Atteggiamenti positivi e negativi nella Quarta Via

Il cambiamento inizia quando si prendono le cose comuni in modo nuovo.

M. Nicoll (1)

ATTEGGIAMENTI POSITIVI

LA SERIETร€

Dobbiamo lottare per liberarci se vogliamo lottare per conoscerci. Conoscere e sviluppare se stessi costituiscono un impegno cosรฌ importante e cosรฌ serio, cui bisogna dedicare uno sforzo cosรฌ intenso, che assumerselo nel modo solito, in mezzo a tutte le altre cose, รจ impossibile. Lโ€™uomo che si assume questo impegno deve metterlo al primo posto nella propria vita, perchรฉ la vita non รจ cosรฌ lunga da poterla sprecare in cose inutili.

Che cosa permetterร  allโ€™uomo di consacrare utilmente il proprio tempo alla ricerca, se non la libertร  da ogni attaccamento? Libertร  e serietร . Non la serietร  delle sopracciglia aggrottate, delle labbra tirate, dei gesti accuratamente calcolati, delle parole misurate fra i denti, ma la serietร  che vuol dire determinazione e perseveranza nella ricerca, intensitร  e costanza, in modo che lโ€™uomo, anche nei momenti di riposo, persegua il suo obiettivo principale. (2)

La serietร  รจ spesso definita come unโ€™attitudine seria verso le cose. In realtร  รจ esattamente il contrario. Avere unโ€™attitudine seria verso le cose non significa assolutamente essere seri, essendo stabilito che tutta la questione รจ di sapere verso quali cose. Un grandissimo numero di persone ha un atteggiamento serio per cose insignificanti. Si puรฒ forse dire che siano seri? Certamente no.

Lโ€™errore proviene dal fatto che il concetto serio รจ preso in senso troppo relativo. Quanto รจ serio per lโ€™uno non lo รจ per lโ€™altro e viceversa. In realtร , serio รจ uno di quei concetti che non possono mai in alcuna circostanza essere assunti in senso relativo. Una sola cosa รจ seria per tutti ed in ogni tempo.

Lโ€™uomo puรฒ rendersene piรน o meno conto, ma la serietร  delle cose non sarร  minimamente alterata per questo. Se lโ€™uomo potesse comprendere tutto lโ€™orrore della vita delle persone ordinarie che girano in tondo in un cerchio di interessi e di scopi insignificanti, se potesse comprendere ciรฒ che perdono, comprenderebbe che non vi puรฒ essere che una sola cosa seria per lui: sfuggire alla legge generale, essere libero.

Per un uomo in prigione e condannato a morte, cosa puรฒ esservi di serio? Solo una cosa: come salvarsi, come fuggire. Nientโ€™altro รจ serio. (3)

LA SINCERITร€

Le persone non realizzano il posto immenso che nella loro vita prende la menzogna, o per lo meno la soppressione della veritร . Sono incapaci di essere sincere sia verso se stessi che verso gli altri. E non comprendono neanche che imparare a essere sinceri quando ciรฒ รจ necessario, รจ una delle cose piรน difficili al mondo. (4)

Il Lavoro si basa sulla sinceritร  interiore. Uno sforzo che nasce dalla sinceritร  interiore e da unโ€™infrangibile valutazione del Lavoro, produrrร  un cambio dโ€™essere e cambierร  la posizione dellโ€™uomo nellโ€™universo, perchรฉ รจ qualitativo, e si distingue da qualsiasi quantitร  di sforzi esterni, mancanti di sinceritร  o deboli. Per tale motivo in questo Lavoro si porta la gente al punto di decisione. Questo significa che tutto lโ€™esterno, ad un certo punto, gli sarร  contrario, e cosรฌ ci saranno molti motivi di lamentela e di critica e una quantitร  di ragioni per trovare difetti negli altri โ€“ e, di fatto, questo punto puรฒ essere creato artificialmente, se non nasce inevitabilmente, come succede in generale. Poi tutto dipende da cosa il Lavoro ha fatto nascere in loro ed รจ veramente interiore: se รจ cosรฌ, lo sforzo conduce veramente ad un cambio di essere โ€“ cioรจ, ad una nuova crescita dellโ€™essenza โ€“ perchรฉ si fa a spese della personalitร . Una volta Gurdjieff disse:

Dobbiamo arrivare ad un punto nel Lavoro, in cui anche se troviamo ostacoli e ritorsioni, mai dobbiamo dimenticare il nostro scopo. Qui รจ dove si presenta la nostra attitudine verso il Lavoro โ€“ per questo Lavoro eterno. Non รจ evidente che un tale momento esige lo sforzo piรน qualitativo e sincero? Se la nostra attitudine รจ superficiale, come lโ€™affronteremo? Pensiamo, senza che nessuno ci aiuti, a cosa significa questo e su cosa si basa il Lavoro โ€“ il cambiamento interiore, e tutto ciรฒ che esso significa – anche se non lo avevamo pensato prima. Il cambiamento non รจ unโ€™addizione, ma un vero cambio di livello di persona da come si รจ, e per questo รจ cosรฌ doloroso. E solo i momenti piรน sinceri hanno utilitร  qui. (5)

Occorre considerare inoltre che non ci si puรฒ svegliare da soli. Un certo numero di persone che vuole destarsi si deve mettere dโ€™accordo che quando una di loro รจ addormentata, qualcunโ€™altra deve essere sveglia e deve dare gli scossoni. Ma fare un accordo del genere richiede sinceritร ; quelle persone devono realmente volere svegliarsi e non devono essere arrabbiate o offese quando ricevono gli scossoni. (6)

IL SILENZIO

Qui cโ€™รจ un regola: qui la nostra vita รจ eccezionale. Quello che diciamo qui, quello che facciamo, non deve saperlo nessuno. (7)

Ai membri di un gruppo che sta per organizzarsi vengono imposte delle condizioni: condizioni generali per tutti e condizioni speciali per i singoli. Le condizioni generali poste allโ€™inizio del Lavoro sono abitualmente di questo tipo: si spiega dapprima a tutti i membri dei gruppi che devono tenere segreto tutto ciรฒ che intendono o imparano nel gruppo, e non solamente fino a quando ne sono membri, ma una volta per tutte e per sempre.

รˆ questa una condizione indispensabile il cui principio deve essere assimilato fin dallโ€™inizio. In altre parole, essi devono comprendere che non vi รจ in questo il minimo tentativo di fare un segreto di ciรฒ che non รจ essenzialmente un segreto, come non si tratta di una deliberata intenzione di privarli del loro diritto di scambiare idee con i loro parenti o amici.

La semplice ragione di questa condizione รจ il fatto che essi sono incapaci di trasmettere correttamente ciรฒ che รจ detto nei gruppi. Ben presto perรฒ, e per loro esperienza personale, cominciano a valutare quanti sforzi, quanto tempo e quante spiegazioni sono necessarie per arrivare a comprendere ciรฒ che รจ detto nei gruppi. Diventa loro chiaro, da quel momento, che non sono capaci di dare ai loro amici unโ€™idea giusta di ciรฒ che essi stessi hanno imparato. Al tempo stesso, cominciano a comprendere che, dando ai loro amici idee false, li privano per sempre di ogni possibilitร  di avvicinarsi al Lavoro o di potervi comprendere qualcosa; senza contare che in questo modo creano a loro stessi per lโ€™avvenire ogni sorta di difficoltร  e molti dispiaceri.

Se un uomo, malgrado questo avvertimento, tenta di trasmettere ai suoi amici ciรฒ che ha udito nei gruppi, non tarderร  a convincersi che tentativi di questo genere danno risultati del tutto inattesi e indesiderabili. O le persone cominciano a discutere con lui e senza volerlo ascoltare, si sforzano di imporgli le loro teorie, oppure interpretano male tutto ciรฒ che viene detto loro, attribuendo un senso interamente differente a quanto hanno sentito. Allorchรฉ un uomo si rende conto di questo e comprende lโ€™inutilitร  di tali tentativi, comincia a riconoscere la legittimitร  di questa condizione.

Vi รจ dโ€™altronde unโ€™altra ragione, non meno importante: รจ molto difficile per un uomo tenere il silenzio sulle cose che gli interessano. Vorrebbe parlarne a tutti quelli ai quali, per abitudine, confida i suoi pensieri. Questo รจ il piรน meccanico di tutti i desideri e, in tal caso, il silenzio รจ la piรน difficile forma di digiuno. Al contrario, se un uomo lo comprende o quanto meno segue questa regola, questo sarร  per lui il migliore esercizio per ricordarsi di sรฉ e per lo sviluppo della volontร . (8)

Il silenzio in generale, inoltre, รจ un metodo per conoscersi ed interrompere alcune abitudini meccaniche. Ouspensky in Frammenti di un insegnamento sconosciuto, riferisce:

Per la maggior parte di noi la principale difficoltร , come ben presto si vide, era lโ€™abitudine di parlare. Nessuno vedeva questa abitudine in se stesso, nessuno poteva combatterla, perchรฉ era sempre legata a qualche caratteristica che lโ€™uomo considerava positiva in se stesso.

Se parlava di se stesso o degli altri, era perchรฉ voleva essere sincero, oppure perchรฉ desiderava sapere ciรฒ che pensava un altro, oppure perchรฉ voleva aiutare qualcuno, ecc…

Mi accorsi subito che la lotta contro lโ€™abitudine di chiacchierare o, in generale, di parlare piรน del necessario, poteva diventare un centro di gravitร  del lavoro su di sรฉ, perchรฉ questa abitudine si intrometteva in tutto, penetrava tutto ed era per molti tra di noi la meno notata.

Era veramente curioso osservare come, qualsiasi cosa lโ€™uomo intraprenda, questa abitudine (dico abitudine, in mancanza di unโ€™altra parola, sarebbe piรน corretto dire questo peccato o questa calamitร ) sโ€™impossessi subito di tutto. (9)

IL DESIDERIO

Orage, in Insegnamenti di Gurdjieff, spiega:

Gurdjieff parla del desiderio dellโ€™essenza e della voglia della personalitร . La mia essenza ha tre centri, รจ una replica in miniatura del mondo, di Dio, nella mia essenza non posso che avere lo stesso desiderio che Lui ha. Devo scoprire questo desiderio dellโ€™essenza. (10)

In merito ad una domanda sulla possibilitร  di essere coscienti, Gurdjieff rispose:

Lโ€™obiettivo รจ la capacitร  di desiderare veramente, e puรฒ essere raggiunto solo da chi realizza la propria nullitร . Dobbiamo riesaminare i nostri valori, e per fare questo dobbiamo basarci su un vero bisogno.

Lโ€™uomo non puรฒ affrontare da solo questa rivalutazione. Io posso consigliarla, ma non posso aiutarla; e nemmeno lโ€™Istituto la puรฒ aiutare. Lโ€™Istituto potrร  aiutarla quando lei sarร  sulla via, ma lei non รจ ancora sulla via.

Prima di tutto deve decidersi: la via le รจ indispensabile o no? Come si fa per scoprirlo? Se vuole essere serio, deve cambiare punto di vista, deve cambiare modo di pensare, e individuare il suo obiettivo, ammesso che esista. Da solo non puรฒ farcela. Deve contare su un amico che sia in grado di aiutarla. Chiunque puรฒ essere dโ€™aiuto, ma soprattutto due amici possono aiutarsi reciprocamente a rivedere i propri valori. (11)

ATTEGGIAMENTI NEGATIVI

VANITร€ E AMOR PROPRIO

Ho detto che abbiamo ogni sorta di nemici, ma i principali e i piรน attivi sono la vanitร  e lโ€™amor proprio. Esiste persino un insegnamento che li definisce rappresentanti e messaggeri del diavolo.

Per particolari ragioni, essi sono anche chiamati Signora Vanitร  e Signor Amor proprio.

(โ€ฆ) Personalmente, vi consiglio di cercare di liberarvene senza inventare inutili teorie, aiutandovi con la semplice riflessione, con la riflessione attiva. (12)

Prima di tutto sulla vanitร  e lโ€™orgoglio dobbiamo dire che รจ necessario studiarli in noi stessi per mezzo dellโ€™osservazione personale. Abbiamo forse una conoscenza teorica di essi senza avere la minima idea della forma in cui si manifestano in noi. Ogni persona ha le sue proprie forme di vanitร  ed orgoglio che differiscono secondo i diversi casi, ed รจ necessario ricordare che allโ€™aspetto sono molto naturali.

Tanto lโ€™orgoglio come la vanitร  sono relazionati con lโ€™amor proprio, ma anche in queste relazioni le loro manifestazioni possono essere cosรฌ differenti che una puรฒ opporsi allโ€™altra; per esempio, ci fanno un elogio e la nostra vanitร  si sente lusingata ma lโ€™orgoglio ci fa sentire infastiditi.

(..) Lโ€™orgoglio puรฒ giungere a formare parte della volontร  e la vanitร  non puรฒ farlo. In un certo senso la densitร  dellโ€™orgoglio รจ maggiore di quella della vanitร , e cosรฌ con lโ€™orgoglio si puรฒ fare di piรน, si puรฒ sopportare di piรน. Questi due giganti che vanno davanti a noi e decidono tutto anticipatamente, a volte, sogliono cooperare ed altre essere antagonisti. Per questo รจ cosรฌ difficile definire se una data azione si deve esclusivamente allโ€™uno o allโ€™altra. La vanitร  ha un sapore interno differente da quello dellโ€™orgoglio.

รˆ certo che la vanitร  esige sempre un auditorio. Persino quando una persona รจ sola nella sua camera da letto e si sente lusingata, in realtร  immagina lโ€™effetto che produrrร  dopo sulla gente. Nessuna persona penserebbe di agghindarsi se fosse lโ€™unico abitante della terra, anche se fossero solo due persone probabilmente lo farebbe, e con piรน ragioni se fossero tre abitanti. Ma la vanitร  non si occupa necessariamente dellโ€™apparenza esterna, come dice in modo errato la gente.

In generale รจ la vanitร  che produce la giustificazione di sรฉ, ma che poi diventa unโ€™espressione di difesa della falsa personalitร . Lโ€™orgoglio ci fa vergognare dellโ€™auto-giustificazione.

Quando lโ€™orgoglio si esteriorizza รจ solito essere complice della vanitร , ma se sโ€™interiorizza suole essere utile aiutandoci a realizzare uno sforzo per ricordare il nostro scopo nel Lavoro. Quando lโ€™orgoglio รจ diretto allโ€™interno verso se stessi dunque, ci fa sentire vergognosi, per esempio, di non aver compiuto il nostro lavoro. (โ€ฆ)

รˆ giusto pensare allโ€™orgoglio e alla vanitร  secondo la loro utilitร  o inutilitร  in relazione al Lavoro. Lโ€™orgoglio suole trasformarsi in vergogna e un orgoglio genuino suole trasformarsi in vera vergogna e umiltร  in presenza di ciรฒ che รจ superiore. Un uomo che manca di vera vergogna e pertanto di vero orgoglio non รจ adatto in realtร  al Lavoro. Non cโ€™รจ in lui profonditร . Ma la vanitร  รจ sempre nociva, per dirla cosรฌ, eccetto in piccole dosi. (13)

Molte persone (โ€ฆ) cominciano ad interessarsi allโ€™Insegnamento di Gurdjieff, ma molte vogliono solo essere interessate. Quando la vanitร  e lโ€™amor proprio cominciano a sentirsi offesi, come devโ€™essere in ogni vero gruppo, gli allievi si risentono e se ne vanno. Ma quelli che sono in grado di costringersi a vedere loro stessi per quello che sono, qualunque sia la loro sofferenza, vengono ampiamente ricompensati โ€“ cominciano davvero a vivere, diventano i โ€œnati due volteโ€. La pratica di questo Insegnamento, che allโ€™inizio sembra facile, โ€œproprio quello che stavo cercandoโ€, รจ la cosa piรน difficile al mondo. Tutto si oppone โ€“ sia esteriormente che interiormente – alla conoscenza di sรฉ, si oppone lo sforzo di essere coscienti di sรฉ. (โ€ฆ) Ma seguendo il sentiero e attraversando il ponte, un uomo riceve benedizioni che non hanno prezzo. [14]

โ€œAffermo categoricamenteโ€, aggiunge [Gurdjieff], โ€œche la felicitร  e la coscienza di sรฉ che dovrebbero trovarsi in un uomo, cosรฌ come nella pacifica esistenza in comune delle persone (al di lร  delle numerose altre cause presenti nella nostra vita non per colpa nostra) dipendono nella maggioritร  dei casi, esclusivamente dallโ€™assenza in noi del sentimento di Vanitร !โ€ (15)

SFIDUCIA E ACCIDIA

Ai membri di un gruppo deve essere richiesto di ricordarsi la ragione per la quale sono venuti al gruppo. Se, perciรฒ, non appena sono nel gruppo, incominciano a sentire o ad esprimere sfiducia (โ€ฆ), a criticare, a trovare che essi comprendono meglio come il gruppo dovrebbe essere condotto, e soprattutto se dimostrano mancanza di considerazione esteriore (โ€ฆ), mancanza di rispetto, asprezza, impazienza, tendenza a discutere, tutto ciรฒ mette subito fine a ogni possibilitร  di Lavoro, poichรฉ il Lavoro รจ possibile nella misura in cui le persone si ricordano di essere venute per imparare e non per insegnare.

Quando un uomo comincia a nutrire sfiducia verso il maestro, il maestro perde ogni utilitร  per lui ed egli diventa inutile al maestro. In tal caso รจ meglio per lui che vada a cercarne un altro o cerchi di lavorare da solo. Ciรฒ non gli farร  alcun bene, ma in ogni caso gli farร  meno male della menzogna, della soppressione della veritร , della resistenza o della sfiducia.

Oltre a queste esigenze fondamentali si presume, naturalmente, che i membri di ogni gruppo debbano lavorare. Se si accontentano di frequentare il gruppo e non lavorano, ma immaginano di lavorare, o se considerano come un lavoro la loro semplice presenza nel gruppo, o anche, come accade sovente, se vengono alle riunioni per passare il tempo, considerando il gruppo come un luogo di incontri piacevoli, allora la loro presenza nel gruppo diventa del tutto inutile. E prima saranno allontanati, o se ne andranno spontaneamente, e meglio sarร  per loro e per gli altri. (16)

Bisogna difendersi dallโ€™incanto delle attivitร , degli affari e dalla trappola della presunzione. รˆ difficile restare interiormente tranquilli e trattenersi dal fare una cosa o lโ€™altra. Vedo che voglio essere impegnato in tante attivitร , specie in quelle che mi fanno apparire importante. Sono un uomo comune, un uomo che talvolta desidera conoscersi, ma che non puรฒ conoscersi realmente fino a quando rimane cosรฌ comโ€™รจ. (17)

L’ANSIA

Ravi Ravindra individua la funzione dellโ€™ansia ma, piรน in generale, di tutte le reazioni meccaniche:

Individuo almeno una funzione svolta dallโ€™ansia meccanica. รˆ un supporto allโ€™ego. รˆ come se avessi bisogno di un certo livello di ansia per mantenere un senso di me, per cui mi preoccupo, dunque sono. E questo vale per ogni cosa. Non rivelano la realtร  di nulla, piuttosto il livello della mia coscienza. Torno continuamente sulle stesse cose. Gran parte delle volte non รจ necessario ed รจ uno spreco totale di energia. Ma se non ci fossero queste preoccupazioni a dare un significato alla mia vita, รจ come se non esistessi. Unโ€™offesa โ€“ o unโ€™ansia โ€“ reiterata continuamente, sostiene il senso di me. Mi dร  sicurezza. Vedo che se non pongo attenzione, la mia energia viene presa da una qualunque ansia di passaggio.

Non รจ forse quello che ha detto Madame de Salzmann? A ogni livello, lโ€™energia esiste in relazione a unโ€™energia di un altro livello. Se lโ€™energia della mia vita ordinaria non viene incanalata o usata, allora verrร  sperperata. Come ha detto: โ€œCโ€™รจ bisogno di unโ€™azione positiva, sempre. Vigilanza costante.โ€ (18)

MENTIRE

Mentire รจ pensare o parlare di cose che non si conoscono; questo รจ lโ€™inizio del mentire. Non significa mentire intenzionalmente: raccontare delle storie, come per esempio che cโ€™รจ un orso nellโ€™altra stanza. Si puรฒ andare nellโ€™altra stanza e vedere che non cโ€™รจ un orso. Ma se prendiamo tutte le teorie che la gente avanza su qualsiasi dato argomento, senza saperne nulla, vedremo dove comincia il mentire. Lโ€™uomo non si conosce, non conosce nulla, tuttavia ha teorie su quasi tutto. La maggior parte di queste teorie รจ menzogna. (19)

Quindi una delle prime cose, e tra le piรน importanti da osservare, รจ il mentire. Le nostre illusioni, convinzioni errate, punti di vista sbagliati e cosรฌ via sono molto simili al mentire. Tutte queste debbono essere studiate perchรฉ, finchรฉ non cominciamo a comprendere le nostre illusioni, non potremo mai vedere la veritร . In ogni cosa dobbiamo fin dal principio separare le nostre illusioni dai fatti. Soltanto allora sarร  possibile vedere se possiamo realmente apprendere qualcosa di nuovo. (20)

Cercate per un momento di accettare lโ€™idea che non siete quello che credete di essere, che vi stimate troppo, dunque che mentite a voi stessi. Che vi mentite sempre, ogni momento, tutto il giorno, tutta la vita. Che la menzogna vi governa a tal punto da non poterla controllare. Siete preda della menzogna. Mentite in ogni situazione. Le vostre relazioni con gli altri: menzogna. Lโ€™educazione che date, le convenzioni: menzogna. Il vostro insegnamento: menzogna. Le vostre teorie, la vostra arte: menzogna. La vostra vita sociale, la vostra vita in famiglia: menzogna. E ciรฒ che pensate di voi stessi: egualmente menzogna.

Ma non vi soffermate mai su ciรฒ che fate, nรฉ su ciรฒ che dite, perchรฉ credete in voi. occorre fermarsi interiormente e osservare. Osservare senza partito preso. Se accettate per un certo tempo questa idea della menzogna, e se osservate in questo modo, pagando con voi stessi, senza pietร , dando tutte le vostre pretese ricchezze per un momento di realtร , forse vedrete improvvisamente ciรฒ che non avete mai visto in voi fino a quel giorno. Vedrete che non siete altro da ciรฒ che credete di essere. Vedrete che siete due. Quello che non รจ ma prende il posto e recita il ruolo dellโ€™altro. E quello che รจ, ma cosรฌ debole, cosรฌ inconsistente che appena appare, immediatamente sparisce. Non sopporta la menzogna. La piรน piccola menzogna lo fa sparire. Non lotta, non resiste, รจ subito sopraffatto. (โ€ฆ) Quando avrete visto le vostre due nature, quel giorno in voi sarร  nata la veritร . (21)

Lโ€™auto-giustificazione รจ una delle molte specie di menzogne che scorrono continuamente in noi. La menzogna ci evita la sofferenza utile e spesso la rimpiazza con una sofferenza inutile: questa รจ una delle ragioni per cui il Lavoro dice che la menzogna danneggia e puรฒ persino uccidere lโ€™Essenza.

Bisogna comprendere almeno che impedisce uno sviluppo qualsiasi dellโ€™Essenza, perchรฉ lโ€™Essenza puรฒ crescere soltanto mediante ciรฒ che รจ reale, ciรฒ che รจ vero. Lโ€™Essenza non puรฒ crescere per mezzo delle menzogne. Solo la Falsa Personalitร  lo puรฒ fare.

Tutte le emozioni negative mentono in quanto esse deformano le cose. La veritร  le distrugge, ma esse imitano la veritร  scartando certe cose, impiegando mezze veritร , aggiungendo, relazionando le cose che succedono veramente in un modo sbagliato, ecc.

Quando una persona รจ negativa mente sempre. Basta osservarlo in se stessi. Due persone negative possono scagliarsi contro le menzogne piรน fantastiche. Se uno รจ negativo ed anche un altro lo รจ, le due persone possono insultarsi a tal punto da dirsi ogni sorta di cose sorprendenti.

In ognuno di noi cโ€™รจ una grande fabbrica di menzogne, e questa รจ la parte negativa del Centro Emozionale. Tale รจ lโ€™inferno in se stessi; in questo inferno si odiano tutti, ed ha valore solo la violenza e la distruzione. A tal riguardo Ouspensky disse: โ€œQuesto mondo non รจ controllato dal sesso nรฉ dal potere, ma dalle emozioni negativeโ€. (22)

UNA STORIA DIVERSA

Orage, citato da Nott, fece notare come siamo vittime di clichรฉ ormai dati per assodati:

Sin da bambini ci รจ stato detto che la ricchezza รจ una condizione migliore della povertร ; che le persone sono superiori o inferiori in base alla condizione sociale, agli averi o al fascino, educazione, talento (โ€ฆ). Ci hanno insegnato a credere che unโ€™innata grandiositร  รจ sinonimo di felicitร  individuale, che i divertimenti divertono, che una compagnia di rango elevato รจ brillante, che bisogna essere elogiati da altre persone e che la loro disapprovazione ci rende deboli, che libri, quadri e musica sono fonti di stimolo, che รจ meglio disporre di tempo libero senza lavorare, che รจ possibile non fare nulla, che fama, potere, notorietร  e successo sono valori reali.

Accettiamo tutto senza riflettere, senza pensarci. Non vogliamo riflettere perchรฉ potremmo disturbare la nostra tranquillitร , che รจ pace di una mente priva del desiderio di comprendere il significato dellโ€™esistenza; e non vogliamo riflettere per egoismo, che si sostituisce alla morale oggettiva con il โ€œmi piaceโ€ o โ€œnon mi piaceโ€: il modo di esprimersi dei bambini. Siamo vittime della suggestione, che รจ il meccanismo della nostra psicologia. Dipendiamo dalla ricompensa o dalla punizione, che occupano una parte essenziale nellโ€™educazione del bambino, ma non cresciamo mai.

รˆ raro che le esperienze ci facciano comprendere qualcosa, cerchiamo sempre la comprensione allโ€™esterno. Paradossalmente possiamo comprenderla solo attraverso le esperienze. La comprensione sta dentro di noi. (23)

Lo stesso fa Ravi Ravindra, il quale sottolinea quanto ci si perde a causa delle cattive tendenze e mancate scelte e sforzi:

Quello di cui bisognerebbe rendersi conto costantemente, e che si dimentica sempre, รจ che nello stato ordinario si รจ separati dal Reale, dallโ€™energia che dร  chiarezza, significato e senso alla vita. Per vanitร , desiderio, pigrizia e paura si vive isolati dalla grande riserva dellโ€™Essere, in un pezzettino isolato di essere chiamato me. Nessuna delle nostre attivitร , nessun onore, nessun piacere hanno davvero senso se si รจ separati dallโ€™unica cosa che dร  reale significato. (24)


(1) M. Nicoll, Commentari (Vol. I โ€“ cap. 33)

(2) G.I. Gurdjieff, Vedute sul mondo del reale (51-2).

(3) P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto (402).

(4) P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto (249).

(5) M. Nicoll, Commentari (Vol. I – 174).

(6) P.D. Ouspensky, La Quarta Via (398).

(7) Incontri con Gurdjieff (72).

(8) P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto (248-9).

(9) P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto (393).

(10) C.S. Nott, Insegnamenti di Gurdjieff (221).

(11) G.I. Gurdjieff, Vedute sul mondo del reale (236-7).

(12) G.I. Gurdjieff, Vedute sul mondo del reale (264-5).

(13) M. Nicoll, Commentari (Vol. I โ€“ cap. 48).

(14) C.S. Nott, Insegnamenti di Gurdjieff – Vol. 2 (314).

(15) C.S. Nott, Insegnamenti di Gurdjieff – Vol. 2 (93).

(16) P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto (249-250).

(17) R. Ravindra, Un cuore senza limiti (77).

(18) R. Ravindra, Un cuore senza limiti (92).

(19) P.D. Ouspensky, La Quarta Via (14).

(20) P.D. Ouspensky, La Quarta Via (27).

(21) J. de Salzmann, โ€œQuestion deโ€ n. 50, citato in Georges Ivanovitch Gurdjieff โ€“ Vol. 1 (19-20).

(22) M. Nicoll, Commentari (Vol. III โ€“ cap. 120).

(23) C.S. Nott, Insegnamenti di Gurdjieff (256).

(24) R. Ravindra, Un cuore senza limiti (136-7).

Nota: Lโ€™articolo qui esposto rappresenta un tentativo di ricomporre alcuni dei Frammenti dellโ€™insegnamento di Gurdjieff con le sue stesse parole e con i numerosi contributi di chi ne ha seguito la Via. I riferimenti sono tutti rintracciabili nelle note a fondo articolo. Le eventuali modifiche apportate sono solo di natura stilistica, mai concettuale. Lโ€™associazione Per-Ankh, pur trovandosi in sintonia con la maggior parte degli insegnamenti della Quarta Via, non si considera tuttavia un gruppo Gurdjieffiano.

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