Quel tradimento evolutivo

La parola tradimento evoca nelle nostre menti un significato negativo e un senso di disagio. Chi perpetra il tradimento è, nel nostro immaginario culturale, il peggiore essere umano con cui si possa avere a che fare, così come l’essere traditi una delle più terribili condizioni.

Ma esiste anche un altro significato di tradimento, estremamente più profondo e interessante, che lo pone come vera necessità dell’Anima.

Il rabbino Nilton Bonder, nel suo libro l’Anima Immorale, ci aiuta ad osservare l’infedeltà da questa prospettiva in contro-corrente morale, attraverso la voce della millenaria Tradizione Ebraica.

Per l’autore, infatti,

l’anima produce un desiderio complesso: rendersi immortale attraverso la trasformazione.

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Billy Milligan: noi siamo diversi?

Qualcuno di voi avrà sentito parlare dello strano caso dell’americano William Stanley Milligan, meglio conosciuto come Billy Milligan. Billy era solo un ragazzo quando, alla fine degli anni 70, si rese colpevole di diversi reati, tra i quali stupro e rapina a mano armata.

Il caso suscitò molto clamore perché, per la prima volta negli Stati Uniti, una persona fu assolta per un’infermità mentale ancora poco conosciuta, nonostante l’evidenza di colpevolezza. La corte non lo ritenne in grado di intendere e volere, infatti, a causa della “malattia mentale” chiamata disturbo di personalità multipla.

Questo disturbo porta la persona ad una frammentazione d’identità tale per cui si trovano a convivere nello stesso corpo più personalità, anche molto diverse tra loro.

Questo caso scatenò un forte contrasto nell’opinione pubblica americana, sia dal punto di vista politico che giudiziario. Molti credevano infatti che Billy fingesse di essere dissociato per fuggire alla galera, mentre i suoi psichiatri e avvocati, che ebbero modo di conoscerlo a fondo, videro in lui una persona da aiutare; quella di “Billy”, infatti, era soltanto una delle molteplici personalità che vivevano all’interno dello stesso corpo, formato in realtà da ben ventiquattro diverse persone.

Una bellissima descrizione della storia di Milligan, la possiamo trovare nel libro di Daniel Keyes: Una stanza piena di gente. Una breve descrizione è inoltre offerta dal filmato in fondo a questo articolo.

Il libro di Keyes racconta con dovizia di particolari la vita di questo ragazzo, partendo dalla difficile infanzia sino ai 27 anni quando uscì definitivamente dal manicomio criminale; il libro fu scritto dall’autore dopo aver frequentato Billy nei diversi ospedali e carceri dove si era trovato interdetto.

Ognuna delle personalità di Billy aveva aspetti completamente differenti l’una dall’altra: alcune erano Continua a leggere “Billy Milligan: noi siamo diversi?”

La Qabbalah in cucina

E chi lo dice che l’alimentazione non ha valenze esoteriche (= interiori) profonde? A meno che non ci consideriamo alla stregua di macchine che devono ingurgitare semplice carburante per muoversi, le nostre abitudini culinarie possono dirci molte cose preziose su di noi.

Quando mangiamo, lo facciamo per ragioni che nulla hanno a che vedere con la sola e semplice fame. Mangiamo (o ci precludiamo di mangiare) per dimostrare qualcosa, per esprimere qualcosa, per evitare qualcosa, per controllare qualcosa, per reprimere qualcosa; solo rare volte lo facciamo coscientemente per gioire della vita con gratitudine.

Una storia chassidica ben rappresenta questo concetto:

A un neonato affamato, infreddolito, solo, spaventato o confuso dall’ambiente in cui si trova, la madre offre cibo e conforto. Il bimbo torna a sentirsi bene. E noi adulti che cosa facciamo quando abbiamo fame? Apriamo il frigorifero. Quando abbiamo freddo? Apriamo il frigorifero. Quando ci sentiamo soli? Apriamo il frigorifero. Quando non sappiamo quel che avviene nel mondo? Apriamo il frigorifero. Quando vogliamo ritrovare il contatto con il nostro vero io? Apriamo il frigorifero. È giusto che un neonato cerchi la soddisfazione di tutti questi bisogni nel seno della madre, che è la risposta a tutti i suoi problemi. Ma da adulti non possiamo aspettarci che tutte le soluzioni arrivino attraverso un unico canale. Cercando una soluzione immediata tutti i nostri problemi, abbiamo puntato in un’unica direzione mentre, in realtà, avremmo dovuto imboccarne molte altre. Continua a leggere “La Qabbalah in cucina”

Mangia quello che vuoi, ma…

È forse questo post una pubblicità per il vegetarianesimo? No. Siamo noi forse dell’idea che le persone che mangiano carne sono brutte e cattive, oppure che sia loro preclusa ogni possibilità di crescita interiore? Certo che no.

Chiunque cerchi informazioni su quanto sia giusto e sano mangiare vegetariano, troverà una mole di studi scientifici, testimonianze e pubblicazioni a favore. Il problema è che anche chi cerca le prove di quanto sia bello e naturale mangiare cibi animali troverà altrettante prove a sostegno di questa opposta visione.

Insomma, possiamo metterci il cuore in pace sul fatto che non troveremo mai le prove oggettive della scelta alimentare più giusta.

Per quanto ci riguarda il problema non è aderire fanaticamente a un punto di vista piuttosto che un altro, ma nasce ancora prima ed affonda le radici nella naturale tendenza a non volersi porre troppi problemi e non volersi assumere le proprie responsabilità, cullando e difendendo la propria ignoranza per paura di approfondire. Occhio non vede, cuore non duoleContinua a leggere “Mangia quello che vuoi, ma…”

Chi di voi lo conosce?

Dopo avervi “presentato” poco tempo fa il misterioso Chouchanì, oggi vorremmo porre alla vostra attenzione un’altra figura estremamente enigmatica quanto affascinante. Stiamo parlando di Cagliostro.

Tutti conoscono il suo nome, protagonista indiscusso – nel bene o nel male – di molte opere cinematografiche, fumetti o libri che trattano di esoterismo. Ma siamo veramente sicuri di conoscerlo al di là del confuso immaginario collettivo?

Certamente, come disse lui stesso davanti all’Inquisizione: “la verità su di me non sarà mai scritta, poiché nessuno la conosce”.  Possiamo però cercare di non accontentarci delle parziali e fuorvianti informazioni sul suo conto e mantenere perlomeno vivo il mistero della sua identità.

Immaginiamo un uomo molto scomodo in un’epoca (fine ‘700) in cui la nobiltà d’Europa detiene ancora il potere elitario su un popolo sempre più affamato e stanco, e in cui la Chiesa ancora controlla la psicologia delle masse con la politica del terrore della “Santa” Inquisizione.

Immaginiamo un uomo (e una donna, non dimentichiamo la moglie Serafina sempre al suo fianco) che libero dalle paure gira incessantemente l’Europa per portare ovunque sollievo e speranza alle persone semplici, cercando impavido di scuotere anche le coscienze di tutti coloro che incarnano il potere.

Immaginiamo un uomo che cerca di portare un nuovo messaggio di dignità per l’essere umano, fondato sul principio di Libertà, Uguaglianza, Fraternità. Voi sapevate infatti che il motto della Rivoluzione Francese è stato preso proprio dai suoi insegnamenti? Continua a leggere “Chi di voi lo conosce?”

L’Enneagramma del Cercatore

L’Enneagramma è un simbolo portato alla luce da Gurdjieff e che racchiude in sé molteplici segreti. Ogni avvenimento può essere rappresentato al suo interno, tramite l’analogia micro-cosmo e macro-cosmo. Attraverso il suo studio siamo in grado di capire come la legge di causa ed effetto, che è alla base di ogni avvenimento, non funziona come noi potremmo pensare attraverso una logica lineare, ma piuttosto attraverso una serie di correlazioni non lineari che possiamo decifrare solo attraverso il simbolo stesso.

Non potendo ovviamente illustrare in modo esaustivo tutte le sfumature dell’Enneagramma, cercheremo qui di seguito di evocarne le geniali possibilità di analisi ed applicazione. La nostra speranza è anche quella di spingere la dignità di questo simbolo un po’ oltre le sue solite interpretazioni, che lo vedono spesso limitato (e a nostro avviso anche sciupato) con l’associazione ai diversi tipi di personalità.

Ma veniamo a noi… l’Enneagramma si compone di tre figure fondamentali:

  • Il cerchio rappresenta la manifestazione della divinità (o Intelligenza Universale) in questo piano di vita; la sua circonferenza simboleggia una specifica quantità di tempo e la sua area un determinato spazio. Matematicamente è rappresentato dal numero 1. Al suo interno abbiamo lo sviluppo di due figure che possono essere comprese attraverso due leggi.
  • Il triangolo rappresentato dalla Legge Del Tre: la legge fondamentale che crea tutti i fenomeni nella loro diversità. Si esprime matematicamente attraverso il numero 3.
  • L’esade rappresentata dalla Legge del Sette o dell’Ottava: che controlla lo sviluppo di ogni singolo evento sul piano della Manifestazione. Si esprime matematicamente attraverso il numero 7.

Consideriamo ora la circonferenza come lo stato di partenza.  Continua a leggere “L’Enneagramma del Cercatore”

Cercasi veri discepoli

Se io fossi un maestro, un vero maestro intendo, di quelli con il solo fine di aiutare il prossimo e di trasmettere la conoscenza che hanno a loro volta ricevuto, assimilato e sperimentato… un maestro di quelli a cui non importa nulla del riconoscimento e della notorietà, ma che sono solo interessati al fatto che il loro insegnamento possa finire in buone mani… beh, in questo caso cercherei dei veri discepoli.

Non andrei mai in giro a pubblicizzare le mie conoscenze, ma lascerei che siano i veri discepoli a cercarmi, attratti dal mio esempio di vita e non dai miei slogan sulle locandine.

Se qualcuno mi chiedesse ad esempio: “Quali sono i tuoi titoli e le prove della tua sapienza?”, mi fingerei un povero ebete, poiché a nulla condurrebbe il concentrarsi sull’apparire.

Non selezionerei i veri discepoli dal loro grado di intelligenza e dalla loro cultura personale, ma dalla loro buona volontà a rimettere in discussione tutto quello che sono convinti di essere e di sapere.

Se qualcuno mi dicesse ad esempio: “Sono molto preparato, ho già letto questo e quello e ho seguito questo e quell’altro seminario”, gli strapperei di dosso ogni mostrina che si è appeso al petto e lo metterei subito a pulir latrine.

Non metterei ovviamente mai in vendita il mio insegnamento, ma pretenderei dai veri discepoli un grande impegno e una grande serietà nel volerlo apprendere e trasportare nella loro vita.

Se qualcuno mi dicesse ad esempio: Continua a leggere “Cercasi veri discepoli”

Nostalgia dei cavalieri

Nella nostra epoca così evoluta, ricca di tecnologia, d’innovazione e di progresso, sembriamo aver perso un senso molto caro ad alcune tradizioni passate: il senso della vergogna.

Ci vergogniamo solo di avere i capelli fuori posto, la giacca fuori moda o la macchina sporca, ma in quanto al mentire, al tradire, al promettere e non mantenere, all’approfittarsi della generosità altrui senza riconoscenza, ben poco ci importa.

Nostalgia del Codice dei Cavalieri.

Quel che conta è soddisfare i propri interessi, sopravvivere giorno dopo giorno senza badare ad altro. Costruiamo rapporti solo per utilità personale, per poi sparire alla prima difficoltà. Ci muoviamo sul palcoscenico della vita con meticolosa ed ossessiva attenzione verso i passi falsi degli altri, ma ci copriamo gli occhi davanti ai nostri.

Se qualcuno cercasse di vivere secondo regole di altri tempi, in controcorrente con la tendenza attuale, potrebbe forse essere considerato folle, troppo “rigido” o utopista, ma un tempo non era così.

Vi era un’epoca in cui la parola data, la dignità e la verità erano considerati i principi vitali più importanti, e si poteva anche morire per difenderli. Era l’epoca dei cavalieri, così come viene magistralmente evocata da Gaspare Cannizzo nel libro Cavalleria e Cavalieri.

Continua a leggere “Nostalgia dei cavalieri”

Chi conosce Monsieur Chouchanì?

Avete presente la comune concezione di maestro spirituale? Bello, elegante, con un sorriso zuccheroso sempre stampato sulla faccia, spargitore di concetti buonisti infarciti di parole amorevoli, umilmente alla ricerca di fama e notorietà, con il conto in banca proporzionale al non-attaccamento dei suoi devoti?

Bene, questo è proprio quel genere di immagine che ci fa rabbrividire molto di più del freddo intenso di questi giorni. La nostra unica consolazione è il pensiero che questi personaggi siano in realtà maestri illuminati che recitano (benissimo) questo ruolo per mettere alla prova il genere umano e fargli toccare con mano la sua follia. Un insano pessimismo ci fa però dubitare di questa ipotesi…

Se proviamo però a spingerci un po’ oltre la nebbia della spiritualità annacquata cui siamo ormai assuefatti, possiamo intravedere delle luci abbaglianti che attraggono ma allo stesso tempo terrorizzano, perché destabilizzano le nostre confortanti idee di conoscere già la verità della vita o, al contrario, che tale verità sia un’illusione.

Ci sono esseri che lasciano impronte indelebili del loro passaggio su questa terra. E sembrerebbe che più queste impronte sono profonde, più l’identità di tali esseri rimane volutamente ignota e nascosta.

È questo il caso di colui che si faceva chiamare Monsieur Chouchanì (il vero nome non si saprà mai). Spuntato improvvisamente dal nulla nella Parigi del dopoguerra e sparito nel nulla nello stesso modo, è considerato da molti come uno dei più grandi enigmi irrisolti del XX secolo.

Un clochard senza età, senza patria, senza dimora, Continua a leggere “Chi conosce Monsieur Chouchanì?”

Attenti a non salvare il drago…

Dalle torri del suo castello, un re vede arrivare il suo prode cavaliere. Questi cavalca un destriero e, tutto contento, tiene in braccio un drago. Il re gli urla: “Cretino, la tua missione era uccidere il drago e salvare la fanciulla!!!”

Sotto sotto, tutti noi ci sentiamo dei valorosi cavalieri alla ricerca della fanciulla (o fanciullo). Ci piace sognare di essere degli amanti perfetti, senza macchia, con il cuore colmo di amore e di coraggio, pronti a dare la vita per questi sentimenti.

E ogni volta che si scatena la nostra ira e il nostro malumore, ogni volta che svalanghiamo di improperi qualcuno (direttamente o alle spalle), siamo sicuri di farlo proprio per difendere l’amore.

Poi però, ogni tanto, forse per sbaglio, incrociamo sulla nostra strada qualcuno che ascolta con attenzione i racconti delle nostre gesta eroiche e delle ingiustizie che subiamo tutti i giorni proprio a causa della nostra purezza d’animo e della nostra missione: trovare e salvare la fanciulla.

Ma questo qualcuno, a differenza di altri valorosi cavalieri come noi, osa porci la fatidica e tanto scomoda domanda: “Scusa, ma allora perché tieni in braccio un drago e lo stai coccolando?”

Ma noi non ci facciamo certo destabilizzare da una domanda oltraggiosa come questa, e la nostra risposta è sempre pronta. Con veloce agitazione tiriamo fuori dalla tasca una piccola foto accartocciata e la mostriamo con soddisfazione: “Ecco, questa è la fanciulla che sto cercando ed è verso di lei che è rivolto il mio amore.”

“Molto bella”, osserva lui, “e come si chiama?”. Continua a leggere “Attenti a non salvare il drago…”

Accumulatori ed Energia – La Quarta Via (cap. 24)

 

Se perdete energia in emozioni negative, o in azioni meccaniche, nel pensare meccanico, allora è perduta. Se però usate l’energia per lottare contro la meccanicità, la riavete. Questo è il modo con cui l’energia viene accumulata.

P.D. Ouspensky [1]

Noi vogliamo fare, ma in tutto ciò che facciamo siamo legati e limitati dalla quantità di energia prodotta dal nostro organismo. Ogni funzione, stato, azione, pensiero, emozione necessita di una certa energia, di una certa sostanza determinata.

Cosa deve fare dunque un uomo quando incomincia a rendersi conto che non ha abbastanza energia per raggiungere lo scopo che si è fissato? La risposta a questo interrogativo è che ogni uomo normale ha abbastanza energia per cominciare il lavoro su di sé. È necessario soltanto che egli impari ad economizzare, in vista di un lavoro utile, l’energia di cui dispone, e che, la maggior parte del tempo, dissipa in pura perdita.

L’energia viene soprattutto spesa in emozioni inutili e sgradevoli, nell’ansiosa attesa di cose spiacevoli possibili ed impossibili, consumata dai cattivi umori, dalla fretta inutile, dal nervosismo, dall’irritabilità, dall’immaginazione, dal sognare ad occhi aperti e cosi via. L’energia viene sprecata da un cattivo lavoro dei centri; dalla tensione inutile dei muscoli, sproporzionata rispetto al lavoro compiuto; dal perpetuo chiacchierare, che ne assorbe una quantità enorme, dall’interesse accordato ininterrottamente alle cose che accadono intorno a noi o alle persone con le quali non abbiamo nulla a che fare e che non meritano nemmeno uno sguardo; dallo sciupio senza fine della forza di attenzione; e via di seguito. Continua a leggere “Accumulatori ed Energia – La Quarta Via (cap. 24)”

Abbiamo tutti un cuore grande come un pesce

Da un meticoloso sondaggio risulta che tutte le persone sanno esattamente cosa significa la parola amore, e tutte ne sono ricolme e sempre prodighe a distribuirlo attorno a sé.

Purtroppo dallo stesso sondaggio emerge anche che (tutte) le stesse persone si lamentano di non riceverne altrettanto, ma anzi di essere pure e semplici colombe in un mondo di egoisti e viscidi serpenti, approfittatori senza scrupoli degli altrui sentimenti.

Emergono comunque per deduzione tre incoraggianti evidenze:

  • il mondo è pieno di persone pure, integre e colme di magnifici e radiosi sentimenti;
  • anche tu che stai leggendo (statisticamente) fai certamente parte di queste persone;
  • i “serpenti” avidi, ingrati ed egoisti dovrebbero invece essere pochissimi, dato che noi non ne abbiamo ancora incontrato uno nei nostri sondaggi (forse si nascondono perché si vergognano, oppure sono solo leggende metropolitane).

Ma nel caso in cui questo articolo possa finire per sbaglio davanti agli occhi di una di queste rarissime e ipotetiche persone spregevoli, ecco che allora ci sentiamo in dovere di farle riflettere raccontando una storia del Rabbi Mendel di Kotz.

Egli incontrò un giorno un ragazzo che si stava godendo il suo piatto di pesce e disse al ragazzo: “Perché stai mangiando quel pesce?”

E il ragazzo rispose: “Perché io amo il pesce!”

E lui rispose: Continua a leggere “Abbiamo tutti un cuore grande come un pesce”

Felicità: un prato verde da brucare

“In verità in verità vi dico, se il chicco di grano essendo caduto in terra non muore, esso rimane solo; ma se muore, porta molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde, e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna.” (Gv 12,24).

La cultura odierna ci chiede di essere buone pecorelle, dedite al pascolo; ci procura della buona erbetta tutti i giorni, importante solo non alzare la testa e continuare a brucare, mangiare più velocemente possibile, altrimenti si corre il rischio che arrivi qualcuno a portarci via la nostra razione quotidiana.

Il messaggio per tutte le pecore è chiaro: Felicità, un prato verde da brucare. In altre parole, lottare per attirare le attenzioni e le ammirazioni altrui, cercando di essere sempre più belli, più ricchi, più intelligenti degli altri; cercare di conquistare ogni giorno una porzione di mondo in più, per sentirci più potenti e al sicuro.

Poi leggiamo il passo del Vangelo di Giovanni, e ci chiediamo: cosa voleva dirci?

Proviamo per un attimo, nella parabola presa in riferimento, ad associare l’uomo al chicco di grano. Questo chicco si adatta al piano di vita in cui nasce ma, nonostante sia circondato da altri migliaia di chicchi, si sente solo, e questa solitudine è forse data dalla lontananza da un piano divino differente, la casa del Padre. Continua a leggere “Felicità: un prato verde da brucare”

Il Raggio di Creazione – La Quarta Via (cap. 23)

Il mondo ha bisogno di certe vibrazioni che vengono prodotte solo quando alcune persone lavorano intenzionalmente.

Ravindra [1]

Normalmente nessuno ha difficoltà ad ammettere che l’Universo sia il prodotto di una creazione. Per esempio, le persone religiose dicono che Dio creò l’universo. I cristiani parlano della Trinità, ma tra le nozioni di Dio e di Trinità non si vede nessuna relazione. Così, quantunque si sia pensato che la creazione non abbia nessuna relazione con la Trinità, non si vede l’inevitabile conseguenza delle Tre Volontà che agiscono nella creazione.

Pensiamo semplicemente che Dio creò tutto, per così dire, intorno a Lui, come se la creazione fosse un mucchio di giocattoli e che nessuna legge sia stata messa in opera. Di conseguenza, siamo portati a credere che la Volontà di Dio sia in diretto contatto con tutto il creato ed anche che sia a capo di tutto il creato. Si omette di pensare al significato della Trinità, e cioè che le Tre Forze primordiali o Tre Volontà siano a capo della creazione, e così si crede che la Volontà di Dio arrivi direttamente ad ogni cosa creata.

(…) [In realtà] come lo spiega un antico adagio: “Dio è difficile comprenderLo perché per prima cosa Egli è Uno, e poi Tre e poi Sette”.

Il Raggio di Creazione spiega che la prima Triade di tre forze proviene dall’Assoluto e crea il Primo Ordine dei Mondi, che sta sotto tre leggi, cioè le Tre Volontà della Triade Primordiale. [2] Continua a leggere “Il Raggio di Creazione – La Quarta Via (cap. 23)”

Fernand Peyrot: un guaritore del nostro tempo

Nonostante l’avanzare della tecnologia e della scienza, il numero dei malati e delle malattie non sembra diminuire proporzionalmente ma, anzi, continua ad aumentare. Non possiamo quindi negare di trovarci davanti a una crisi della medicina “ufficiale”.

Molti specialisti del settore hanno iniziato a chiedersi se l’attuale approccio allopatico non sia da rivedere, riconoscendo nel paziente un essere umano da considerare nella sua interezza di persona, e non un organismo biologico da catalogare a seconda dei sintomi che presenta.

Questo cambiamento richiederà certamente un lungo percorso, ma se oggi molte persone hanno la libertà di scegliere come curarsi, lo dobbiamo a dei pionieri, uomini e donne straordinari che negli anni passati hanno avuto il coraggio di tracciare una nuova strada, oltrepassando frontiere considerate invalicabili, vedendo la malattia come un’opportunità per conoscere se stessi, e la guarigione come il superamento delle proprie paure e dei propri conflitti.

Tra questi uomini siamo felici di aver conosciuto Fernand Peyrot, iridologo, vero pioniere della medicina naturale italiana, che a 82 anni d’età, il primo weekend di inizio Marzo, ha lasciato questo mondo.

Alcuni di noi dell’Associazione Per-Ankh lo conoscevano da tempo, altri lo avevano incontrato per la prima volta negli ultimi mesi dell’anno scorso nel suo studio/laboratorio a Luserna San Giovanni in Val Pellice dove, circondato da libri, incontrava i suoi pazienti. La diagnosi cominciava con la sua stretta di mano, cordiale e attenta, che avveniva mentre fissava profondamente negli occhi, capace di cogliere i più profondi stati d’animo. Continua a leggere “Fernand Peyrot: un guaritore del nostro tempo”

La fragilità del Cristianesimo

Inutile negare che la nostra cultura religiosa è particolarmente egocentrica e ignorante. Due aspetti in contrasto proprio con il messaggio cristiano, ma soprattutto apparentemente in contrasto tra loro. Si sarebbe infatti portati a pensare che sia una certa dose di conoscenza a gonfiare di orgoglio e superbia, eppure le cose non stanno esattamente così.

Se ci fermiamo solo un attimo ad ascoltare ciò che Madre Coscienza-Cultura ci sussurra, il messaggio è chiaro: la nostra religione è la migliore, storicamente inattaccabile e teologicamente più avanzata.

Questo dato di fatto interiore è talmente scontato che non ci preoccupiamo di nulla, e non stiamo parlando di effettuare ricerche approfondite sui testi dei Padri della Chiesa: la maggior parte di chi si reputa cristiano con forza e convinzione non ha mai letto neanche una volta il Vangelo, per non parlare della Bibbia…

Ecco allora che appare sulla scena un certo Mauro Biglino il quale, con onestà intellettuale, coerenza metodologica e soprattutto dopo decenni di studi accurati, afferma che le traduzioni della Bibbia propinate da secoli sono fuorvianti e strumentalizzate. Davanti alla sua dichiarazione che “la Bibbia non parla di Dio” si ergono cori di indignati e irritati, feriti nell’amor proprio di una religione nella quale si identificano senza nemmeno conoscerla.

È anche curioso osservare quale drammatico shock provoca un’altra delle sue affermazioni secondo cui “non esistono prove storiche dell’esistenza di Cristo, quindi potrebbe trattarsi di un mito” , davanti alla quale lo sdegno è forse la reazione più blanda. Destabilizzando la storia, si destabilizza anche la fede. È tutta una questione di storitualità. Occorre allora porsi alcune domande.

Ad esempio: per quale motivo se diciamo a un cristiano che Cristo non è mai esistito, gli provochiamo un trauma spirituale, mentre se diciamo a un induista che Krishna non è mai esistito, lui sorride quasi compiaciuto e saldo nella sua fede? Continua a leggere “La fragilità del Cristianesimo”

Idrogeni ed impressioni – La Quarta Via (cap. 22)

Quando siamo completamente sotto il potere delle influenze inferiori, ciò che è in alto non può raggiungerci.

J. de Salzmann 1

Secondo il Sistema teorizzato da Gurdjieff, tutto ciò che esiste nell’Universo è formato da vibrazioni più o meno dense. Maggiore è la densità di vibrazione e minore è la densità della materia, più la materia è sottile e rarefatta più sarà alta la densità di vibrazioni. Un pensiero, ad esempio, ha un’alta densità di vibrazioni; un pezzo di ferro avrà al contrario una densità di vibrazioni molto basse.

Nella più densa delle materie concepibili, le vibrazioni rallentano e arrivano pressoché ad un punto morto. La materia più sottile corrisponde, di conseguenza, alla più alta densità di vibrazioni.

Il massimo di densità di vibrazioni – e quindi il minimo di densità di materia – è rappresentato come forza attiva nell’Assoluto dal primo Carbonio (C) indicato con il numero 1. Continua a leggere “Idrogeni ed impressioni – La Quarta Via (cap. 22)”

Avvicinarsi alla Magia (secondo Dion Fortune)

hekaScrisse un giorno Dion Fortune:

“I motivi per cui le persone intraprendono lo studio della magia sono molteplici. Alcuni ne amano la spettacolarità. Altri il mistero fine a se stesso. Alcuni cercano di penetrare i segreti della vita e dell’Invisibile.

La ragione più valida, e la più diffusa, è il desiderio di meglio comprendere la vita e l’universo in modo da meglio affrontarli, ed è a coloro che leggono queste righe per la sopracitata ragione che vorrei rivolgermi.

Il sensazionalista, il cacciatore di misteri, lo speculatore intellettuale non mi interessano, e non avrei nulla di interessante da offrire loro.

A quanti ricercano la conoscenza allo scopo di risolvere i problemi della vita, dirò: venite, parliamone insieme.

Riguardo la tradizione magica, i suoi insegnamenti e le sue applicazioni pratiche, posso offrire l’esperienza di una vita trascorsa sul Sentiero. E mai li ingannerò asserendo qualcosa di cui non abbia fatto personale esperienza, ma sempre ne esibirò le prove.” Continua a leggere “Avvicinarsi alla Magia (secondo Dion Fortune)”

Prescelti!

presceltiSiamo tutti alla ricerca della santità. Basta che ci fermiamo un attimo per far passare qualcuno sulle strisce pedonali, e già ci sentiamo dei supereroi.

Qualsiasi sia la nostra scelta di vita, in qualsiasi luogo andiamo, ci sentiamo seduta stante i prescelti, insufflati da un alito divino che sicuramente il nostro capo sul lavoro o il nostro guru spirituale sapranno riconoscere (se sono veri manager o veri guru, ovviamente).

Sfortunatamente, questo virus colpisce nella maggior parte dei casi i cosiddetti “cercatori spirituali”.

Abbiamo un estremo bisogno di essere riconosciuti dagli altri nelle nostre attività, di essere apprezzati. Più riceviamo questo tipo d’energia, più ripetiamo il mantra a tutti noi familiare: “Finalmente ho trovato la mia strada, finalmente posso realizzarmi”.

Ci accontentiamo delle briciole sotto il tavolo spacciandole per pietre preziose, mendicando una parola gentile, uno sguardo d’ammirazione per il quale siamo disposti ad indossare la maschera più adatta alla situazione.

Quale bisogno può averci portato in questa direzione?

Innanzitutto la ferita psicologica che tutti i bambini si portano nella loro vita: non esserci sentiti (abbastanza) amati. Ciò ci conduce a ricercare in seguito questa attenzione dagli amici, dal compagno o dalla compagna, e addirittura dagli estranei.

Un altro bisogno è collegato al fatto di aver intravisto la verità spirituale della propria nullità, prendendo coscienza di un certo vuoto interiore che spaventa non poco. Così, per non guardare in fondo al “pozzo”, per negazione, rincorriamo l’idea di essere dei prescelti, di essere già speciali così come siamo, aggrappandoci a qualsiasi possibile segno divino che certifichi tale idea. Questa illusione ci dà un attimo d’ossigeno, un po’ di distrazione nell’affrontare realmente la domanda: “Chi sono io?”. Continua a leggere “Prescelti!”

Ballando sotto le sette

Angolo_Folle_InizioNon so se ci avete mai fatto caso, ma si coglie un’insolita anomalia di fondo quando si sente parlare di sette, lavaggi del cervello e plagi psicologici. La faccenda è piuttosto buffa, eppure quasi nessuno la considera da un punto di vista diverso dal solito…

Già, perché, ad esempio, quando un mio amico diventa vegetariano e smette di andare a messa, ecco, si sarà certamente fatto frullare il cervello da qualcuno che gli ha rubato la libertà di mangiarsi la bistecca e di ascoltarsi Radio Maria. Allora mi scatta lo spirito missionario di salvargli l’anima e di riportarlo sulla santa via della ragione.

Non è possibile che la carne non gli piaccia, o che addirittura abbia fatto una scelta etica diversa dalla mia. No! La carne deve piacergli perché è buona, e deve mangiarla perché la mangiano tutti. Questa è libertà!

Non è possibile che non creda più alla religione più giusta di tutte. No! E poi cosa penseranno e diranno di lui i suoi parenti, i suoi amici, il parroco, la gente del suo paese o del suo quartiere? Non scherziamo, deve dimostrare di essere libero e continuare a portare avanti le solite abitudini per non essere giustamente giudicato (male).

Il mio amico deve capire che le persone, le letture o le riflessioni che gli hanno fatto compiere certe scelte, sono certamente pericolose. Di questo passo finirà col farsi mangiare il cuore in qualche rito satanico o, peggio ancora, ritrovarsi seduto in un ristorante tipico toscano a mangiarsi un’insalatina scondita invece che una bella fiorentina al sangue! Continua a leggere “Ballando sotto le sette”

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