“Compi senza rimpianto ottocento buone azioni,Continua a leggere “Wu Cheng-en – In viaggio verso il cielo”
accumula tremila meriti in gran segreto,
ama come te stesso il prossimo e le cose.
Così sarà adempiuto il tuo voto iniziale.
Il gran rinoceronte che non temeva nè armi,
nè acqua o fuoco, è tornato a salire nel cielo.
Il signore Laozi l’ha domato; ridendo
se ne va a cavalcioni del gran bufalo nero.”
Tratto da Wu Cheng’en, Il Viaggio in Occidente, Luni Editrice, Milano, 2021, vol. II, cap. 53.
Diloggún e Patakín: divinazione e storie sacre nella Santería cubana
Una delle caratteristiche del culto della Santería a Cuba è il continuo ricorso dei credenti alla divinazione, in un dialogo vivissimo e costante con le loro Divinità. Gli Orishas, le potenti Entità del pantheon Yoruba, sincretizzate con i Santi della religione cattolica, non sono immaginate lontane e fuori dal mondo, anzi! Esse sono invocate, ospitate in casa, onorate e nutrite con sacrifici di vario genere, ricevute dentro di sé dai praticanti e, soprattutto, sono consultate molto frequentemente.

Uomini o macchine? Uno sguardo all’osservazione sapiente per Gurdjieff e Don Juan

Quando si intraprende un cammino di trasformazione interiore uno degli ostacoli maggiori che si incontrano è rendersi conto di quanto siamo meccanici, di come adottiamo, sin dalla prima infanzia, atteggiamenti dei quali non siamo realmente consapevoli, proprio come macchine; agiamo e pensiamo condizionati da fattori esterni, coltivando l’illusione di compiere liberamente delle scelte, con una nostra volontà, assecondando i nostri desideri. Di fatto non è così.
In questo articolo vogliamo focalizzarci proprio sulla meccanicità dell’uomo, osservandola dal punto di vista della Quarta Via e dello Sciamanesimo Tolteco, due tradizioni distanti in termini spazio-temporali ma che, tuttavia, descrivono l’essere umano e le sue caratteristiche interiori con le medesime finalità.
Continua a leggere “Uomini o macchine? Uno sguardo all’osservazione sapiente per Gurdjieff e Don Juan”5 cose che dovresti considerare prima di scegliere una Scuola spirituale

Lo sappiamo: è un argomento spinosissimo, ma questo post è stato ispirato unicamente dal fatto che molti di voi ci scrivono spesso per chiederci ragguagli in merito alla scelta di una Scuola spirituale. Ad esempio:
Continua a leggere “5 cose che dovresti considerare prima di scegliere una Scuola spirituale”“Come faccio a capire se è una buona Scuola oppure no?”
“Quali sono gli indizi per capire se posso fidarmi?”
È tornato Gesù!

Anno duemilacredici. C’è grande fermento a livello mondiale. Gira in modo sempre più persistente la notizia del ritorno di Gesù.
Inizialmente, i giornali e i media più rappresentativi degli Stati, cercavano di ridimensionare queste voci nel tentativo di farle cadere nell’oblio, ma in poche settimane sono diventate letteralmente incontenibili.
I social impazzano di piccoli video e foto di un ragazzo inuit, piuttosto basso e grassottello, sulla trentina – in uno sperduto villaggio innevato della Groenlandia – mentre parla benevolmente con la sua gente.
Continua a leggere “È tornato Gesù!”Il simbolo del serpente
Il serpente è stato spesso argomento di studio nei secoli e nelle tradizioni che lo hanno associato a concetti come la seduzione e la tentazione (ispirati dalla sinuosità dei suoi movimenti), ma anche a elementi in contrapposizione, come la vita e la morte (grazie alla caratteristica di cambiare pelle per rinnovarla stagionalmente), la guarigione e l’intossicazione (dovuta al suo veleno mortale).
Il serpente non mostra segni del suo sesso, e diviene per questo esempio della coniuctio oppositorum ricavata dalla letteratura alchemica ad indicare l’unione di polarità opposte.
Il suo spostamento è velocissimo nonostante non abbia arti né anteriori, né posteriori; è sufficiente osservarlo nelle opportune occasioni, secondo un movimento sinusoidale.
La comparsa e la scomparsa del serpente sono rapidissime, pertanto si desume che esso viva sia in superficie, sia dentro lo spessore della terra.
Continua a leggere “Il simbolo del serpente”Il simbolo del Leone
Leo autem graece, latine rex interpretatur eo quod princeps sit omnium bestiarum (Il leone in greco significa re in latino perché è il capo di tutti gli animali): con queste parole il Leone viene presentato da Isidoro di Siviglia, uno tra i massimi rappresentanti della cultura medievale che, attraverso opere enciclopediche quali Etymologiae sive Origines – e attingendo a svariate fonti della cultura classica e tardo-romana – ci ha tramandato tutto il sapere della sua epoca.

Dialogo dell’Uomo con il suo BA
Rivolgo ora tutte le mie attenzioni e le mie energie a te, mio BA, affinché le tue parole possano scendere e fluire dentro di me.
Senza di te non posso conoscere i lati nascosti del mio essere, e il mio spirito divino sarebbe destinato ad estinguersi privo di forza come un pezzo di carne.

Sono pronto a pagare il prezzo necessario, perché la tua sapienza è ormai la mia unica ancora di salvezza. Ho deciso di aprirmi a te! […] È ormai diventato troppo faticoso vivere senza poter fare affidamento alla tua presenza.
Continua a leggere “Dialogo dell’Uomo con il suo BA”Quanto è importante l’importanza personale?
L’importanza personale è uno dei nostri peggiori ostacoli sulla via della consapevolezza interiore. Si tratta di ciò che ci fa sentire offesi a causa di presunti fatti e misfatti orditi contro di noi da parte dei nostri simili, spesso per tutta la vita. L’importanza personale è la forma particolare in cui il nostro ego sistema e manipola la realtà, per autoaffermarsi e convincersi di essere reale. Difendere l’ego è infatti la nostra attività principale: consumiamo e sperperiamo un’infinità di energia solo per difendere e curare la nostra immagine, per influire sull’opinione che gli altri hanno di noi, per cercare di essere accettati, malgrado i nostri comportamenti negativi. Questo sperpero di energia, ovviamente, ci indebolisce.
Continua a leggere “Quanto è importante l’importanza personale?”La Cerimonia del Tè: significato e simbolismo
Cha No Yu, meglio conosciuta come Cerimonia del Tè, è considerata una vera e propria arte fondata sulla mescolanza del tè, reso in polvere, mescolato all’acqua calda, densa di un ricco simbolismo e significati culturali.
Continua a leggere “La Cerimonia del Tè: significato e simbolismo”L’essenza del Tao: il movimento (1 parte)
Una delle più grandi differenze tra il nostro pensiero e quello della Cina antica, è che mentre la nostra lingua può essere usata per descrivere a profusione qualcosa di astratto, remoto e intangibile, quella cinese è invece fondamentalmente strumentale e non si preoccupa di scoprire verità teoretiche estrapolate dalla realtà.
Continua a leggere “L’essenza del Tao: il movimento (1 parte)”La Regla De Ocha o Santeria cubana
La Regla de Ocha, o Santeria, è la religione di origine africana più diffusa a Cuba, un luogo dove la spiritualità è molto sentita e vissuta in tanti modi diversi tra i suoi abitanti. Nell’isola sono praticate molte religioni, spesso mischiate tra loro senza alcun tipo di problema, in un clima generale di tolleranza e contaminazioni. Le pratiche magiche ed esoteriche, i culti devozionali e le iniziazioni segrete, le religioni monoteiste e quelle animiche, convivono e si sovrappongono nelle famiglie e nei luoghi di culto cubani.
La Regla De Ocha è un insieme articolato e affascinante che è difficile, quanto inutile, inquadrare in modo schematico. Si può invece provare a seguire le tracce della sua storia e dei suoi significati, per iniziare ad avvicinarsi a qualcosa che si può provare a conoscere ma, con ogni evidenza, ha soprattutto un grande valore esperienziale. La pratica è certamente fondamentale per conseguire il fine del culto, che è la felicità del praticante.
Continua a leggere “La Regla De Ocha o Santeria cubana”Elegguà: l’Orisha bambino che apre il cammino
La Santeria, o come preferiscono chiamarla i santeri cubani Regla de Ocha, è un culto, una filosofia, un riferimento di vita e un sistema di pratiche magiche e oracolari introdotto dagli africani a Cuba nei secoli della tratta degli schiavi. La Santeria si fonda sulla mescolanza, o sincretismo, tra le divinità del popolo Yoruba di origine nigeriana e i santi del cattolicesimo.
Continua a leggere “Elegguà: l’Orisha bambino che apre il cammino”Il quinto Vangelo e l’incredulità di San Tommaso
Dovremmo cominciare a rivedere sotto una nuova luce il detto: “Sei come San Tommaso”, e ritenerlo come un pregio, non come un difetto. Da secoli, e fino ai giorni nostri, è stato usato dai benpensanti per sminuire chiunque provi a mettere in dubbio la loro sacra verità, per chiunque cerchi di approfondire gli argomenti ponendosi domande, studiando sui libri, non accontentandosi delle apparenze e del nozionismo superficiale, ma cercando di costruire un proprio punto di vista il più possibile scevro da ogni condizionamento. È a queste persone, i cercatori, che suggeriamo di leggere il Vangelo di Tommaso.
Continua a leggere “Il quinto Vangelo e l’incredulità di San Tommaso”Il simbolo dell’aquila, la “regina del cielo”
Da sempre l’essere umano osserva la natura e ne individua elementi in grado di rappresentare simbolicamente dei significati profondi. In particolare, è attratto e affascinato dagli animali, tanto da renderli protagonisti di miti, leggende, romanzi. Ma uno in particolare, un maestoso volatile, considerato la regina del cielo, è stato da sempre ammirato e venerato in diverse culture per le sue particolari caratteristiche: si tratta dell’aquila.

Libera di librarsi in volo a quote particolarmente alte nel cielo, l’aquila si contrappone al leone, re degli animali sulla terra. Ha qualità incomparabili: ascende e discende molto velocemente, ha artigli robusti che le permettono di afferrare le prede con una presa potentissima. Ha una capacità visiva molto acuta e non teme la luce del Sole.
Continua a leggere “Il simbolo dell’aquila, la “regina del cielo””Il simbolo del Basilisco
Nei racconti mitologici troviamo spesso animali fantastici, che esistono sul piano simbolico, ma non nella realtà, cui vengono attribuiti poteri particolari. Non è questo il caso del Basilisco, creatura reale, che vanta un nome mitologico e altrettanti poteri simbolici come gli animali fantastici.
Continua a leggere “Il simbolo del Basilisco”La simbologia del drago
La figura del Drago, animale mitico-leggendario, si incontra nell’immaginario collettivo di tutti i popoli. È presente in età classica nel mondo occidentale come creatura malefica, portatrice di morte e distruzione, così come in quello orientale, dove diventa simbolo di saggezza, di potere, di forza vitale e di fertilità. Fiorisce nella cultura allegorica medievale, facilmente rintracciabile sia in campo religioso che in campo araldico.
La sua immagine deriva dalla fusione di plurimi tratti somatici differenti prelevati, di volta in volta, da animali aggressivi (coccodrillo, serpente, leone, dinosauro, ecc.), in sintesi è la figura della bestia avversaria dell’uomo.
Nell’antichità la figura di chi combatte il mostro è tipicamente l’Eroe (Apollo, Perseo, Ercole), mentre nel mondo cristiano medievale la figura del combattente è quella del Cavaliere o del Santo (San Giorgio, l’Arcangelo Michele).
Continua a leggere “La simbologia del drago”Sora Morte, Vita e Sopravvivenza
Da più di un anno l’intera umanità si trova ad affrontare un nuovo virus che ha creato un enorme allarme. Ogni essere umano, individualmente e in gruppo, nell’ambito della propria cultura di riferimento, si trova immerso in un flusso d’informazioni dove la morte è menzionata quotidianamente. Non è più un argomento di cui si parla poco come prima, quasi che non esistesse. Il virus è riuscito a scuoterci dal torpore in cui ci lasciamo a volte vivere, desolatamente inconsapevoli che il tempo a disposizione non è infinito.
Continua a leggere “Sora Morte, Vita e Sopravvivenza”L’invidioso: figlio di un dio minore
Non procura vantaggi, tuttavia in suo nome si è disposti a rovinare, vanificare, distruggere ogni cosa: è l’invidia, un vizio capitale che non obbedisce alle leggi della logica, nè dell’edonismo, nè del profitto. Il mondo dell’invidioso è totalmente privo di ogni piacere, conosce solo rabbia e malanimo.
La Bibbia mostra come l’invidia nasca e si sviluppi all’interno dei rapporti familiari e di quelli più intimi, non risparmiando proprio nessuno. Il libro della Genesi associa ad esempio la fratellanza all’invidia, come ben ci ricordano Caino e Abele (Gn 4), Giacobbe ed Esaù (Gn 27, 1-46) e i fratelli di Giuseppe (Gn 37-50). Da questi rapporti, come nelle storie di molti di noi, sembrerebbe che l’invidia diventi più stritolante proprio tra le persone che più sono, o sono state, vicine.
Se per la psicanalisi la distruttività dell’invidioso riflette la possessività primigenia verso la madre, per Dante si tratta di una sorta di cecità che impedisce di riconoscere il bene.
San Cipriano e san Gregorio Magno hanno anche identificato la fisionomia tipica del povero invidioso, un aspetto affatto gradevole: volto minaccioso, grigiastro, aspetto torvo, denti che stridono, guance cadenti, fauci secche. Nei casi più disperati mani pronte a colpire o parole insensate ricche di un veleno denso e amaro.
Prima o dopo l’invidioso troverà il Continua a leggere “L’invidioso: figlio di un dio minore”
Il simbolo della Fenice
Che la fenice more e poi rinasce,
quando al cinquecentesimo anno appressa
erba né biada in sua vita non pasce,
ma sol d’incenso lacrima e d’amomo,
e nardo e mirra son l’ultime fasce.
Dante Alighieri
Con questi versi Dante descrive la Fenice, uno dei simboli più affascinanti della mitologia egizia: gli egizi identificavano questo maestoso airone con Bennu (dal verbo benu, splendere, brillare, puntare al cielo, librarsi in volo).
Continua a leggere “Il simbolo della Fenice”Il misterioso mondo dell’Araldica
A chi non è mai capitato di soffermarsi ad ammirare uno stemma posto sul portone di un palazzo antico, cercando di comprendere il significato intrinseco di animali o piante o altre raffigurazioni rappresentate nello stesso? O ancora, perché è stato adoperato un colore piuttosto che un altro? Una risposta chiara ce la fornisce una vera e propria scienza ausiliaria della storia che è l’Araldica, uno studio complesso approfondito degli stemmi, nata non per magnificare nobiltà e privilegio, ma per reale necessità di riconoscimento. L’Araldica può essere considerata infatti un vero e proprio codice sociale comunicativo, mediato da segni, posizioni in scudo e colori. Continua a leggere “Il misterioso mondo dell’Araldica”
Le 4 strategie dell’Agguato di Don Juan
Quando un essere umano intraprende la via del guerriero diventa gradatamente consapevole di essersi lasciato per sempre alle spalle la vita ordinaria. Ciò significa che la realtà ordinaria non può più proteggerlo e che per sopravvivere dovrà adottare un nuovo modo di vita. (1)
Attraverso le parole del suo benefattore Don Juan Matus, Carlos Castaneda introduce un concetto fondamentale per coloro che desiderano intraprendere il percorso interiore verso la conoscenza e la libertà: la Via del Guerriero secondo la Tradizione Tolteca. Continua a leggere “Le 4 strategie dell’Agguato di Don Juan”
L’insegnamento spirituale del Covid
Non molto tempo fa, un Rabbi se ne stava seduto con il suo giovane nipote. Il tono della loro conversazione era lieve e riguardava molti argomenti.
Quasi come se parlasse da solo, il Rabbi disse:
“Sai, nipote mio, è possibile apprendere delle grandi verità perfino dalle cose inanimate. Ogni cosa può insegnarci qualcosa.”
Interpretando la dichiarazione del Rabbi come una sfida, il giovane chiese:
“Dimmi, nonno, cosa mai potrei imparare da un treno?”
“Che per un solo secondo potresti perdere tutto”.
“E dal telefono?” chiese subito dopo. “Dimmi cosa mai potrei apprendere dal telefono”.
“Che quello che dici può sicuramente essere udito anche in luoghi distanti da te”.
“Dalla televisione?”
“Che la stupidità di qualcuno può catturare l’immaginazione di molti”.
“Dalla pubblicità?”
“Che i sazi possono essere trasformati in affamati con semplici immagini”.
“Da Internet?” Continua a leggere “L’insegnamento spirituale del Covid”
Alla ricerca dei miti celtici
Stiamo assistendo un periodo di riscoperta del mondo celtico e dei popoli nordici più in generale; popoli che adottavano sistemi di vita e tradizioni differenti da quelli odierni basati sulla cultura romano-cattolica. Un affascinante universo deliberatamente oscurato, conteso con vigore prima dalla spada degli antichi romani e poi dal fuoco dell’Inquisizione, sepolto per secoli sotto l’etichetta di ‘barbaro’. Oggi, questo mondo sta emergendo con forza.
Le motivazioni non sono chiare, forse è il bisogno di risposte alle domande esistenziali alle quali l’odierna società non riesce a rispondere. Viviamo in effetti sulle fondamenta della civiltà romana, dove la competizione, la conquista, il profitto, la lotta per emergere, erano i pilastri fondanti.
Nel passare dei secoli, questi pilastri, si sono rinforzati diventando sempre più sofisticati, parte integrante della nostra vita, al punto tale da pensare che non esista altro stile di vita possibile al di fuori di quello basato sui valori che ci sono stati trasmessi dalla cultura.
L’odierna società non riesce a rispondere alle domande basilari sull’esistenza. Abbiamo tutto dal punto di vista materiale, eppure viviamo sempre come se ci mancasse qualcosa, inseguendo la felicità nella corsa sfrenata alla ricchezza e al successo, cosa che puntualmente non riusciamo ad afferrare anche quando raggiungiamo questi obiettivi.
Ed è appunto su questa via del decadimento del nostro sistema sociale che il mondo celtico torna a parlarci.
I Celti vivevano a stretto contatto con la natura, basando la loro spiritualità su di essa; per templi usavano i boschi, le sorgenti, le cascate, luoghi incantati che venivano custoditi e mantenuti sacri dai loro sacerdoti.
Una società definita Continua a leggere “Alla ricerca dei miti celtici”





