell’eterna requie,
la qual ci dona Dio dopo le esequie.

Giordano Bruno

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Krishnamurti o Gurdjieff?

colibrìQuando venne chiesto a Krishnamurti – verso il finire della sua vita – per quale motivo tra migliaia di persone che seguirono il suo insegnamento nessuno o quasi nessuno sembrava averlo realmente realizzato, tutti si sarebbero aspettati una risposta del tipo:

“Non è stato compreso”, oppure “alle persone in realtà non interessa così tanto”.

Invece, con sorpresa di tutti, Krishnamurti rispose:

“Il problema è che le persone non hanno energia”.

L’enigma di questa risposta è ancora vivo, ma se ci osserviamo con crudo realismo possiamo sentire risuonare l’eco di queste parole dentro di noi.

Ci viene in soccorso un’antica leggenda Inca.

Un giorno la Gerarchia degli Uccelli si riunì in un prato. C’erano tutti: il Gheppio, il Falcone, il Gufo, il Condor e lo Sparviero. Il Condor dichiarò di aver volato più a lungo, lontano e in alto, e di essere arrivato ai cancelli del mondo superiore. Proprio in quel momento arrivò il Colibrì, che disse: Continua a leggere “Krishnamurti o Gurdjieff?”

I molteplici Io – La Quarta Via (cap. 3)

Se l’uomo immagina di avere qualcosa, non si impegnerà a conquistarla.

M. Nicoll 1

La nostra principale illusione, il maggiore errore che facciamo riguardo a noi stessi è considerarci come uno; parliamo di noi stessi come io, e supponiamo di riferirci sempre alla stessa cosa, mentre in realtà siamo divisi in centinaia e centinaia di io differenti. In un certo momento, quando dico io, sta parlando una parte di me; e in un altro momento, quando dico io, è completamente un altro io che parla.2

L’uomo è un essere multiplo. Solitamente, parlando di noi stessi, diciamo “io”. Diciamo: “io” faccio questo, “io” penso quello, “io” voglio fare quell’altro. Ma è un errore. Questo “io” non esiste, o meglio, in ciascuno di noi ci sono centinaia, migliaia di piccoli “io”.

Interiormente siamo divisi, ma soltanto con l’osservazione e lo studio possiamo riconoscere la pluralità del nostro essere. In un certo momento, agisce un “io”, il momento dopo un altro “io”. I nostri “io” sono contraddittori: ecco il motivo del nostro funzionamento disarmonico.

Ordinariamente viviamo soltanto con un’infima parte delle nostre funzioni e della nostra forza, perché non ci rendiamo conto che siamo delle macchine e non conosciamo la natura e il funzionamento del nostro meccanismo.3

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La meccanicità – La Quarta Via (cap. 2)

“Può un uomo smettere di essere una macchina?”

“Ah! È proprio questo il problema! (..) Sì, è possibile smettere di essere una macchina ma, per questo, è necessario prima di tutto conoscere la macchina. Una macchina, una vera macchina, non conosce se stessa e non può conoscersi. Quando una macchina conosce se stessa, da quell’istante ha cessato di essere una macchina; per lo meno non è più la stessa macchina di prima. Comincia già ad essere responsabile delle proprie azioni.”

P.D. Ouspensky 1

La constatazione del sonno dell’uomo, e l’assenza di unità di esso, creano un’altra importantissima caratteristica e questa è la sua completa meccanicità.

L’essere umano è una macchina controllata da influenze esterne e non ha la possibilità né di resistere, né di distinguerle l’una dall’altra o di studiare se stesso al di fuori di queste cose. Egli si vede sempre in movimento e ha l’illusione, radicatasi in lui da molto tempo e fortissima, di essere libero di andare dove vuole, di potersi muovere in base ai propri desideri, di poter andare a destra o a sinistra.

Egli non lo può fare: se va a destra ciò significa che non poteva andare a sinistra. In questo senso il termine volontà è un’idea sbagliatissima: non esiste. La volontà può esistere soltanto nell’uomo che ha un io che controlla, ma finché ha parecchi io che non si conoscono tra loro, egli ha esattamente altrettante volontà diverse.2 Continua a leggere “La meccanicità – La Quarta Via (cap. 2)”

Il Sistema – La Quarta Via (cap. 1)

Questo lavoro è un continuo ricominciare. Ogni volta che si compie uno sforzo, si rinforza un po’ la muscolatura spirituale; si ricomincia daccapo, come un bambino che impara a camminare, e questo lavoro è infinitamente più difficile e complesso. Ma i risultati sono garantiti.”

A. R. Orage 1

L’idea principale del Sistema – la Via descritta da Gurjieff e da chi lo ha seguito – è che noi non usiamo nemmeno una piccola parte delle nostre possibilità ed energie. Abbiamo in noi, per così dire, un’organizzazione grandissima ed efficientissima ma non sappiamo come usarla, come se avessimo una casa enorme piena di magnifici mobili, con una biblioteca e parecchie altre stanze, ma vivessimo nel seminterrato e nella cucina da cui non possiamo uscire. Quando qualcuno ci dice ciò che questa casa ha sopra, non gli crediamo, o ne ridiamo, o chiamiamo le sue parole superstizione, fiabe o fantasie.2 Continua a leggere “Il Sistema – La Quarta Via (cap. 1)”

Pubblicato “Il Cammino di Maat” di Joannes Yrpekh

Cari amici, questo è proprio un periodo di florida attività per l’editoria di libri fuori dall’ordinario, è infatti stato ripubblicato con una nuova veste dalla Ester Edizioni il saggio “Il Cammino di Maat” di Joannes Yrpekh, di cui avevavamo parlato anche in un nostro precedente articolo (Una lettura non comune dei geroglifici egizi).

ilCamminodiMaatIl libro verrà presentato nelle seguenti date:

Domenica 16 Novembre 2014 ore 17:30, Libreria Mondadori, Piazza Barberi 2, Pinerolo.

Mercoledì 3 Dicembre 2014 ore 18:30, Libreria Arethusa, Via Giolitti 18, Torino.

Giovedì 29 Gennaio 2015 ore 18:30, Libreria Linea 451, Via Santa Giulia 40, Torino.

Giovedì 19 Febbraio 2015 ore 18:30, Libreria Fenice, Via Porta Palatina 2, Torino.

Pubblicato “La Luce del Cammino” di Isha Schwaller de Lubicz

Cari amici, siamo davvero felici di informarvi che è stata pubblicata dalla Ester Edizioni la traduzione italiana de “La Lumiére du Chemin” di Isha Schwaller de Lubicz, lo splendido romanzo iniziatico di cui avevavamo parlato anche in un nostro precedente articolo (La Luce del Cammino sorretta da Isha Schwaller de Lubicz).

Luce del Cammino Il testo contiene la presentazione integrale della copertina, presente sull’edizione inglese “Journey into the Light”, ed è stato interamente tradotto dall’edizione originale francese.

Il libro verrà presentato nelle seguenti date:

Giovedì 6 Novembre 2014 ore 18:30, Libreria Arethusa, Via Giolitti 18, Torino.

Sabato 29 Novembre 2014 ore 18:30, Libreria Mondadori, Via Digione 23, Torino.

Giovedì 11 Dicembre 2014 ore 18:30, Libreria Linea 451. Via Santa Giulia 40, Torino.

Sintesi del MAD (Manuale Accalappia Discepoli)

Angolo_Folle_InizioOgni buon lupo travestito da agnello tiene sempre nel taschino un bignami del segretissimo MAD, ispirato dalle scoperte sul funzionamento delle masse ad opera dell’antropologo, psicologo e sociologo Gustave Le Bon compiute a inizio secolo, cui hanno ahimè attinto con ottimi risultati anche Mussolini, Hitler e Stalin.

Nonostante sia passato più di un secolo, i principi delineati nel MAD sono ancora all’avanguardia, e forse proprio per tale ragione ritenuti preziosissimi e segretissimi da coloro che ne detengono una copia. Meno se ne parla e meno li si divulga, meglio è.

Sfortunatamente le opere di Le Bon sono pubblicate e quindi reperibili in qualsiasi libreria, ma grazie al cielo le persone sono pigre, abitudinarie, poco curiose, religiosamente pie e interiormente spente, quindi il rischio che qualcuno possa svelare le carte è molto, molto limitato.

Le persone mangiano sterco tutti i giorni lamentandosene dalla mattina alla sera, ma se qualcuno prova a togliere loro il piatto per offrire altro, si rivoltano con tutta l’indignazione e la rabbia possibili.

Ma io, si sa, sono folle, e dunque butterò via un po’ del mio tempo per delineare qui di seguito gli ingredienti utilizzati dai brillanti oratori spirituali per cucinare quelle pietanze fecali tanto apprezzate e ricercate.

Ecco a voi gli assiomi del segretissimo MAD: Continua a leggere “Sintesi del MAD (Manuale Accalappia Discepoli)”

Il Grande Pellegrinaggio: l’essenza del Sufismo

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Per la tradizione Sufi esistono due tipi di pellegrinaggi: il Piccolo Pellegrinaggio, ossia la visita si luoghi sacri, e il Grande Pellegrinaggio, ossia la ricerca di se stessi. Mentre il primo è consigliato a tutti, il secondo è consigliato solo a coloro che lo desiderano più di ogni altra cosa, e per tale ragione è riservato a pochi, anzi pochissimi (non basta infatti sentirsi religiosi o aderire a scuole spirituali).

Ma per coloro che sono stanchi o insoddisfatti dei piccoli pellegrinaggi, l’essenza del sufismo, non dissimile dall’essenza di qualsiasi altro processo iniziatico, viene in soccorso. Al-Hallaj (858-922) sintetizzò splendidamente i passi da compiere per il Grande Pellegrinaggio, così come sono stati evidenziati da Gabriele Mandel:

1 – “Sconvolgi il tuo parlare e sii assente alle chimere”. Abbandona le frasi fatte e luoghi comuni; usa con cura ed attenzione le parole in base al loro significato profondo. Sottraiti il più possibile dai mille discorsi oziosi, banali e banalizzanti che permeano le tue giornate: pettegolezzi, gossip, discussioni politiche o sportive, filosofie strampalate, lamentele, eccetera… tutti argomenti di cui, in definitiva, non sai nulla, e che poco e nulla potrebbero influenzare la tua crescita interiore. Tutto ciò conduce infatti a mantenere ed alimentare mille illusioni in merito alla vita, a te stesso e agli altri.

Continua a leggere “Il Grande Pellegrinaggio: l’essenza del Sufismo”

“L’Insegnamento di Gurdjieff” di Kenneth Walker

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Kenneth Walker conobbe P. D. Ouspenky nel 1923 e praticò le idee e l’insegnamento di Gurdjieff fino alla sua morte avvenuta nel 1966. I suoi scritti possono essere considerati una valida introduzione a “La Quarta Via” e “Frammenti di un Insegnamento Sconosciuto”.

In tale ottica proponiamo un riassunto schematizzato de “L’insegnamento di Gurdjieff” senza avere l’intenzione di esaurire tutto ciò che può essere detto su questo testo né tantomeno di sostituirci all’autore o al lettore.

Tale lavoro è frutto di una disciplina personale tesa a non lasciare che le suggestioni di un testo si perdano e vengano ridotte a fumosi concetti. La mente è labile e tentare di fissare concetti fondamentali in schemi e mappe può essere un valido strumento personale di disciplinare il “cocchiere della carrozza” secondo la riuscita metafora proposta da Gurdjieff stesso.

Ben venga però se tale lavoro può essere utile a qualche altro ricercatore anche solo per incuriosirsi ed avvicinarsi al testo originale.

Buona lettura e meditazione:

L’Insegnamento di Gurdjieff

Approfondimenti sulla Quarta Via

Enneagrama_GurdjieffCi capita spesso di incontrare studiosi dell’insegnamento di Gurdjieff che maledicono il destino per non essere riusciti ad incontrarlo di persona…

Lo studio, anche approfondito, dei noti libri di Ouspensky La Quarta Via e Frammenti di un Insegnamento sconosciuto – apre le porte verso un affascinante quanto destabilizzante modo di osservare e conoscere se stessi.

Chi comprende l’essenza vitale di questo messaggio ne rimane difficilmente indifferente ed è portato ad approfondirlo ulteriormente leggendo i pochi scritti lasciati da Gurdjieff stesso e le opere dei suoi discepoli più vicini come Jeanne de Salzmann, John Bennett e altri.

Ciononostante, spesso si ha come la sensazione che manchi ancora qualcosa, ulteriori chiavi di lettura per comprendere più a fondo alcuni concetti piuttosto enigmatici. In altre parole, si avverte forse la necessità di capire il modo per renderli pratici, attivi nella propria vita.

È  per tale motivo che siamo onorati e felicissimi di poter condividere con gli interessati una serie di opere uniche nel loro genere: la traduzione esclusiva in italiano dei preziosissimi Commentari psicologici sull’Insegnamento di Gurdjieff e Ouspensky, del Dr. Maurice Nicoll. Continua a leggere “Approfondimenti sulla Quarta Via”

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