Il cambiamento inizia quando si prendono le cose comuni in modo nuovo.
M. Nicoll (1)
ATTEGGIAMENTI POSITIVI
LA SERIETร
Dobbiamo lottare per liberarci se vogliamo lottare per conoscerci. Conoscere e sviluppare se stessi costituiscono un impegno cosรฌ importante e cosรฌ serio, cui bisogna dedicare uno sforzo cosรฌ intenso, che assumerselo nel modo solito, in mezzo a tutte le altre cose, รจ impossibile. Lโuomo che si assume questo impegno deve metterlo al primo posto nella propria vita, perchรฉ la vita non รจ cosรฌ lunga da poterla sprecare in cose inutili.
Che cosa permetterร allโuomo di consacrare utilmente il proprio tempo alla ricerca, se non la libertร da ogni attaccamento? Libertร e serietร . Non la serietร delle sopracciglia aggrottate, delle labbra tirate, dei gesti accuratamente calcolati, delle parole misurate fra i denti, ma la serietร che vuol dire determinazione e perseveranza nella ricerca, intensitร e costanza, in modo che lโuomo, anche nei momenti di riposo, persegua il suo obiettivo principale. (2)
La serietร รจ spesso definita come unโattitudine seria verso le cose. In realtร รจ esattamente il contrario. Avere unโattitudine seria verso le cose non significa assolutamente essere seri, essendo stabilito che tutta la questione รจ di sapere verso quali cose. Un grandissimo numero di persone ha un atteggiamento serio per cose insignificanti. Si puรฒ forse dire che siano seri? Certamente no.
Lโerrore proviene dal fatto che il concetto serio รจ preso in senso troppo relativo. Quanto รจ serio per lโuno non lo รจ per lโaltro e viceversa. In realtร , serio รจ uno di quei concetti che non possono mai in alcuna circostanza essere assunti in senso relativo. Una sola cosa รจ seria per tutti ed in ogni tempo.
Lโuomo puรฒ rendersene piรน o meno conto, ma la serietร delle cose non sarร minimamente alterata per questo. Se lโuomo potesse comprendere tutto lโorrore della vita delle persone ordinarie che girano in tondo in un cerchio di interessi e di scopi insignificanti, se potesse comprendere ciรฒ che perdono, comprenderebbe che non vi puรฒ essere che una sola cosa seria per lui: sfuggire alla legge generale, essere libero.
Per un uomo in prigione e condannato a morte, cosa puรฒ esservi di serio? Solo una cosa: come salvarsi, come fuggire. Nientโaltro รจ serio. (3)
LA SINCERITร
Le persone non realizzano il posto immenso che nella loro vita prende la menzogna, o per lo meno la soppressione della veritร . Sono incapaci di essere sincere sia verso se stessi che verso gli altri. E non comprendono neanche che imparare a essere sinceri quando ciรฒ รจ necessario, รจ una delle cose piรน difficili al mondo. (4)
Il Lavoro si basa sulla sinceritร interiore. Uno sforzo che nasce dalla sinceritร interiore e da unโinfrangibile valutazione del Lavoro, produrrร un cambio dโessere e cambierร la posizione dellโuomo nellโuniverso, perchรฉ รจ qualitativo, e si distingue da qualsiasi quantitร di sforzi esterni, mancanti di sinceritร o deboli. Per tale motivo in questo Lavoro si porta la gente al punto di decisione. Questo significa che tutto lโesterno, ad un certo punto, gli sarร contrario, e cosรฌ ci saranno molti motivi di lamentela e di critica e una quantitร di ragioni per trovare difetti negli altri โ e, di fatto, questo punto puรฒ essere creato artificialmente, se non nasce inevitabilmente, come succede in generale. Poi tutto dipende da cosa il Lavoro ha fatto nascere in loro ed รจ veramente interiore: se รจ cosรฌ, lo sforzo conduce veramente ad un cambio di essere โ cioรจ, ad una nuova crescita dellโessenza โ perchรฉ si fa a spese della personalitร . Una volta Gurdjieff disse:
Dobbiamo arrivare ad un punto nel Lavoro, in cui anche se troviamo ostacoli e ritorsioni, mai dobbiamo dimenticare il nostro scopo. Qui รจ dove si presenta la nostra attitudine verso il Lavoro โ per questo Lavoro eterno. Non รจ evidente che un tale momento esige lo sforzo piรน qualitativo e sincero? Se la nostra attitudine รจ superficiale, come lโaffronteremo? Pensiamo, senza che nessuno ci aiuti, a cosa significa questo e su cosa si basa il Lavoro โ il cambiamento interiore, e tutto ciรฒ che esso significa – anche se non lo avevamo pensato prima. Il cambiamento non รจ unโaddizione, ma un vero cambio di livello di persona da come si รจ, e per questo รจ cosรฌ doloroso. E solo i momenti piรน sinceri hanno utilitร qui. (5)
Occorre considerare inoltre che non ci si puรฒ svegliare da soli. Un certo numero di persone che vuole destarsi si deve mettere dโaccordo che quando una di loro รจ addormentata, qualcunโaltra deve essere sveglia e deve dare gli scossoni. Ma fare un accordo del genere richiede sinceritร ; quelle persone devono realmente volere svegliarsi e non devono essere arrabbiate o offese quando ricevono gli scossoni. (6)
IL SILENZIO
Qui cโรจ un regola: qui la nostra vita รจ eccezionale. Quello che diciamo qui, quello che facciamo, non deve saperlo nessuno. (7)
Ai membri di un gruppo che sta per organizzarsi vengono imposte delle condizioni: condizioni generali per tutti e condizioni speciali per i singoli. Le condizioni generali poste allโinizio del Lavoro sono abitualmente di questo tipo: si spiega dapprima a tutti i membri dei gruppi che devono tenere segreto tutto ciรฒ che intendono o imparano nel gruppo, e non solamente fino a quando ne sono membri, ma una volta per tutte e per sempre.
ร questa una condizione indispensabile il cui principio deve essere assimilato fin dallโinizio. In altre parole, essi devono comprendere che non vi รจ in questo il minimo tentativo di fare un segreto di ciรฒ che non รจ essenzialmente un segreto, come non si tratta di una deliberata intenzione di privarli del loro diritto di scambiare idee con i loro parenti o amici.
La semplice ragione di questa condizione รจ il fatto che essi sono incapaci di trasmettere correttamente ciรฒ che รจ detto nei gruppi. Ben presto perรฒ, e per loro esperienza personale, cominciano a valutare quanti sforzi, quanto tempo e quante spiegazioni sono necessarie per arrivare a comprendere ciรฒ che รจ detto nei gruppi. Diventa loro chiaro, da quel momento, che non sono capaci di dare ai loro amici unโidea giusta di ciรฒ che essi stessi hanno imparato. Al tempo stesso, cominciano a comprendere che, dando ai loro amici idee false, li privano per sempre di ogni possibilitร di avvicinarsi al Lavoro o di potervi comprendere qualcosa; senza contare che in questo modo creano a loro stessi per lโavvenire ogni sorta di difficoltร e molti dispiaceri.
Se un uomo, malgrado questo avvertimento, tenta di trasmettere ai suoi amici ciรฒ che ha udito nei gruppi, non tarderร a convincersi che tentativi di questo genere danno risultati del tutto inattesi e indesiderabili. O le persone cominciano a discutere con lui e senza volerlo ascoltare, si sforzano di imporgli le loro teorie, oppure interpretano male tutto ciรฒ che viene detto loro, attribuendo un senso interamente differente a quanto hanno sentito. Allorchรฉ un uomo si rende conto di questo e comprende lโinutilitร di tali tentativi, comincia a riconoscere la legittimitร di questa condizione.
Vi รจ dโaltronde unโaltra ragione, non meno importante: รจ molto difficile per un uomo tenere il silenzio sulle cose che gli interessano. Vorrebbe parlarne a tutti quelli ai quali, per abitudine, confida i suoi pensieri. Questo รจ il piรน meccanico di tutti i desideri e, in tal caso, il silenzio รจ la piรน difficile forma di digiuno. Al contrario, se un uomo lo comprende o quanto meno segue questa regola, questo sarร per lui il migliore esercizio per ricordarsi di sรฉ e per lo sviluppo della volontร . (8)
Il silenzio in generale, inoltre, รจ un metodo per conoscersi ed interrompere alcune abitudini meccaniche. Ouspensky in Frammenti di un insegnamento sconosciuto, riferisce:
Per la maggior parte di noi la principale difficoltร , come ben presto si vide, era lโabitudine di parlare. Nessuno vedeva questa abitudine in se stesso, nessuno poteva combatterla, perchรฉ era sempre legata a qualche caratteristica che lโuomo considerava positiva in se stesso.
Se parlava di se stesso o degli altri, era perchรฉ voleva essere sincero, oppure perchรฉ desiderava sapere ciรฒ che pensava un altro, oppure perchรฉ voleva aiutare qualcuno, ecc…
Mi accorsi subito che la lotta contro lโabitudine di chiacchierare o, in generale, di parlare piรน del necessario, poteva diventare un centro di gravitร del lavoro su di sรฉ, perchรฉ questa abitudine si intrometteva in tutto, penetrava tutto ed era per molti tra di noi la meno notata.
Era veramente curioso osservare come, qualsiasi cosa lโuomo intraprenda, questa abitudine (dico abitudine, in mancanza di unโaltra parola, sarebbe piรน corretto dire questo peccato o questa calamitร ) sโimpossessi subito di tutto. (9)
IL DESIDERIO
Orage, in Insegnamenti di Gurdjieff, spiega:
Gurdjieff parla del desiderio dellโessenza e della voglia della personalitร . La mia essenza ha tre centri, รจ una replica in miniatura del mondo, di Dio, nella mia essenza non posso che avere lo stesso desiderio che Lui ha. Devo scoprire questo desiderio dellโessenza. (10)
In merito ad una domanda sulla possibilitร di essere coscienti, Gurdjieff rispose:
Lโobiettivo รจ la capacitร di desiderare veramente, e puรฒ essere raggiunto solo da chi realizza la propria nullitร . Dobbiamo riesaminare i nostri valori, e per fare questo dobbiamo basarci su un vero bisogno.
Lโuomo non puรฒ affrontare da solo questa rivalutazione. Io posso consigliarla, ma non posso aiutarla; e nemmeno lโIstituto la puรฒ aiutare. LโIstituto potrร aiutarla quando lei sarร sulla via, ma lei non รจ ancora sulla via.
Prima di tutto deve decidersi: la via le รจ indispensabile o no? Come si fa per scoprirlo? Se vuole essere serio, deve cambiare punto di vista, deve cambiare modo di pensare, e individuare il suo obiettivo, ammesso che esista. Da solo non puรฒ farcela. Deve contare su un amico che sia in grado di aiutarla. Chiunque puรฒ essere dโaiuto, ma soprattutto due amici possono aiutarsi reciprocamente a rivedere i propri valori. (11)
ATTEGGIAMENTI NEGATIVI
VANITร E AMOR PROPRIO
Ho detto che abbiamo ogni sorta di nemici, ma i principali e i piรน attivi sono la vanitร e lโamor proprio. Esiste persino un insegnamento che li definisce rappresentanti e messaggeri del diavolo.
Per particolari ragioni, essi sono anche chiamati Signora Vanitร e Signor Amor proprio.
(โฆ) Personalmente, vi consiglio di cercare di liberarvene senza inventare inutili teorie, aiutandovi con la semplice riflessione, con la riflessione attiva. (12)
Prima di tutto sulla vanitร e lโorgoglio dobbiamo dire che รจ necessario studiarli in noi stessi per mezzo dellโosservazione personale. Abbiamo forse una conoscenza teorica di essi senza avere la minima idea della forma in cui si manifestano in noi. Ogni persona ha le sue proprie forme di vanitร ed orgoglio che differiscono secondo i diversi casi, ed รจ necessario ricordare che allโaspetto sono molto naturali.
Tanto lโorgoglio come la vanitร sono relazionati con lโamor proprio, ma anche in queste relazioni le loro manifestazioni possono essere cosรฌ differenti che una puรฒ opporsi allโaltra; per esempio, ci fanno un elogio e la nostra vanitร si sente lusingata ma lโorgoglio ci fa sentire infastiditi.
(..) Lโorgoglio puรฒ giungere a formare parte della volontร e la vanitร non puรฒ farlo. In un certo senso la densitร dellโorgoglio รจ maggiore di quella della vanitร , e cosรฌ con lโorgoglio si puรฒ fare di piรน, si puรฒ sopportare di piรน. Questi due giganti che vanno davanti a noi e decidono tutto anticipatamente, a volte, sogliono cooperare ed altre essere antagonisti. Per questo รจ cosรฌ difficile definire se una data azione si deve esclusivamente allโuno o allโaltra. La vanitร ha un sapore interno differente da quello dellโorgoglio.
ร certo che la vanitร esige sempre un auditorio. Persino quando una persona รจ sola nella sua camera da letto e si sente lusingata, in realtร immagina lโeffetto che produrrร dopo sulla gente. Nessuna persona penserebbe di agghindarsi se fosse lโunico abitante della terra, anche se fossero solo due persone probabilmente lo farebbe, e con piรน ragioni se fossero tre abitanti. Ma la vanitร non si occupa necessariamente dellโapparenza esterna, come dice in modo errato la gente.
In generale รจ la vanitร che produce la giustificazione di sรฉ, ma che poi diventa unโespressione di difesa della falsa personalitร . Lโorgoglio ci fa vergognare dellโauto-giustificazione.
Quando lโorgoglio si esteriorizza รจ solito essere complice della vanitร , ma se sโinteriorizza suole essere utile aiutandoci a realizzare uno sforzo per ricordare il nostro scopo nel Lavoro. Quando lโorgoglio รจ diretto allโinterno verso se stessi dunque, ci fa sentire vergognosi, per esempio, di non aver compiuto il nostro lavoro. (โฆ)
ร giusto pensare allโorgoglio e alla vanitร secondo la loro utilitร o inutilitร in relazione al Lavoro. Lโorgoglio suole trasformarsi in vergogna e un orgoglio genuino suole trasformarsi in vera vergogna e umiltร in presenza di ciรฒ che รจ superiore. Un uomo che manca di vera vergogna e pertanto di vero orgoglio non รจ adatto in realtร al Lavoro. Non cโรจ in lui profonditร . Ma la vanitร รจ sempre nociva, per dirla cosรฌ, eccetto in piccole dosi. (13)
Molte persone (โฆ) cominciano ad interessarsi allโInsegnamento di Gurdjieff, ma molte vogliono solo essere interessate. Quando la vanitร e lโamor proprio cominciano a sentirsi offesi, come devโessere in ogni vero gruppo, gli allievi si risentono e se ne vanno. Ma quelli che sono in grado di costringersi a vedere loro stessi per quello che sono, qualunque sia la loro sofferenza, vengono ampiamente ricompensati โ cominciano davvero a vivere, diventano i โnati due volteโ. La pratica di questo Insegnamento, che allโinizio sembra facile, โproprio quello che stavo cercandoโ, รจ la cosa piรน difficile al mondo. Tutto si oppone โ sia esteriormente che interiormente – alla conoscenza di sรฉ, si oppone lo sforzo di essere coscienti di sรฉ. (โฆ) Ma seguendo il sentiero e attraversando il ponte, un uomo riceve benedizioni che non hanno prezzo. [14]
โAffermo categoricamenteโ, aggiunge [Gurdjieff], โche la felicitร e la coscienza di sรฉ che dovrebbero trovarsi in un uomo, cosรฌ come nella pacifica esistenza in comune delle persone (al di lร delle numerose altre cause presenti nella nostra vita non per colpa nostra) dipendono nella maggioritร dei casi, esclusivamente dallโassenza in noi del sentimento di Vanitร !โ (15)
SFIDUCIA E ACCIDIA
Ai membri di un gruppo deve essere richiesto di ricordarsi la ragione per la quale sono venuti al gruppo. Se, perciรฒ, non appena sono nel gruppo, incominciano a sentire o ad esprimere sfiducia (โฆ), a criticare, a trovare che essi comprendono meglio come il gruppo dovrebbe essere condotto, e soprattutto se dimostrano mancanza di considerazione esteriore (โฆ), mancanza di rispetto, asprezza, impazienza, tendenza a discutere, tutto ciรฒ mette subito fine a ogni possibilitร di Lavoro, poichรฉ il Lavoro รจ possibile nella misura in cui le persone si ricordano di essere venute per imparare e non per insegnare.
Quando un uomo comincia a nutrire sfiducia verso il maestro, il maestro perde ogni utilitร per lui ed egli diventa inutile al maestro. In tal caso รจ meglio per lui che vada a cercarne un altro o cerchi di lavorare da solo. Ciรฒ non gli farร alcun bene, ma in ogni caso gli farร meno male della menzogna, della soppressione della veritร , della resistenza o della sfiducia.
Oltre a queste esigenze fondamentali si presume, naturalmente, che i membri di ogni gruppo debbano lavorare. Se si accontentano di frequentare il gruppo e non lavorano, ma immaginano di lavorare, o se considerano come un lavoro la loro semplice presenza nel gruppo, o anche, come accade sovente, se vengono alle riunioni per passare il tempo, considerando il gruppo come un luogo di incontri piacevoli, allora la loro presenza nel gruppo diventa del tutto inutile. E prima saranno allontanati, o se ne andranno spontaneamente, e meglio sarร per loro e per gli altri. (16)
Bisogna difendersi dallโincanto delle attivitร , degli affari e dalla trappola della presunzione. ร difficile restare interiormente tranquilli e trattenersi dal fare una cosa o lโaltra. Vedo che voglio essere impegnato in tante attivitร , specie in quelle che mi fanno apparire importante. Sono un uomo comune, un uomo che talvolta desidera conoscersi, ma che non puรฒ conoscersi realmente fino a quando rimane cosรฌ comโรจ. (17)
L’ANSIA
Ravi Ravindra individua la funzione dellโansia ma, piรน in generale, di tutte le reazioni meccaniche:
Individuo almeno una funzione svolta dallโansia meccanica. ร un supporto allโego. ร come se avessi bisogno di un certo livello di ansia per mantenere un senso di me, per cui mi preoccupo, dunque sono. E questo vale per ogni cosa. Non rivelano la realtร di nulla, piuttosto il livello della mia coscienza. Torno continuamente sulle stesse cose. Gran parte delle volte non รจ necessario ed รจ uno spreco totale di energia. Ma se non ci fossero queste preoccupazioni a dare un significato alla mia vita, รจ come se non esistessi. Unโoffesa โ o unโansia โ reiterata continuamente, sostiene il senso di me. Mi dร sicurezza. Vedo che se non pongo attenzione, la mia energia viene presa da una qualunque ansia di passaggio.
Non รจ forse quello che ha detto Madame de Salzmann? A ogni livello, lโenergia esiste in relazione a unโenergia di un altro livello. Se lโenergia della mia vita ordinaria non viene incanalata o usata, allora verrร sperperata. Come ha detto: โCโรจ bisogno di unโazione positiva, sempre. Vigilanza costante.โ (18)
MENTIRE
Mentire รจ pensare o parlare di cose che non si conoscono; questo รจ lโinizio del mentire. Non significa mentire intenzionalmente: raccontare delle storie, come per esempio che cโรจ un orso nellโaltra stanza. Si puรฒ andare nellโaltra stanza e vedere che non cโรจ un orso. Ma se prendiamo tutte le teorie che la gente avanza su qualsiasi dato argomento, senza saperne nulla, vedremo dove comincia il mentire. Lโuomo non si conosce, non conosce nulla, tuttavia ha teorie su quasi tutto. La maggior parte di queste teorie รจ menzogna. (19)
Quindi una delle prime cose, e tra le piรน importanti da osservare, รจ il mentire. Le nostre illusioni, convinzioni errate, punti di vista sbagliati e cosรฌ via sono molto simili al mentire. Tutte queste debbono essere studiate perchรฉ, finchรฉ non cominciamo a comprendere le nostre illusioni, non potremo mai vedere la veritร . In ogni cosa dobbiamo fin dal principio separare le nostre illusioni dai fatti. Soltanto allora sarร possibile vedere se possiamo realmente apprendere qualcosa di nuovo. (20)
Cercate per un momento di accettare lโidea che non siete quello che credete di essere, che vi stimate troppo, dunque che mentite a voi stessi. Che vi mentite sempre, ogni momento, tutto il giorno, tutta la vita. Che la menzogna vi governa a tal punto da non poterla controllare. Siete preda della menzogna. Mentite in ogni situazione. Le vostre relazioni con gli altri: menzogna. Lโeducazione che date, le convenzioni: menzogna. Il vostro insegnamento: menzogna. Le vostre teorie, la vostra arte: menzogna. La vostra vita sociale, la vostra vita in famiglia: menzogna. E ciรฒ che pensate di voi stessi: egualmente menzogna.
Ma non vi soffermate mai su ciรฒ che fate, nรฉ su ciรฒ che dite, perchรฉ credete in voi. occorre fermarsi interiormente e osservare. Osservare senza partito preso. Se accettate per un certo tempo questa idea della menzogna, e se osservate in questo modo, pagando con voi stessi, senza pietร , dando tutte le vostre pretese ricchezze per un momento di realtร , forse vedrete improvvisamente ciรฒ che non avete mai visto in voi fino a quel giorno. Vedrete che non siete altro da ciรฒ che credete di essere. Vedrete che siete due. Quello che non รจ ma prende il posto e recita il ruolo dellโaltro. E quello che รจ, ma cosรฌ debole, cosรฌ inconsistente che appena appare, immediatamente sparisce. Non sopporta la menzogna. La piรน piccola menzogna lo fa sparire. Non lotta, non resiste, รจ subito sopraffatto. (โฆ) Quando avrete visto le vostre due nature, quel giorno in voi sarร nata la veritร . (21)
Lโauto-giustificazione รจ una delle molte specie di menzogne che scorrono continuamente in noi. La menzogna ci evita la sofferenza utile e spesso la rimpiazza con una sofferenza inutile: questa รจ una delle ragioni per cui il Lavoro dice che la menzogna danneggia e puรฒ persino uccidere lโEssenza.
Bisogna comprendere almeno che impedisce uno sviluppo qualsiasi dellโEssenza, perchรฉ lโEssenza puรฒ crescere soltanto mediante ciรฒ che รจ reale, ciรฒ che รจ vero. LโEssenza non puรฒ crescere per mezzo delle menzogne. Solo la Falsa Personalitร lo puรฒ fare.
Tutte le emozioni negative mentono in quanto esse deformano le cose. La veritร le distrugge, ma esse imitano la veritร scartando certe cose, impiegando mezze veritร , aggiungendo, relazionando le cose che succedono veramente in un modo sbagliato, ecc.
Quando una persona รจ negativa mente sempre. Basta osservarlo in se stessi. Due persone negative possono scagliarsi contro le menzogne piรน fantastiche. Se uno รจ negativo ed anche un altro lo รจ, le due persone possono insultarsi a tal punto da dirsi ogni sorta di cose sorprendenti.
In ognuno di noi cโรจ una grande fabbrica di menzogne, e questa รจ la parte negativa del Centro Emozionale. Tale รจ lโinferno in se stessi; in questo inferno si odiano tutti, ed ha valore solo la violenza e la distruzione. A tal riguardo Ouspensky disse: โQuesto mondo non รจ controllato dal sesso nรฉ dal potere, ma dalle emozioni negativeโ. (22)
UNA STORIA DIVERSA
Orage, citato da Nott, fece notare come siamo vittime di clichรฉ ormai dati per assodati:
Sin da bambini ci รจ stato detto che la ricchezza รจ una condizione migliore della povertร ; che le persone sono superiori o inferiori in base alla condizione sociale, agli averi o al fascino, educazione, talento (โฆ). Ci hanno insegnato a credere che unโinnata grandiositร รจ sinonimo di felicitร individuale, che i divertimenti divertono, che una compagnia di rango elevato รจ brillante, che bisogna essere elogiati da altre persone e che la loro disapprovazione ci rende deboli, che libri, quadri e musica sono fonti di stimolo, che รจ meglio disporre di tempo libero senza lavorare, che รจ possibile non fare nulla, che fama, potere, notorietร e successo sono valori reali.
Accettiamo tutto senza riflettere, senza pensarci. Non vogliamo riflettere perchรฉ potremmo disturbare la nostra tranquillitร , che รจ pace di una mente priva del desiderio di comprendere il significato dellโesistenza; e non vogliamo riflettere per egoismo, che si sostituisce alla morale oggettiva con il โmi piaceโ o โnon mi piaceโ: il modo di esprimersi dei bambini. Siamo vittime della suggestione, che รจ il meccanismo della nostra psicologia. Dipendiamo dalla ricompensa o dalla punizione, che occupano una parte essenziale nellโeducazione del bambino, ma non cresciamo mai.
ร raro che le esperienze ci facciano comprendere qualcosa, cerchiamo sempre la comprensione allโesterno. Paradossalmente possiamo comprenderla solo attraverso le esperienze. La comprensione sta dentro di noi. (23)
Lo stesso fa Ravi Ravindra, il quale sottolinea quanto ci si perde a causa delle cattive tendenze e mancate scelte e sforzi:
Quello di cui bisognerebbe rendersi conto costantemente, e che si dimentica sempre, รจ che nello stato ordinario si รจ separati dal Reale, dallโenergia che dร chiarezza, significato e senso alla vita. Per vanitร , desiderio, pigrizia e paura si vive isolati dalla grande riserva dellโEssere, in un pezzettino isolato di essere chiamato me. Nessuna delle nostre attivitร , nessun onore, nessun piacere hanno davvero senso se si รจ separati dallโunica cosa che dร reale significato. (24)
(1) M. Nicoll, Commentari (Vol. I โ cap. 33)
(2) G.I. Gurdjieff, Vedute sul mondo del reale (51-2).
(3) P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto (402).
(4) P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto (249).
(5) M. Nicoll, Commentari (Vol. I – 174).
(6) P.D. Ouspensky, La Quarta Via (398).
(7) Incontri con Gurdjieff (72).
(8) P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto (248-9).
(9) P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto (393).
(10) C.S. Nott, Insegnamenti di Gurdjieff (221).
(11) G.I. Gurdjieff, Vedute sul mondo del reale (236-7).
(12) G.I. Gurdjieff, Vedute sul mondo del reale (264-5).
(13) M. Nicoll, Commentari (Vol. I โ cap. 48).
(14) C.S. Nott, Insegnamenti di Gurdjieff – Vol. 2 (314).
(15) C.S. Nott, Insegnamenti di Gurdjieff – Vol. 2 (93).
(16) P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto (249-250).
(17) R. Ravindra, Un cuore senza limiti (77).
(18) R. Ravindra, Un cuore senza limiti (92).
(19) P.D. Ouspensky, La Quarta Via (14).
(20) P.D. Ouspensky, La Quarta Via (27).
(21) J. de Salzmann, โQuestion deโ n. 50, citato in Georges Ivanovitch Gurdjieff โ Vol. 1 (19-20).
(22) M. Nicoll, Commentari (Vol. III โ cap. 120).
(23) C.S. Nott, Insegnamenti di Gurdjieff (256).
(24) R. Ravindra, Un cuore senza limiti (136-7).
Nota: Lโarticolo qui esposto rappresenta un tentativo di ricomporre alcuni dei Frammenti dellโinsegnamento di Gurdjieff con le sue stesse parole e con i numerosi contributi di chi ne ha seguito la Via. I riferimenti sono tutti rintracciabili nelle note a fondo articolo. Le eventuali modifiche apportate sono solo di natura stilistica, mai concettuale. Lโassociazione Per-Ankh, pur trovandosi in sintonia con la maggior parte degli insegnamenti della Quarta Via, non si considera tuttavia un gruppo Gurdjieffiano.
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